Real Madrid – PSG, è Neymar il problema dei francesi ? O’Ney gioca solo, Cavani non si vede

Pubblicato il autore: Andrea Medda Segui

PARIS, FRANCE - NOVEMBER 22: Neymar of PSG during the UEFA Champions League group B match between Paris Saint-Germain and Celtic FC at Parc des Princes on November 22, 2017 in Paris, France. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)
Real Madrid – PSG
ha dato il suo primo verdetto. 3-1 per i Blancos e prestazione di CR7 e compagni da applausi. Vittoria in rimonta sui parigini, acerbi in attacco, confusi in mezzo al campo, distratti in difesa. Zidane ha cambiato in meglio la partita, Emery ha sbagliato e, forse, inciso sulla sconfitta dei suoi.
Ma è stata anche la sfida, persa, da Neymar. Il brasiliano, approdato a Parigi per diventare il migliore, ha brillato a tratti con azioni personali che non hanno però inciso sul match. CR7, dall’altra parte, ha giocato, non si è messo in mostra con azioni travolgenti, ma è stato decisivo con una doppietta. Cristiano Ronaldo non sbaglia questi appuntamenti. Ed è proprio questa forse la chiave di lettura della partita. Il duello nel duello tra il portoghese e Neymar, vinto, manco a dirlo, dal cinque volte Pallone d’Oro. Aldilà dei meriti del Real Madrid, abile a reagire nei momenti in cui i francesi sembrano vicini a chiudere il match, sono tanti i demeriti del PSG e di quello che è arrivato a Parigi per diventare il numero uno: Neymar.

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Real Madrid – PSG: Neymar è il problema dei francesi?

Real Madrid e Paris Saint Germain, due dei top club più importanti al mondo, si sono trovati l’uno davanti all’altro nella sfida più interessante degli ottavi di finale di Champions League. Benzema, Cristiano Ronaldo, Isco per i madrileni, Cavani, Mbappé e Neymar per i francesi. La partita, decisa dalla forza del Madrid e dai suoi uomini chiave Marcelo e CR7, regala anche uno spunto interessante nel valutare la prova del PSG nel dettaglio quella del numero 10 brasiliano.
Neymar è sempre troppo sopra le righe. Che sia irridente come in Ligue 1 o falloso come ieri sera, prende gialli pericolosi. E attira, fin troppo, le attenzioni degli avversari che non si tirano certo indietro se c’è da tirargli un calcetto in più per fermarlo. O’Ney a dire la verità non ha neppure giocato malissimo, ma ha inciso negativamente sul resto della squadra. Cavani e Mbappé non hanno mai avuto occasione di diventare decisivi. L’uruguaiano ha avuto un’unica chance offensiva in tutta la sfida nonostante i continui movimenti smarcanti mai accolti dal compagno di reparto. Anche il francesino si è mosso parecchio ma solo nella ripresa, con l’uscita del Matador, si è visto maggiormente. Neymar ha calamitato a sé tutti i palloni, strappando spesso con successo dalla metà campo fino all’area di rigore del Real, ma non è mai riuscito a completare un’azione pericolosa mandando in frantumi le verticalizzazioni e gli smarcamenti dei compagni.
Nessun fraseggio con Cavani, dribbling su dribbling sino a schiantarsi sul muro Blancos. Una delle pecche del PSG visto ieri è stata quindi la prestazione solitaria di Neymar. La voglia di diventare il numero uno e di far vedere di non essere inferiore ai due mostri CR7 e Messi ha giocato un brutto scherzo all’attaccante. Silente e decisivo invece Cristiano Ronaldo che ha ribadito, ancora una volta, di essere superiore al brasiliano.
O’Ney ha tutto il tempo e le carte in regola per aspirare a diventare “il migliore”. Ma serve assolutamente un cambio di atteggiamento, soprattutto in campo. Messi e Ronaldo devono essere prima di tutto un esempio, poi, una volta arrivato al loro livello, anche Neymar potrà iniziare a giocarsela con i più forti.

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