Roma: la pesante eredità del passato

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Sembra scontato e banale fare i soliti paragoni con il passato, quello vero. Quello dei Cesari e delle gens romane; dell’impero; delle conquiste; dei fasti e della gloria. Ma ricordate come è caduta Roma? Il troppo amore per sé stessi; la propria voglia di specchiarsi e apparire, hanno fatto sì che Barbari; Vandali e chi più ne ha più ne metta arrivarono a Roma per prendersi la gloria, da Annibale con i suoi elefanti (vinse una cruenta ed epica battaglia sulle rive del Trasimeno sconfiggendo i romani con un imboscata) ad Attila vero flagello. Oggi gli Annibale; gli Attila sono definiti anche leoni da tastiera quelli che come possono attaccare la proprietà anche per futili motivi lo fanno senza remora mettendo a confronto le diverse dirigenze negli anni passati.

Roma basta passato
Le parole del direttore generale Mauro Baldissoni, se ce ne fosse stato bisogno dovrebbero aver chiarito quello che già era chiaro da tempo, ovvero in regime di fair play finanziario la Roma non può permettersi assolutamente di “spendere” senza aver prima fatto i calcoli con il bilancio. Cosa che puntualmente succede anche a Milano sia sponda nerazzurra sia sponda rossonera, e dove ci sono proprietà e gruppi stranieri. In Italia solo la Juventus produce utili maggiori (ma non al passo delle big europee) mentre il Napoli con De Laurentiis ha ancora il “bonus” Higuain e se quest’anno non arrivasse a dama ci sarà una smobilitazione totale. Ma torniamo ai giallorossi, il mercato ha visto la partenza di due difensori che numericamente sono stati sostituiti anche se sulla carta sembra che la compagine giallorossa abbia perso ancora qualcosina. Emerson e Moreno sembra abbiano qualcosa in più di SilvaCapradossi. Ma il campo ci dirà se avrà avuto ragione Monchi, quel Monchi che è finito nel mirino dei tifosi raggiungendo Pallotta nella classifica dell’impopolarita dei tiratori scelti nella caccia alle streghe, dove gli Unni; i Visigoti; e le altre “popolazioni da tastiera”, fanno più male che bene a questa Roma già abbastanza problematica di suo, dove si fanno ancora paragoni con il passato che non c’è più e pronostici non rosei sul futuro li dove anche lo stadio che dovrebbe essere un punto di forza, diventa un problema per chi debba essere il proprietario scatenando ilarità e leggende metropolitane.

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Ripartire assolutamente
Adesso l’importante è ripartire assolutamente da i risultati che non ci sono da diverse partite, perché sono venute a mancare certezze ed energie mentali da ritrovare nell’immediato in vista del mini ciclo che porterà i giallorossi a giocare tre trasferte (non proibitive) ed una gara casalinga, domenica a Verona; Benevento in casa; poi ad Udine; e l’ultima trasferta in Ucraina contro lo Shaktar Donetsk in Champions League. Prima di un ciclo molto più duro che vedrà la Roma giocare contro: Milan; Napoli; Torino e ritorno con lo Shaktar dove si giocherà il proseguio della stagione. Quindi bisognerà fare più punti possibili in queste quattro gare e ritrovare le certezze che c’erano ad inizio stagione quando i presupposti erano altri visto i risultati conseguiti fino a quel momento

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