Tacconi si difende: “Non sono fascista, la mia solo goliardia”

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


Stefano Tacconi è stato uno dei più grandi portieri della storia del calcio italiano e campione del Mondo con la Juventus nel 1985. Nelle ultime ore, tuttavia, è finito nella bufera per un video arricchito da frasi ritenute razziste e poi postato su Facebook girato in macchina al ritorno dal funerale del compianto Azeglio Vicini, scomparso proprio l’altro ieri. Il video sopracitato contiene frasi offensive riguardanti i giocatori di colore che calcano i campi della nostra Serie A, i quali, secondo Tacconi ed i suoi amici presenti in macchina con lui, starebbero togliendo il posto a giovani calciatori “bianchi” che meriterebbero più spazio e che dovrebbero essere maggiormente valorizzati. Un video che si conclude con la classica battuta ripresa dal film di Diego Abatantuono nel film del 2001 intitolato “Cose dell’altro mondo”, che recitava così: “Avete capito? Prendere cammello e andare a casa!”.

Frasi che non sono state gradite dal mondo social ed infatti Tacconi è finito nella bufera, ma il portiere perugino nella giornata odierna ha colto l’occasione per scusarsi: “Mi dissocio totalmente da quanto detto nel video. Ero in macchina con gli amici e stavamo parlando. Non era mia intenzione offendere nessuno, la mia era solo goliardia e non vorrei che fosse passato il messaggio per cui io adesso venga etichettato come fascista. Stamattina ho pubblicato anche un altro video dove mi scusavo con tutti. Avendo amici di colore era naturale che io chiedessi scusa a tutti, mi dispiace davvero. La scomparsa di Vicini? Un grandissimo mister, ma più che allenatore era un grande amico, mi ha fatto esordire quando ero giovanissimo, se n’è andata una persona straordinaria.”

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