Arsenal-Milan, i media inglesi condannano il gesto di Welbeck

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


L’Arsenal ha meritatamente conquistato i quarti di finale di Europa League battendo il Milan con un risultato totale di 5-1 in favore del Gunners. Troppa la differenza di esperienza tra le due squadre, perché dal punto di vista qualitativo non è che ci fosse questa gran differenza. L’Arsenal ha perso anche contro squadre inferiori al Milan, come Brighton e Onstensund. Oltre alla mancanza di esperienza da parte di gran parte degli uomini di Gattuso è evidente anche la diversità che intercorre attualmente tra campionato inglese ed italiano: il Milan è stato inferiore sul piano tattico e fisico. 

Ciononostante, il primo tempo di Arsenal-Milan di ieri sera del è stato pienamente sufficiente per i rossoneri che avrebbero meritato qualcosa in più. Il vantaggio di Calhanoglu era più che meritato. A rovinare tutto come già detto è stato l’arbitro Eriksson, lo stesso che ha arbitrato Bayern Monaco-Juventus di due anni fa, non concedendo un gol regolare al bianconero Morata, che avrebbe portato la sua squadra sullo 0-3 chiudendo di fatto la qualificazione. Ma ieri l’arbitro si è comportato anche peggio: coadiuvato dall’assistente di porta, Eriksson ha concesso un rigore davvero assurdo per fallo di Rodríguez su Welbeck. Il tocco c’è stato ma è ridicolo che un contatto simile possa essere punito con un calcio di rigore. Tutto ciò ha condizionato pesantemente la gara, dato che il Milan avrebbe anche potuto andare sullo 0-2, perché stava giocando bene. Oltre il danno, la beffa per un possibile penalty non concesso sul ribaltamento di fronte. Insomma è stata una partita davvero pessima condizionata dal direttore di gara.

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Nella giornata odierna, i media inglesi hanno criticato aspramente il comportamento di Welbeck, reo di aver commesso una scorrettezza evidente. Un fatto curioso, che in Italia potrebbe verificarsi raramente, in quanto se un giocatore simula un fallo e gli viene concesso il rigore, si parla di furbizia dell’attaccante, come se avesse compiuto un atto coraggioso. Serve a poco parlare di VAR, in quanto il protocollo di utilizzo stabilisce che seppur ci sia un benché minimo contatto, l’arbitro non è costretto a rivedere l’azione. Però, la incultura sportiva che esiste in Italia porta sempre a trovare la scusante anche per delle scorrettezze che condizionano partite e campionati.

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