Champions ed Europa League, siamo sicuri che il VAR non serva?

Pubblicato il autore: Danilo Servadei Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 27: The scoreboard shows the use of the new VAR system during the TIM Cup match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on December 27, 2017 in Milan, Italy.

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images selezionata da SuperNews)

Qualche settimana fa, il presidente dell’UEFA, Aleksander Ceferin, ha affermato che nella prossima stagione non sarà introdotto il VAR nelle due massime competizioni europee per club, bocciando la tecnologia in quanto, secondo lui, c’è “ancora molta confusione”.

Tuttavia, dopo quest’ultimo turno tra Champions ed Europa League, è apparso inevitabilmente chiaro come il sole quanto il VAR avrebbe potuto cambiare davvero tanto cose. Partiamo dal caso più recente e clamoroso: il calcio di rigore dato a Welbeck ieri sera a causa di un presunto fallo di Ricardo Rodriguez nel match di Europa League tra Arsenal Milan. Dalle immagini appare lampante come il giocatore rossonero non tocchi mai l’inglese che si lascia cadere come se un cecchino lo avesse abbattuto da lunga distanza. Anziché fischiare simulazione, l’arbitro Eriksson, fischietto svedese che molti juventini ricorderanno per i disastri commessi in Bayern – Juve di due anni fa, fischia penalty, ma ancor più grave è il suo assistente di porta che, nonostante sia a due passi, fa la scelta sbagliata, consigliando proprio al collega di fischiare la massima punizione. Se ci fosse stato il VAR, molto probabilmente il rigore non sarebbe stato fischiato proprio perché non esiste alcun contatto e Welbeck sarebbe stato ammonito. Inoltre, cosa più importante, il Milan avrebbe avuto ancora l’1-0 dalla sua parte e con una sessantina di minuti ancora da giocare. Chi vince ha sempre ragione ma la sensazione è che il sestetto arbitrale abbia indirizzato in modo netto la partita a favore degli inglesi, commettendo un errore davvero grossolano.

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Altro caso che ha dimostrato, semmai ce ne fosse bisogno, l’inutilità di avere degli arbitri di porta è stato quello accorso sempre ieri sera nel match tra Lione CSKA Mosca. I russi sono in vantaggio per 1-0 grazie allo splendido destro a giro di Golovin ma, al 58′, Cornet pareggia i conti, permettendo ai francesi di riportarsi avanti nel punteggio globale, mentre Schennikov protesta e ne ha ben donde. Dal replay, infatti, si nota come al momento dell’assist di Ferri il pallone sia nettamente uscito e l’assistente di porta che si trovava lì a due passi non riesce a vederlo e l’arbitro Madden non può che convalidare il gol. Alla fine, il CSKA reagisce subito e segna altri due gol, fondamentali per strappare la qualificazione ma il gol francese ha rischiato di mandare all’aria tutto ed anche i russi sicuramente sono concordi che la tecnologia avrebbe evitato una simula paura.

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Passiamo alla Champions League dove l’errore più netto è accaduto sempre nella sfida tra un’italiana e un’inglese, ovvero tra Tottenham Juventus. Siamo nei primi minuti di gara quando Douglas Costa viene letteralmente affossato in area di rigore da Vertonghen che lo tocca ben due volte in scivolata ma sia Marciniak, sia il guardalinee, sia l’assistente di porta, lasciano correre, negando un rigore grosso quanto una casa. Nonostante ciò, dopo essere andata in svantaggio, la Juventus ha saputo ribaltare la partita grazie ad Higuain Dybala me, nel finale, arriva un altro brivido. Su un cross ben calibrato, Kane schiaccia di testa e colpisce il palo, con il pallone che non varca mai la linea, venendo allontanato da Barzagli. Dal replay, però, si vede come, sul cross del compagno, Kane sia in netto fuorigioco e la Juve ha rischiato di andare ai supplementari a causa di un altro errore grave dell’arbitro, pagando come accaduto a Monaco di Baviera.

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Dopo le dichiarazioni di Ceferin, insomma, in questo ritorno delle coppe europee è accaduto davvero di tutto e ciò ha rafforzato la convinzione di molti che il VAR, seppur non sempre perfetto, avrebbe sicuramente evitato molte di queste ingiustizie. Davvero il VAR non serve? Dopo quanto accaduto, l’UEFA dovrebbe già sapere la risposta.

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