Conte e il Chelsea, amore al capolinea

Pubblicato il autore: Luigi Lencioni Segui
during the Premier League match between Chelsea and Leicester City at Stamford Bridge on January 13, 2018 in London, England.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews


Conte ed il Chelsea non digeriscono proprio il palcoscenico europeo. Nemmeno quest’ anno l’ obiettivo minimo dei quarti e’ stato centrato. Una vera e propria maledizione. Il ristorante e’ di livello altissimo, non la povera e tanto denigrata trattoria torinese, che porta alle finali non a mangiare panini. Roman Abramovich fa i conti e si lecca le ferite delle decine di milioni spesi senza vedere lo straccio di un risultato. Anche in campionato la distanza e’ enorme.

Si respira aria di cambiamento, dal suo ingresso al magnate russo interessava solo ed esclusivamente la vittoria europea. Il tecnico leccese rischia, ne e’ consapevole. Il rapporto fra i due non e’ sbocciato, si sopportano, Londra per un leccese non e’ il massimo. Una separazione consensuale potrebbe essere la soluzione migliore. Antonio potrà riflettere ed apprezzare di più la normale, con l’ eleganza non da poco di chi e’ stato più bravo.
Due squadre che sembravano di livello differente. Il futuro potrebbe parlare francese con Il Psg che cerca gloria europea ed ha bisogno di disciplina e lavoro, il credo di Conte.

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Risorse infinite per un progetto nuovo dove regna l’ anarchia.
Una grande sfida per dare un senso ad una carriera europea di allenatore che ancora non ha messo a referto un risultato di prestigio. Troppo poco, l’ anno sabbatico sembra improbabile, senza il campo, il lavoro quotidiano e la preparazione delle partite non riesce a stare. L’ uomo di campo non si smentisce mai. Parigi potrebbe rappresentare una rivincita importante, un piccolo rilancio, l’ Europa rimane al momento qualcosa di insormontabile. Non era una questione di prezzo ma di saper cogliere l’ occasione di un progetto a lungo termine senza volere esclusivamente i migliori. Il calcio non e’ matematica, lui da ex grande bianconeri e capitano lo sa bene, sbagliare e’ umano, perseverare rimane diabolico.

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