Cruyff, due anni senza il “profeta del gol”

Pubblicato il autore: FraNas Segui

Due anni fa se ne andava il “profeta del gol”. Nessuna barba lunga, tunica sudicia, o abito strano però. Solo una mente diversa, rivoluzionaria: semplicemente Johann Cruyff. Un signore in grado di rivoluzionare il calcio per ben due volte, la prima sul campo, la seconda dalla panchina. Tante squadre di cui si elogiano schemi, idee e filosofia dovrebbero, metaforicamente, andare in silenzioso pellegrinaggio e rendere omaggio a uno dei cinque più grandi giocatori della storia del calcio.

La sua veronica, la “Cruijff draaj”, è solo la classica punta di un iceberg che nella sua parte sommersa e meno visibile a una prima rapida osservazione nasconde una concezione unica delle parole “tempo” e “spazio” applicate al calcio. Cruyff è stato il volto più riconoscibile del “Calcio totale” quella rivoluzione sportiva e culturale che come un vento impetuoso ha trasformato il calcio olandese da colonia periferica del pallone europeo a ombelico pulsante di un nuovo modo di stare campo. Non c’è più differenza tra singoli e sistema, gli uni sono funzionali all’esaltazione dell’altro e di ritorno ottengono l’esplosione delle proprie qualità e caratteristiche tecniche.

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Ma a Cruyff non bastava avere incantato in campo. Quando appende le scarpette al più classico dei chiodi decide che la sua conoscenza e ossessione per il calcio deve essere trasferita a qualcun altro. Non solo in Olanda. Così il suo arrivo a Barcellona e al Barcellona segna un punto di non ritorno per il Camp Nou che da quel momento in avanti si vizierà senza sosta con calcio spettacolo e grandi campioni in arrivo da tutto il mondo. E pensare che il Dream Team di Cruyff non era completo, fosse stato per lui si sarebbero dovuti aggiungere ancora un paio di tasselli per renderlo davvero a sua immagine e somiglianza.

L’influenza di Cruyff va però oltre il campo. La sua fondazione realizza campetti in giro per il mondo per permettere a bambini e ragazzi di fuggire dalle tentazioni della strada. Lo sport come strumento sociale di aggregazione, lo sport come opportunità di riscatto. Tutto questo è stato Cruyff e il seme piantato da “Pitagora in scarpe da calcio” non solo deve essere ricordato. Deve essere preservato e coltivato. Senza sosta.

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