Mario Mandzukic, mal di pancia in casa Juve

Pubblicato il autore: Andrea Brumana Segui
TURIN, ITALY - SEPTEMBER 20: Mario Mandzukic of Juventus in action during the Serie A match between Juventus and ACF Fiorentina on September 20, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

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Mario Mandzukic, attaccante croato della Juve, sarebbe, ora come ora, in preda a uno di quei proverbiali mal di pancia imprevedibilmente ben noti nel complesso e variegato mondo calcistico, un allarme ancora contenuto tuttavia sintomatico di un possibile malessere concreto, che preoccupa e va affrontato.
Secondo quanto riportato da “Calciomercato.com”, il trentaduenne bianconero avrebbe fatto filtrare una sempre più crescente insoddisfazione, tale da minare addirittura il pluriennale rapporto tra lui e la società piemontese; un malcontento generale, tanto fisico quanto psicologico, in parte tattico in parte ambientale.
Indubbiamente le ultime prestazioni di Mandzukic sono in netto calo, e le difficoltà mostrate del croato sul terreno di gioco sono sotto gli occhi di tutti: partite anonime, molte delle quali al di sotto della sufficienza, tanti errori e poca concretezza, carente lucidità e scarsa cattiveria sotto porta. L’ultima sua rete risale al 3 gennaio, dal 2-0 al Torino in Coppa Italia, che tradotto significa 14 gare d’astinenza; un dato scoraggiante, certo, ma ancora più grave e altisonante se limitato alla sola Serie A: in campionato, infatti, Mandzukic non centra il bersaglio dalla diciassettesima giornata, ossia dallo 0-3 rifilato al Bologna il 17 dicembre dello scorso anno. In totale, sino ad ora, in 26 presenze sono solo 4 i gol del bianconero, con una percentuale realizzativa del 13%, bassa, quasi desolante (fonte: goal.com).
Max Allegri lo aveva trasformato, se vogliamo migliorato, facendolo calzare a pennello in un ruolo teoricamente incompatibile alle sue caratteristiche; da metà della scorsa stagione gli aveva affidato le chiavi della fascia, una scommessa rischiosa, forse troppo si pensava, tuttavia oltremodo fruttuosa. Sempre poche reti, è vero, ma tanta corsa, tanto sacrificio, tanta quantità, una sicurezza individuale infusa al collettivo, una certezza stabile, fissa, di riferimento. Un 2017 trascorso, come si suol dire, a tirare la carretta della Juve, un tuttocampista moderno, dedito alla fase difensiva quanto a quella offensiva, così anche all’inizio della stagione corrente. Poi il calo, in parte fisiologico, un 2018 di parecchi bassi e rari alti, tanta panchina e spiccioli di gioco, nel frattempo un mal di pancia via via crescente. Prima della Spal pure Allegri stesso non si è nascosto dietro a un dito, evidenziando onestamente il periodo negativo del croato: “Mario sente il peso delle tante partite giocate, in questo momento sicuramente non è in una condizione ottimale”.
Sta di fatto che, negli ultimi giorni, a queste evidenti carenze tecniche si sono affiancate insoddisfazioni di carattere diverso, maggiormente personali, che potrebbero aprire a molteplici scenari, inediti e impensabili fino a poco fa. Il motivo resta ignoto ed è arduo avanzare ipotesi; se nulla, per adesso, fa ipotizzare possibili disagi con l’ambiente, coi tifosi o con la società, la causa dello scontento potrebbe ricadere sulle scelte tattiche del mister, un 4-3-3 asimmetrico troppo dispendioso per un Mandzukic da un lato obbligato a tirare il fiato ma dall’altro teso a guadagnarsi la convocazione in nazionale in ottica mondiale.

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Un giugno già rovente per Mandzukic

Siamo solo a fine Marzo e già si parla di un’estate molto accesa per l’attaccante bianconero; nonostante il suo contratto scada fra due anni, vale a dire nel 2020, Mandzukic sarebbe pronto a salutare Torino già dal prossimo Giugno. Le offerte non mancano, e non solo dall’Europa; molti club pagherebbero ancora fior di quattrini per il cartellino del croato, su tutte diverse squadre della Premier League. Al di fuori del continente, dalla ricca Cina arrivano assalti milionari, già rispediti al mittente nei mesi scorsi ma ora seriamente valutati dall’equipe del giocatore.
Per ora sono tutte indiscrezioni, al tempo dire se diventeranno realtà.

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