Morte Astori, Galliani:”Sono sconvolto, se ne va uno con lo stile Milan”. F.Galli:”Un esempio”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui


Morte Astori, il ricordo di Adriano Galliani
. Era arrivato a Milanello nel 2001, a 14 anni, e avrebbe fatto tutta la trafila nel settore giovanile rossonero. “Un ragazzo serissimo, uno con lo stile Milan addosso. Nel 2008 lo cedemmo al Cagliari per farlo diventare un giocatore vero”, questo il commosso ricordo di Adriano Galliani su Davide Astori. In Sardegna infatti è diventato un ottimo difensore, tanto da arrivare in Nazionale. L’ex amministratore delegato del Milan, impegnato come candidato nelle elezioni politiche, non ha potuto dedicare un pensiero allo scomparso Astori. Un ragazzo come non se ne trovano più nel mondo del calcio. Anche Filippo Galli ha avuto parole commosse per Astori:C’è profondo dolore e tristezza. Era un ragazzo d’altri tempi, educato, solare, sempre sorridente e positivo. Pensare che sia venuto a mancare così, non risvegliandosi più nel letto, è una cosa incredibile.  Non ci si capacita per una cosa del genere. Tra l’altro lui, ogni tanto, veniva in una pizzeria a Monza per ritrovare i suoi ex compagni nella Primavera della Milan. Era un ragazzo con la testa sulle spalle, uno davvero da prendere come esempio per gli altri giovani e per chi vuole fare questo sport”. Una parentesi alla Roma, prima di arrivare alla Fiorentina. I viola, dopo la diaspora estiva, aveva affidato a lui la fascia di capitano. Un simbolo che a Firenze è stato indossato da gente del calibro di Antognoni,  Roberto Baggio e Batistuta. Pioli non aveva avuto dubbi su chi sarebbe stato leader in una stagione molto complicata. Un’annata che ora è diventata maledetta.

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Morte Astori, uno dei ragazzi di Milanello. Mentre lui giocava al centro sportivo di Vismara, agli ordini di Carlo Ancelotti c’erano campioni affermati come Nesta, Maldini e Costacurta. Giocatori, uomini da cui si poteva imparare tanto. Dentro e fuori dal campo. Astori l’ha fatto. Ha portato in giro per l’Italia i preziosi insegnamenti ricevuti a Milanello, che lo hanno portato a vestire la maglia azzurra della Nazionale. Probabilmente Gigi Di Biagio lo avrebbe chiamato per le amichevoli  dell’Italia con Argentina e Inghilterra. Davide probabilmente non avrebbe giocato, ma sarebbe stato lì per fare gruppo. Per poi tornare a Firenze per guidare i compagni nel finale di campionato. Ora non potrà farlo più, ma dall’alto continuerà ad avere un occhio vigile sulla Fiorentina.

Morte Astori, lo spettacolo non poteva continuare

Morte Astori, giusto fermarsi. In questi casi si scontenta sempre qualcuno. I tifosi innanzitutto, ma non si poteva giocare a calcio in una maledetta domenica come quella di oggi. Esultare, gioire, arrabbiarsi non sarebbe stato giusto nei riguardi della memoria di Astori e della sua famiglia. E’ chiaro che ci saranno polemiche al riguardo. Soprattutto perché c’era in programma Milan-Inter. Un derby attesissimo, con lo stadio esaurito. Ma con quale spirito sarebbero scesi in campo giocatori che hanno perso uno di loro da poche ore? Una tragedia come quella di Filippo Raciti e Gabriele Sandri. Persone morte che hanno dato la propria vita per il calcio. Giocare non sarebbe stato giusto.

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Morte Astori, lo spettacolo riprenderà presto. Saranno giorni di lutto per il calcio italiano. Già da mercoledì si riprenderà. La Juventus giocherà in Champions League contro il Tottenham. Giovedì Lazio e Milan saranno impegnate in Europa League. Le partite che si sarebbero dovuto giocare oggi verranno recuperate. Non si sa ancora quando, ma verranno recuperate. Parlare di regolarità del campionato e amenità del genere sarebbe quanto meno inopportuno. Davide Astori era un ragazzo come noi. Uno a cui piaceva giocare al calcio e stare con la famiglia, senza vizi e stravizi. Se ne andato in silenzio. I leader, quelli veri, non hanno bisogno di troppe parole per farsi ascoltare. Ciao Davide, grazie per l’esempio che ci hai dato.

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