Salah for president, quando il calcio invade la politica

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui

(Photo by Tony Marshall/Getty Images)

Il calcio e la politica non sono a ben vedere due mondi così lontani. Lo dimostrano vari esempi che nel tempo si sono succeduti e che hanno visto tanti campioni appendere le scarpette al chiodo e indossare giacca e cravatta per mettersi al servizio della propria nazione. Una folta colonia di questi arriva dal Milan, ed è lecito pensare che Silvio Berlusconi abbia avuto un forte ascendente sui suoi ex calciatori in questo senso. Uno degli esempi più lampanti è Kaladze, che dopo una vita da terzino è diventato ministro dell’energia nella sua Georgia. Anche Shevchenko ci ha provato nel 2011 per le elezioni politiche in Ucraina, ottenendo un 1,58% forse deludente che lo ha portato  ridedicarsi a quello che gli è sempre riuscito meglio, ovvero il calcio, diventando ct della sua Nazionale. Un altro ex milanista come George Weah è riuscito addirittura a diventare presidente della sua Liberia, in un tripudio popolare, soltanto nello scorso Gennaio.

E c’è anche chi ha occupato un seggio nel parlamento del proprio Paese d’origine, come Hakan Sukur, ex Inter, in Turchia o il mitico Romario in Brasile. Anche il leggendario Pelè è stato politico, e più precisamente ministro dello Sport negli anni ’90. Altri non hanno saputo sfruttare il proprio appeal da calciatori per sfondare in politica: molti ricorderanno Julio Cruz, detto el Jardinero, ex attaccante di Inter e Bologna, che nella sua Argentina ha concorso per la poltrona di sindaco nella sua cittadina d’origine, Lomas de Zamora, con risultati non soddisfacenti, o ancora l’ex portiere della Juventus, Stefano Tacconi, che ha collezionato ben due delusioni: le elezioni politiche europee del 1999 con Allenza Nazionale e quelle comunali a Milano, a sostegno di Letizia Moratti, per il ruolo di consigliere comunale, dove ha collezionato solo 57 voti.

Ma in queste ore quello che sta accadendo in Egitto è quasi paradossale. Si sono svolte in questi giorni le elezioni presidenziali nella terra dei Faraoni: si è confermato presidente Abdel-Fattah Al-Sisi, con una maggioranza schiacciante del 92%. Ma la notizia non è di certo questa, bensì il fatto che un calciatore è riuscito, senza essere candidato, a strappare addirittura un milione di voti: parliamo di Mohamed Salah, ex calciatore della Roma, oggi in forza al Liverpool, diventato in Egitto un eroe nazionale per aver riportato la sua nazionale ai mondiali dopo ben 28 anni e dopo aver fatto sperare i suoi connazionali nella conquista della coppa d’Africa solo un anno fa, sfumata clamorosamente nei minuti finali contro il Cameroon. L’attaccante egiziano ha collezionato, a leggere i risultati elettorali, qualcosa come il 5% dei voti. Infatti tanti cittadini hanno preferito invalidare il proprio voto segnando il nome di Salah sulla scheda elettorale. Un fenomeno diventato parecchio virale e ancora più curioso si fa il caso a pensare che il Messi d’Egitto è riuscito a collezionare più preferenze dell’altro candidato premier, Moussa Moustafà Moussa, che si è fermato solo al 3% dei voti. Una vera e propria beffa quella di ottenere meno voti di chi non è stato nemmeno effettivamente candidato. Chissà se Salah starà già pensando al suo futuro dopo aver chiuso col calcio!

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