Social Pro League, l’intervista: “A tu per tu” con Matteo Sechi dell’Olbia Calcio

Pubblicato il autore: Diego Grossi Segui


Torna su SuperNews la rubrica riguardante l’iniziativa Social Pro League, il campionato tra le pagine Facebook delle squadre di Serie C, dal titolo “A tu per tu”. Lo scopo della rubrica sarà quello di comprendere l’importanza dei Social Network nell’Ufficio Stampa di una società sportiva attraverso delle interviste esclusive agli addetti stampa e Social Media Manager dei club di C che partecipano alla competizione social.

Stavolta è il turno di Matteo Sechi, responsabile comunicazione e Ufficio Stampa dell’Olbia Calcio. I galluresi hanno conquistato l’accesso alle semifinali della Social Pro League lo scorso 7 febbraio e affronteranno, sino al termine delle votazioni ovvero il 6 marzo, l’Arezzo.

Presentati brevemente ai nostri lettori raccontandoci del tuo lavoro come Addetto Stampa e Social Media Manager 
Dal gennaio 2016 ho l’onore di ricoprire il ruolo di Responsabile della Comunicazione dell’Olbia Calcio e di lavorare in team con il Social Media Manager Stefano Sambati. Con questa società ho compiuto il salto “dall’altra parte” della barricata, dal momento che le mie esperienze pregresse mi avevano portato a svolgere un’intensa attività giornalistica, a fondare un giornale sportivo in Sardegna e più in generale a osservare e commentare con spirito critico, ma dall’esterno, le vicende. All’Olbia ho vissuto e vivo momenti entusiasmanti all’interno di una Società giovane e ambiziosa dentro la quale tante professionalità si sono ritrovate per costruire un progetto realmente innovativo. A tutti i livelli.

Quanto è importante il ruolo dell’addetto stampa e del Social Media Manager in una squadra di calcio ed in generale nel mondo dello sport?
In una comunicazione che fa della velocità del consumo dell’informazione una costante, le figure dell’addetto stampa e del Social Media Manager esercitano ruoli strategici e di fondamentale importanza perché hanno il difficile compito di salvaguardare un senso ultimo nel flusso informativo e di costruire, del club, un’immagine e una reputazione chiare, durature e appetibili. Un’idea che si sedimenti nell’immaginario collettivo dei sostenitori e della comunità, che non venga considerata un prodotto da usa e getta ma sappia depositare un messaggio profondo. In altre parole, costruire con gli strumenti tradizionali e con gli strumenti digitali un’identità che abbia uno spessore e una stretta aderenza alla vita quotidiana. Perché grazie a questa identità il club si nutre e prospera.

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Su quali strategie di social media marketing puntate? Cosa fate per relazionarvi con il vostro pubblico? In generale che importanza ha il digital marketing in una società di calcio come la vostra?L’utilizzo che l’Olbia fa dei propri canali social si sta indirizzando sempre di più verso la valorizzazione delle social partnership con le imprese del territorio. Al di là della volontà di sperimentare e perfezionare il servizio che il club garantisce al proprio sostenitore perché l’esperienza di informazione e intrattenimento raggiunga standard qualitativi d’eccellenza, l’Olbia porta avanti con decisione politiche commerciali mirate allo sfruttamento totale degli strumenti che i social network e social media mettono a disposizione. L’Olbia è un club di calcio e quindi primariamente un produttore di spettacolo, ma è anche un’opportunità concreta di visibilità convertibile in risultati concreti e tangibili per le aziende che decidono di scommetterci. E a confermarlo sono le stesse aziende, dal momento che partnership e sponsorship social sono sempre più apprezzate e che il nostro negozio virtuale Bellaisola.it ha destato l’interesse di tanti nuovi sponsor, oggi più vicini all’Olbia perché consapevoli di trovarvi una vetrina unica nel suo genere, oltre che professionalità e risorse umane che sanno indirizzare e consigliare.

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Quali sono le migliori strategie social a tuo avviso per coinvolgere i tifosi?
Le strategie sono subordinate a due elementi a mio avviso determinanti per la riuscita di qualsiasi piano: coerenza e affidabilità. Nel nostro percorso di crescita è stato necessario inizialmente proporre a tifosi, simpatizzanti e più in generale seguaci contenuti istituzionali improntati su una marcata serietà perché non esisteva uno storico da confrontare e perché era funzionale creare quel senso di rottura con il passato che favorisse la tessitura di una veste professionale. A partire da questa estate, consolidata la reputazione, abbiamo iniziato a diversificare toni e contenuti. Sentiamo di avere le “spalle coperte” dalla fiducia che il nostro pubblico ripone in noi e per questo oggi abbiamo la forza, anche quando le cose in campo magari non vanno bene, di pubblicare con regolarità contenuti di carattere più ludico e auto ironico, come giochi a premi e video virali che muovono da una creatività in grado di rinnovarsi alla giusta velocità. Per tornare alla domanda, la strategia fine a sé stessa non è un assioma valido a prescindere in ogni luogo e in ogni tempo perché ogni comunità, reale o virtuale che sia, ha le proprie peculiarità. A maggior ragione quando ci si deve confrontare con strumenti specchio della Società quali sono i Social, il cui funzionamento peraltro risponde anche a logiche e calcoli indipendenti dal nostro volere. In definitiva: serve essere coerenti con la propria linea, dare un senso e un valore a ogni comunicazione e mantenere alta la qualità, sia nell’originalità dell’idea che nella realizzazione. Tenendo ben presente che l’azienda forte e vincente è quella che, in anticipo, sa disegnare il proprio futuro.

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Passando al calcio giocato: state affrontando un ottimo campionato e occupate la decima posizione in classifica, a ridosso della zona playoff. Siete fiduciosi per quanto riguarda il raggiungimento dell’obiettivo promozione?
L’obiettivo societario è sempre stato quello di centrare la salvezza e provare a migliorare la classifica della stagione precedente. Per questo siamo contenti di quello che lo staff tecnico e i ragazzi sono riusciti a fare sinora. L’Olbia è una delle poche squadre che ha fatto della tutela e della crescita dei giovani talenti italiani e sardi una missione sportiva. Riuscire a competere con società blasonate con budget doppi se non tripli rispetto al nostro, a vincere e a raccogliere complimenti su tutti i campi d’Italia, ci fa capire che la strada è quella giusta. E ci rende orgogliosi.

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