VAR, Filippo Grassia: "Qualcosa non funziona più"
Archiviato il match della semifinale di ritorno tra Juventus ed Atalanta, è nuovamente tempo di polemiche causate dal calcio di rigore generoso concesso ai bianconeri, per fallo non così eclatante su Blaise Matuidi. Quello l'episodio che ha deciso il match, ma altra situazione discutibile è quella relativa al penalty non concesso alla Juventus per fallo di mano di Andrea Masiello ritenuto involontario dall'arbitro Fabbri, quando all'andata il contatto con il braccio di Benatia, in un caso più o meno analogo, è stato punito con un tiro dagli undici metri, dopo attenta revisione dell'episodio tramite ausilio del VAR. Sotto questo aspetto, il VAR stesso è discutibile: perché in alcuni casi si utilizza per il contatto con il braccio ed in altri si sorvola? Le direttive emanate dall'ex arbitro Rizzoli erano chiare: "Il direttore di gara deve sempre revisionare l'azione in caso di presunto fallo di mano avvenuto in area di rigore." Ultimamente questa direttiva viene seguita poco e non si capisce il motivo per cui nel caso del penalty concesso per il fallo su Matuidi, l'arbitro Fabbri abbia deciso di proseguire senza esitazioni. Insomma come si dice da mesi, ormai, non vi è chiarezza.
Proprio sull'argomento VAR è intervenuto Filippo Grassia, storico moviolista della RAI che ai microfoni di Radio Punto Zero ammette la sua preoccupazione: "Lo strumento tecnologico ha corretto molti errori, ma negli ultimi tempi qualcosa sta sfuggendo di mano. Non è comprensibile come sia possibile che al Benevento, al Sassuolo ed al Napoli no siano stati concessi calci di rigore sacrosanti. Sono tre sviste clamorose, Rosetti e Rizzoli dovrebbero fornirci spiegazioni, perché così non è ammissibile proseguire. Qualcosa non funziona, come se ci fosse fermento nello spogliatoio di una squadra. Nella prima parte di stagione la Juventus si è lamentata molto del VAR, dunque la classifica mostra quanto è accaduto sul terreno di gioco, tra errori corretti ed altri meno."
