Walter Sabatini, ufficiale il divorzio con Suning e con l’Inter

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
TURIN, ITALY - MARCH 18: FC Internazionale board member Steven Zhang Kangyang looks on prior to he Serie A match between FC Torino and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on March 18, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Steven Zhang (presidente dell’Inter) – Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Dalle parole ai fatti nel giro di poche ore. Walter Sabatini non è più il responsabile dell’area tecnica di Suning Sports, quindi dello Jiangsu e dell’Inter. Un annuncio anticipato appena ieri dalle dichiarazioni dello stesso Sabatini e ora ufficializzato dal sito della tv di Suning, PPTV. Dal 10 maggio 2017 al 28 marzo 2018, il matrimonio non è durato nemmeno un  anno. Appena poche ore prima un altro addio illustre, quello di Fabio Capello alla panchina dello Jiangsu. Difficile pensare solo ad una coincidenza…

Sabatini, infatti, ha rescisso il suo contratto con nove mesi d’anticipo rispetto alla sua scadenza, fissata per dicembre. Un rapporto che scricchiolava da tempo, come anticipato dai media, e confermato dall’ormai ex dirigente nella serata di ieri, con parole che avevano il sapore di addio: “L’Inter è l’Inter, sarebbe stato bello costruire una storia un po’ più consistente. Parlo al passato? Non me ne sono neppure accorto. Sono molto distratto…“. Nessuna distrazione, invece, ma i titoli di coda di un divorzio sancito da uno scarno comunicato, in pieno stile cinese: “Suning Sports e Sabatini hanno raggiunto un accordo per la risoluzione anticipata del contratto che li lega, Sabatini non ricoprirà più il ruolo di direttore tecnico di Suning Sports. Il Club gli augura successo nella sua prossima esperienza lavorativa“.

Leggi anche:  Juventus, Gigi Buffon pensa al ritiro: "Al massimo fino al 2023"

Naufraga, quindi, il progetto Sabatini, che nei piani di Suning avrebbe dovuto fare da collante tra Jiangsu e Inter. La storia, però, non ha funzionato e appare evidente come la scarsa autonomia in sede di trattative, soprattutto sul versante nerazzurro, sia stato il terreno di scontro tra il dirigente e la proprietà cinese. Dal “siamo arrogantemente sul mercato” pronunciato da Sabatini nel ritiro estivo di Riscone, quando il popolo interista sognava i top player, alla brusca frenata di qualche giorno più tardi. Dai rinforzi invocati da Spalletti a gennaio al prestito di Ramires dello Jiangsu negato da Suning, fino al mancato arrivo di Pastore, pupillo di Sabatini. Cassaforte sigillata, insomma, con la scusa del Fair play finanziario, ma in realtà per l’alt imposto da Pechino agli investimenti nel calcio.

Leggi anche:  Bielorussia – Lo Shakhtyor Soligorsk vince la Supercoppa: BATE ko ai rigori

Così, via via, Sabatini si è sentito sempre più ai margini, lui che aveva puntato su Capello per far decollare lo Jiangsu, lui che aveva sognato di gettare le basi per costruire un’Inter all’altezza delle migliori d’Europa. Sabatini – scrive la Gazzetta dello Sport – avrebbe anche sofferto per il mancato sostegno di alcuni dirigenti italiani del club milanese e per il feeling sfumato, negli ultimi tempi, anche con Spalletti. Ora sul ponte di comando del mercato nerazzurro resta il solo Piero Ausilio, che proprio insieme a Sabatini aveva lanciato l’sos a Suning a gennaio: “Se non ci rinforziamo, il quarto posto è a rischio e senza Champions si svaluta ogni cosa“.

Sabatini lascia proprio ora che l’Inter sembra uscita dal lungo letargo invernale. Troppo forte il sospetto di una mancanza di prospettiva nel progetto di Suning. Un timore che iniziano ad avere anche i tifosi dell’Inter. Zhang Sr non si vede a Milano da un anno e mezzo, i proclami ora hanno ceduto il passo all’autofinanziamento e #Interiscoming sembra un pallido ricordo. E ad uno come Sabatini piacciono più i fatti che gli hashtag.

  •   
  •  
  •  
  •