Benevento, in meno di 24 ore lo storico successo di San Siro e il ritorno in B

Pubblicato il autore: fabricondo Segui


Testacoda in meno di 24 ore. Il Benevento passa dalla storica vittoria di San Siro col Milan alla retrocessione in serie B, matematica dopo il successo del Crotone a Udine. Non suoni come una beffa per una squadra che ha dimostrato di avere orgoglio e dignità da vendere e che merita applausi per la sua prima volta in A. Le lacrime del presidente Vigorito, al termine del grande blitz al Meazza, appartengono ad una dimensione del calcio che vive di brividi ed emozioni, voci oggi soffocate da sponsor, fatturati e fair play finanziario. Il gol di Iemmello e le parate di Puggioni sono una rivincita verso un mondo zeppo di “commissioni e agenti” e povero di bandiere. Non a caso, l’unica del Milan è Rino Gattuso, che ha lamentato l’assenza di “anima”, ha fustigato i suoi giocatori, li ha richiamati ad un senso di appartenenza che lui conosce bene. Ora la Strega deve fare un passo indietro, ma a testa alta. Ora sa come si fa in A, può e deve tornarci.

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Il destino si è ricordato troppo tardi del Benevento, che ha prima pagato un dazio pesante all’inesperienza, poi alla buona sorte. Ieri sera lo ha ripagato almeno in parte, facendo coincidere la prima vittoria in trasferta nella massima serie proprio alla Scala del Calcio: mai i sanniti erano tornati a casa con la porta immacolata. Un premio, tardivo, all’impegno e alla serietà di una squadra, che nello spazio di un anno aveva regalato due sogni ai propri tifosi: la serie B, traguardo fino a quel momento mani centrato, e 12 mesi piu tardi addirittura la serie A. Un riconoscimento anche alla caparbietà e alla testardaggine di De Zerbi, che ha sempre voluto far giocare il Benevento a calcio, senza speculare sul risultato. Il prezzo pagato è stato altissimo, un maggiore realismo avrebbe probabilmente fruttato qualche punto in più, ma tant’è. Il gioco, però, può anche rappresentare una base solida per ripartire il prossimo anno e ritentare la scalata al Paradiso.

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Il Benevento, peraltro, aveva già ben figurato nella sua prima a San Siro contro l’Inter, lo scorso 24 febbraio. Lo score finale era stato 2-0 per i nerazzurri, che però avevano stentato per oltre un’ora grazie all’ottima disposizione in campo dei ragazzi di De Zerbi, penalizzati da alcune decisioni arbitrali. Poi erano arrivate altre buone prestazioni, su tutte quella al Vigorito contro la Juventus, riacciuffata due volte da Diabate, prima che un discusso rigore e una magia di Douglas Costa chiudessero il discorso. Gli Stregoni, però, non si sono arresi, hanno pareggiato col Sassuolo, si sono inchinati all’Atalanta e poi hanno espugnato la Milano rossonera. Le ultime 4 tappe si chiamano Udinese, Spal, Genoa e Chievo. Ora i punti non contano più, ma il Benevento vuole chiudere la sua prima esperienza in A nel miglior modo possibile. E non regalerà nulla. Le squadre ancora in corsa per la  salvezza sono avvertite.

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Resta l’emozione per essere sbarcati su un pianeta sconosciuto, per essere saliti sui palcoscenici italiani più importanti, per aver messo in difficoltà le squadre più titolate. I tifosi potranno godersi ancora quattro appuntamenti di livello, poi penseranno alla prossima stagione. Ora sanno quello che si prova e come si fa. Ci hanno preso gusto, non finisce qui.

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