Champions: ora ci resta solo la Roma e la cabala sorride ai giallorossi

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Ci sono uno spagnolo, un tedesco, un inglese e un italiano... Di solito dalla barzelletta quello che ne esce meglio è il nostro connazionale, la Roma, quindi, si augura di uscire sorridente da Nyon, dove domani alle 13 il sorteggio definirà le semifinali di Champions League: andata 24 e 25 aprile, ritorno 1 e 2 maggio. Fuori gioco la Juventus, dopo l’atroce beffa Real, nell’urna i giallorossi troveranno le Merengues, il Bayern Monaco e il Liverpool. Clienti terribili, ma a questo punto è difficile trovare un menù di gradimento. E poi la squadra capitolina qualche motivo per sorridere ce l’ha, a parte la forza esibita contro il Barca. La cabala, per esempio...
A Trigoria faranno bene a toccare ferro, ma il confronto con l’edizione 2009-2010 è degno di attenzione. Prendete nota. Il primo dato che salta agli occhi è che la Spagna, per la prima volta da quella stagione, non presenta due squadre in semifinale: allora c’era il Barcellona, oggi il Real Madrid. Ora, si dà il caso, che ad alzare la coppa dalle grandi orecchie, il 22 aprile 2010 al Santiago Bernabeu, sia stata l’Inter di Mourinho, capace di centrare il Triplete, quindi un’italiana. Anzi, per la precisione, l’ultima italiana ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del trofeo.
E qui Di Francesco potrebbe già iniziare a farci un pensierino, che in fondo non costa nulla. Ma non è tutto. Perché l’Inter, in quella annata da sogno, aveva via via battuto una squadra ucraina - in quel caso la Dinamo Kiev - il Chelsea e il Barcellona. Coincidenza vuole che la Roma quest’anno abbia superato, tra gli altri, il Chelsea, lo Shaktar Donetsk - squadra ucraina - e il Barcellona. Con Leo Messi, altro fattore da non sottovalutare, a secco sia con i nerazzurri che con i giallorossi. Sognare, insomma, si può. In fondo Kiev è distante solo tre partite.
In questi casi serve anche il contributo della dea bendata: certo, nel sorteggio di domani c’è poco da fare gli schizzinosi, ma qualche riflessione va fatta. Il Real è certamente il grande favorito, non fosse altro per il blasone, perché ha vinto e ultime due edizioni e perché così centrerebbe uno storico tris. La gara di ieri con la Juventus, però, ha dimostrato che anche i Blancos sono vulnerabili se attaccati e se la squadra avversaria tiene un ritmo infernale. E la Roma, con i blaugrana, è andata a cento all’ora. Altrimenti è chiaro che accettare il ritmo imposto da CR7, Modric, Isco, Kroos e via discorrendo significa andare incontro a sconfitta certa. Un altro dato: la Roma ha già espugnato due volte il Bernabeu, quindi sa come si fa.
Non si scherza neppure con il Bayern Monaco di Heynckes, che ha gia vinto la Bundesliga con una marcia impressionante dopo l’esonero di Ancelotti. Heynckes richiamato alle armi dopo il Triplete del 2013 per lasciare spazio a Guardiola. Neuer, però, è ancora out e, in generale, i bavaresi non sembrano il carro armato delle passate stagioni, i suoi eroi sono meno brillanti. Inoltre, finora il sorteggio li ha favoriti: Besiktas negli ottavi, Siviglia nei quarti. Il primo ostacolo duro ad eliminazione diretta arriva adesso.
Il terzo incomodo è il Liverpool, vero spauracchio della Roma e dei suoi tifosi, che non possono non pensare alla loro unica finale di Coppa dei Campioni: stadio Olimpico 30 maggio 1984. Dall’altra parte c’erano i Reds di Souness e Rush, Kennedy e Neal, che si imposero ai rigori, il ricordo più amaro della storia giallorossa, i tiri di Conti e Graziani alle stelle, un’occasione irripetibile sfumata sul più bello, davanti ai propri tifosi. Ecco, appunto: irripetibile?