Champions, Spagna-Italia 7-1: Juventus e Roma a picco

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

Foto originale Getty Images © selezionata da SuperNews

Italia colpita e affondata dall’Invincibile Armada spagnola. La Champions si trasforma in un mare in tempesta per Juventus e Roma, bombardate senza pietà dalle potenti flotte di Real e Barca: 71 il risultato complessivo dei confronti d’andata dei quarti. Un divario impietoso, anche considerando il pronostico che vedeva largamente favorite le corazzate iberiche, già con un piede e mezzo in semifinale. Non mancano le recriminazioni per i giallorossi, mentre ai bianconeri è girato tutto storto. Ma il verdetto del campo parla chiaro: siamo ancora troppo lontani dal Paradiso, nonostante le due finali della Juventus negli ultimi tre anni.

Le realtà, insomma, è che il nostro calcio si dimostra fragilissimo quando va oltre confine, complice un campionato sceso paurosamente di livello gia da qualche anno. La tenuta psicologica, ma anche fisica, barcolla quando incontriamo squadre più abituate ai match di grande livello e da questo punto di vista per Juve e Roma le similitudini sono parecchie.

I bianconeri, nel loro fortino, sono andati subito sotto per un gol del marziano CR7, poi hanno inutilmente inseguito il pari, negato anche da alcuni ottimi interventi di Navas. Il Real, però, non ha mai perso la bussola e ha atteso l’occasione propizia per piazzare il colpo del ko, arrivato con il capolavoro del portoghese. L’espulsione di Dybala ha fatto il resto e non c’è stata più partita. I Blancos hanno giocato al gatto col topo, con Marcelo hanno infilato la terza banderilla nel corpo della Signora e hanno sfiorato più volte il quarto gol. Allegri ha smontato e rimontato il suo cubo Rubik, ma non c’è stato niente da fare. Hanno pesato le assenze di Benatia e Pjanic e le precarie condizioni di Mandzukic, ma la rinuncia a Matuidi per l’inesperto Bentancur è sembrata un azzardo. La lezione di Cardiff non è servita. Difficile, per non dire impossibile, che il Real si suicidi al Bernabeu.

La Roma, invece, esce arrabbiata più che delusa dal Camp Nou. Grida vendetta il rigore non concesso a Dzeko sullo 0-0 e lascia parecchi dubbi un fallo su Pellegrini, trasformato in punizione dal limite. Però i giallorossi hanno commesso una serie di errori inaccettabili a questi livelli, puntualmente puniti dal cinismo di un Barcellona non all’altezza delle sue giornate migliori, Messi in primis. Due autoreti – De Rossi e Manolas – e “un assist” di Gonalons a Suarez per il quarto gol hanno aperto la strada della qualificazione ai catalani, che in casa non perdonano: 24 successi nelle ultime 26 gare di Champions. Per tacere di Pique lasciato solo nell’area piccola in occasione del terzo gol. La Roma resta aggrappata al gol di Dzeko sperando in una Remuntada che avrebbe del miracoloso. Di Francesco ha preparato bene la partita e ha mantenuto la promessa di non fare barricate, ma un pizzico di prudenza in più non guasterebbe in certi frangenti.

Un dato fa riflettere: sia Real che Barca non sono sembrate al massimo della condizione, ma è bastato spingere il piede sull’acceleratore nei momenti giusti per fare il vuoto. Mentre Juve e Roma si dannavano l’anima, le due spagnole attendevano sornione il momento giusto, frutto di una classe ed un’esperienza che le nostre squadre ancora non vantano. Lasciamo stare CR7 e la Pulce, ma Ramos e Iniesta, Modric e Suarez, Isco e Rakitic per ora sono una vetta troppo ardua da scalare. E la Champions resta ancora una volta un territorio proibitivo per noi.

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