Ct Italia, Mancini stacca la concorrenza
Mancio-Italia in dirittura d’arrivo. Quel feeling con l’azzurro che non era scattato - e non solo per colpa sua - durante la straordinaria carriera da calciatore, Roberto Mancini potrebbe trovarlo presto nei panni da ct. L’attuale tecnico dello Zenit San Pietroburgo è atteso domani a Roma per un colloquio col presidente del CONI Giovanni Malago’. Insomma, sembrano non esserci più dubbi: il prescelto per la panchina della Nazionale è lui, i rivali appaiono sempre più lontani.
Il programma del weekend del Mancio è delineato. Oggi pomeriggio la partita di campionato contro il Krasnodar, domattina il volo per Roma per un primo approccio con Malago’, sponsor principale del tecnico jesino. Il tempo stringe e il 20 maggio, giorno indicato dal vice commissario della FIGC Costacurta per l’annuncio del nuovo ct, si avvicina. Le date, peraltro, coinciderebbero con i programmi stilati dai vertici federali: il 13 maggio si chiude infatti il campionato russo e subito dopo Mancini presenterebbe le dimissioni.
Il rispetto dei tempi, però, è assoluto, perché Mancini è sotto contratto e non ci sarà alcuna firma per ora. Servirà un grande lavoro con lo Zenit sotto il profilo diplomatico. La sensazione, comunque, è che il faccia a faccia di domani servirà a gettare le basi della nazionale che verrà, chiamata a riscattare la mancata qualificazione al Mondiale russo, un’onta comunque indelebile. Ecco perché servirà fare bene da subito, a partire dalla Nations Cup e dalle qualificazioni europee. Non si può più sbagliare.
Mancio in pole, quindi, mentre via via vanno svanendo le alternative alla panchina azzurra. Carlo Ancelotti appare sempre più defilato, ma è giusto dire che la Nazionale non è mai parsa la sua priorità, nonostante fosse stato indicato da molti come il salvatore della patria. Carletto non sarebbe rimasto particolarmente impressionato dal progetto. Resta ancora in piedi l’ipotesi legata ad un ritorno di Antonio Conte, che lascerà il Chelsea, ma il suo nome è accostato anche al Paris Saint Germain per il dopo Emery. Inoltre, i suoi rapporti con gli attuali dirigenti federali non sarebbero idilliaci. Nelle ultime ore era stato fatto anche il nome di Fabio Capello, dopo la fine della sua esperienza cinese, ma l’allenatore friulano avrebbe ribadito di non essere interessato alla Nazionale. Più sfocate, sullo sfondo, le figure di Claudio Ranieri e Gigi Di Biagio, ct pro tempore.
Tutte le strade portano a Mancini allora. Che ripartirebbe con una scommessa: il rilancio di Balotelli, una sua creatura. Mario è stato ripudiato dalla Nazionale dopo il flop del mondiale brasiliano, a parte una comparsata in uno stage con Conte. Per l’attaccante potrebbe scattare la rivincita, nel segno della maturità a lungo inseguita. E nel segno del Mancio.
