Don Andrés Iniesta, il leader silenzioso

Pubblicato il autore: Cosimo Commisso Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Se il Barcellona è més que un club, come cantano i tifosi, il merito è anche dei tesserati blaugrana, molto più che semplici giocatori. Negli ultimi anni il Camp Nou ha accolto talenti incredibili, da Ronaldinho a Messi, passando per Suarez e Neymar. Il meccanismo, però, non sarebbe mai arrivato così vicino alla perfezione senza il coordinamento  dei leader di questa incredibile squadra: gli indimenticabili Charles Puyol e Xavi, Busquets e Iniesta. Insieme i “marziani” hanno conquistato tutto, non c’è trofeo che non abbiano sollevato al cielo. Ma il tempo passa, il momento di appendere gli scarpini al chiodo arriva inesorabile per ogni atleta e gli appassionati non possono far altro che omaggiare i loro beniamini. Questo in corso dovrebbe essere l’ultimo anno de l’Illusionista con la maglia del Barcellona, le ultime partite del fenomeno con l’8 sulla schiena e la nostalgia si fa già sentire.

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“L’uomo della storia” spagnola, l’uomo del mondiale

Don Andrés, già considerato uno dei centrocampisti più forti al mondo, divenne eroe nazionale l’11 luglio del 2010. A Johannesburg, in Sudafrica, si disputava la finale della Coppa del Mondo, la prima in assoluto per le Furie Rosse. La Spagna, reduce dalla vittoria dell’Europeo, sognava il bis anche se di fronte trovava un’incredibile Olanda. Il nervosismo dominò buona parte del match, la posta in palio era altissima e le squadre non riuscivano a trovare la via della rete. Come previsto l’equilibrio portò la sfida ai supplementari, ma a quattro minuti dai calci di rigore avvenne l’impensabile: Iniesta con un diagonale vincente trafisse Stekelenburg e portò i suoi sul tetto del mondo. La rete del calciatore spagnolo non fu un caso, la sua intelligenza tattica gli permise di trovarsi al posto giusto al momento giusto, dopo 116 minuti di battaglia.

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Le lacrime di Roma, l’ovazione in finale di Copa del Rey

Le trasferte italiane sono sempre state un pò indigeste per Iniesta e compagni. L’Inter di Mourinho spense i sogni del Barcellona che perse per 3 a 1 a Milano e non riuscì a rimontare nella semifinale di ritorno, abbandonando la competizione ad un passo dalla finale. Molto peggio è andata quest’anno contro la Roma di Eusebio di Francesco. Minuto 81, Manolas segna il terzo gol che qualifica la sua squadra per la semifinale e le telecamere inquadrano la panchina blaugrana. Il primo piano di Andrés Iniesta non lascia spazio a interpretazioni, le lacrime abbondano sul pallido viso dello spagnolo. Le lacrime di chi sa, probabilmente, che non vivrà più la magia delle partite internazionali.
La notte scorsa il Barcellona si è preso la giusta rivincita, demolendo il Siviglia in finale di Coppa di Spagna, per 5 reti a 0. Uomo in copertina? L’illusionista. Il personaggio mai sopra le righe ha siglato un gol e si è visibilmente commosso durante l’ovazione di tutto il Wanda Metropolitano a lui dedicata. L’introverso Iniesta è riuscito a collezionare l’ennesimo trofeo di una carriera straordinaria e con molta probabilità arriverà presto anche la vittoria del campionato spagnolo.

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E’ un patrimonio del calcio“, dicono di lui compagni, avversari, allenatori e addetti ai lavori. L’amore della gente verso quest’uomo è infinita, magari non sarà quello che vende più magliette, ma il suo infinito carisma fa davvero invidia. Il mondo “pallonaro” non sarà mai pronto al ritiro di Iniesta, ma si preparerà a riaccoglierlo in futuro qualora dovesse ritornare sotto altra veste. Lunga vita al gioco del calcio, lunga vista a persone come Andrés.

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