Il riscatto della Roma e dei suoi “falliti” contro il Barcellona

Pubblicato il autore: Luciano Nervo Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

La Roma fa la storia con una delle “remuntade” che più rimarranno impresse nella memoria, proprio contro la squadra regina di questo tipo di “comeback” nella Champions League. All’andata con un risultato bugiardo come il 4-1 a favore dei catalani, i giallorossi avevano comunque dimostrato di essere una squadra che se la gioca alla pari con chiunque. In questo ritorno hanno confermato le stesse qualità, riuscendo addirittura a portarsi a casa le semifinali.

Se da una parte però abbiamo degli autentici mostri sacri come Messi, Suarez, Iniesta e Co. , dall’altra chi abbiamo? Abbiamo 11 buoni giocatori che giocano comunque al vertice del calcio italiano, ma che hanno dimostrato in questi anni di essere per niente perfetti, e che hanno subito non poche critiche anche dagli stessi tifosi della Lupa, ma che sono riusciti nel riscatto della Roma, e di se stessi. Vediamo nel dettaglio questi componenti di quella che può essere definita come una “Suicide Squad” made in Italy, o meglio in Rome:

Nainggolan= forse il meno appariscente ieri sera, ma che su quel campo ci ha lasciato i polmoni. Era stato sospeso dalla società per quella maledetta diretta su Instagram in cui bestemmiava, evidentemente ubriaco, ma era stato attaccato anche dai suoi stessi tifosi, che probabilmente in questa notte hanno dimenticato quella sua brutta uscita.

Strootman = anche se è stata la sfortuna a mettere in luce la sua parte meno perfetta, colpendolo con infortuni su infortuni, lui non ha mai smesso di lavorare a testa bassa, e in una notte come questa, nella quale ha abbinato una maestrale parte difensiva, ad un’audace parte offensiva sul finale, può godere più che mai ricordando i momenti in cui si limitava ad osservare impotente dalla tribuna i compagni.

Schick = acquisto più dispendioso nella storia della Roma, ha ripagato finora con una misera rete in Coppa Italia. Ieri sembrava avesse ancora addosso la maglia blu cerchiata: tanti guizzi, tanta velocità, e pure un gol sfiorato di testa. Da seconda punta rende probabilmente meglio che in qualsiasi altro ruolo.

Kolarov = uno dei migliori, ha corso tantissimo, costringendo due giocatori non poco rapidi come Sergi Roberto e Semedo, a rincorrerlo, ma non solo, anche tanta qualità nell’affondare e nel coprire. Scarto del Manchester City, che ora lo guarda dalla stazione dei quarti allontanarsi a bordo del treno diretto verso le semifinali.

Dzeko = il migliore in campo insieme a De Rossi, ha dimostrato che lui, quando c’è da tirare fuori gli attributi, non si tira mai indietro. Con la Roma ha avuto una storia d’amore travagliatissima: primo anno da incubo del quale tutti ricordiamo l’errore a porta vuota contro il Palermo e gli 8 gol stagionali, e finestra di mercato invernale di quest’anno che l’ha visto fino alla fine accostato al Chelsea ( eliminato proprio contro il Barca) , ha infine fatto la scelta giusta sposando la causa romana, permettendo questa impresa. Ah, anche lui scarto del City.

De Rossi e Manolas= dulcis in fundo i veri eroi risorti della serata, probabilmente l’aspetto più bello e romantico di questa notte “maggica”. Molto difficile da credere, eppure questo sport permette l’impossibile: come Dzeko compaiono sia sul tabellino dell’andata che del ritorno, solo che nel primo caso è in merito a due autoreti. Non si sono pianti addosso e hanno tenuto tutta quella rabbia per battere dagli 11 metri uno, e per superare tutti di testa l’altro.

Episodio di una realtà romantica, una delle ultime al mondo probabilmente, che dimostra come si possa vendere i migliori giocatori, cambiare dirigenti e presidenti, ma il “Core de Roma” rimane li dove è, dove 11 giocatori “normali” possono fare cose “a-normali”.

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