Juventus, pareggio amaro a Crotone. Analogie con il Milan del 2012?

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

TURIN, ITALY - SEPTEMBER 09: Massimiliano Allegri head coach of Juventus FC looks on during the Serie A match between Juventus and AC Chievo Verona on September 9, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

La Juventus è incappata in un inaspettato pareggio contro il Crotone allo stadio ‘Scida’ ed ora il Napoli si trova a -4 dai bianconeri, dopo aver trionfato 4-2 contro una stoica Udinese. E’ la seconda volta che accade: già contro la SPAL, la Juventus non ha saputo interpretare al meglio la gara ed ha pareggiato meritatamente anche in terra estense. Superficialità, spavalderia, arroganza, presunzione. Tutto questo si è potuto notare nelle due partite sulla carta più semplici. Potevano essere 6 punti conquistati, invece la Juve esce da queste due trasferte pareggiando. Era preventivabile, in quanto le partite più insidiose sono quelle contro le cosiddette piccole che stanno cercando in tutti i modi di salvarsi dalla retrocessione. Ed infatti questa previsione è stata ampiamente azzeccata. Però è necessario considerare che la Juventus ha sprecato due match point, in quanto contro SPAL e Crotone i bianconeri dovevano necessariamente vincere in attesa delle ultime partite. Il calendario della Juve nelle ultime cinque partite è molto complicato: la squadra di Allegri dovrà affrontare in trasferta Inter e Roma, impegnate nella corsa verso la Champions League. Senza dimenticare lo scontro diretto dell’Allianz Stadium di domenica sera.

All’ultima giornata a Torino arriverà l’Hellas Verona, battuto all’andata a fatica. Anche in quel caso la presunzione della Juventus poteva costare caro. In molte partite la squadra di Allegri è scesa in campo tranquilla di vincere, sbagliando completamente approccio. Infatti anche ieri sera l’allenatore livornese si è arrabbiato molto con i suoi giocatori. Uno degli uomini che sta deludendo maggiormente è sicuramente Dybala: ieri ha perso, per l’ennesima volta, una quantità esagerata di palloni in mezzo al campo facendo irritare parecchio la tifoseria bianconera e lo stesso Allegri. Poi il binario destro coperto da Sturaro e Lichtsteiner è stato deludente, in quanto Martella del Crotone ha potuto correre quanto voleva, non essendoci una copertura adeguata. Insomma, a cinque giornate dalla fine, la Juventus dovrà sudare per portarsi a casa lo scudetto. Il Napoli non starà a guardare.

In un certo senso, sembra di rivivere il campionato 2011/2012. In quella stagione Massimiliano Allegri era l’allenatore del Milan dei vari Thiago Silva, Ibrahimovic, Gattuso, Van Bommel eccetera. Era l’anno in cui Antonio Conte a sorpresa condusse la Juventus verso lo scudetto, il primo dei sei. Allora, il Milan fino ad aprile era primo ed era favorito alla vittoria dello scudetto. Ma poi, come la Juventus quest’anno, inciampò in match che sulla carta erano alla portata e vincibili. Come ad esempio il pareggio incassato in casa contro il Bologna e la sconfitta interna contro la Fiorentina che stava lottando per non retrocedere. Poi lo scudetto si decise alla penultima giornata: la Juve giocava a Trieste su campo neutro contro il Cagliari, mentre il Milan affrontava l’Inter nel derby. In caso di mancata vittoria dei rossoneri la Juve sarebbe stata matematicamente campione d’Italia. Nel derby l’Inter vinse e lo scudetto andò alla Juventus. Ci sono molte analogie tra questo campionato e la stagione 2011/2012. Può darsi che la storia si ripeta…

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