La furia di Buffon post Real Madrid è giustificata, ma le sue parole non sono condivisibili

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

Gianluigi Buffon – Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Tutta l’Europa, e non solo, ha visto quello che ieri sera è successo al Bernabeu: alla fine di una partita che la Juventus ha dominato per tecnica, disposizione in campo, cuore, dinamismo e grinta, la qualificazione è andata al Real Madrid e questo per un rigore concesso agli spagnoli e realizzato da Cristiano Ronaldo al 92° minuto di gioco.

Senza il rigore assegnato dall’arbitro inglese Oliver, i bianconeri avrebbero chiuso i tempi regolamentari sullo 0 a 3, pareggiando nel numero i gol subiti martedì scorso a Torino e si sarebbero giocati l’accesso in semifinale ai supplementari e forse ai rigori.
Il rigore, concesso per un fallo di Benatia su Lucas Vazquez, ha posto fine alle speranze juventine di superare il turno, speranze che prima della partita erano minime e man mano che l’incontro si svolgeva erano diventate concrete.

Il penalty ha cancellato d’improvviso un sogno e ha reso impossibile un’impresa che sarebbe stata storica in quanto mai nella storia della Champions era stata ribaltata al ritorno una sconfitta casalinga per 0 a 3.
Appaiono giustificate le proteste sul campo e le recriminazioni a caldo di tutto l’ambiente juventino: Buffon espulso per le sue vibranti proteste, tutti i giocatori bianconeri a far cerchio intorno all’arbitro nell’immediatezza della concessione del rigore, con delle esagerazioni dopo il fischio finale (il gesto delle dita che mimano i soldi fatto da Chiellini). Ma non sembrano condivisibili le dichiarazioni del portiere della Juventus nel dopo partita.

Le dichiarazioni di Buffon post Real-Juve

Il portierone bianconero, autore di una prestazione impeccabile sul campo, a fine partita ha sfogato la residua furia e si è lasciato andare a delle dichiarazioni che destano parecchie perplessità, non foss’altro perché da un monumento del calcio mondiale ci si attende sempre grande pacatezza e obiettività di giudizio.
Non sto a sindacare sull’azione: era dubbia e un’azione dubbia, al 93°, dopo il rigore netto all’andata negato sul fischio finale, non può essere fischiata”, questo l’esordio di Buffon che poi ha continuato con queste parole rivolte direttamente all’arbitro Oliver: “Non puoi, tu, avere il cinismo di distruggere il sogno di una squadra. Non puoi ergerti a protagonista solo perché non hai la personalità di calcare un palcoscenico come questo. Se non ce l’hai, stai in tribuna con tua moglie a mangiare le patatine. Per fare così, per rovinare un’impresa, al posto del cuore devi avere un bidone dell’immondizia”.
Il seguito è quello che suscita maggiori perplessità: “Un arbitro deve vedere la gara di andata e al ritorno venire sereno e fare cose eque. Non ha capito dove stava, non ha capito che squadre giocavano, non ha capito un ca…”.
Perché non sono condivisibili le dichiarazioni di Buffon, pur se giustificabili perché dettate dalla grande delusione maturata in campo?
Innanzitutto un arbitro non può decidere sull’esistenza di un rigore basandosi sul fatto che con l’assegnazione del rigore può distruggere il sogno di una squadra. A parte che in campo ci sono due squadre che hanno lo stesso sogno, se il rigore c’è va dato, se non c’è non va dato, indipendentemente dai sogni.
Secondo punto non condivisibile: il riferimento al rigore negato a Cuadrado durante i minuti finali dell’incontro di andata fa a pugni con la serenità richiesta dallo stesso Buffon: si è sempre detto che gli arbitri con meno personalità sono quelli che compensano gli errori precedenti con altri errori facendosi condizionare in maniera tangibile.
In conclusione, fuggendo dalla tentazione di Andrea Agnelli di dare a Collina colpe difficilmente a lui imputabili, ma condividendo in pieno l’esigenza che anche in Europa venga utilizzata la Var, c’è da dire che se un arbitro ritiene che ci sia da assegnare un rigore, lo deve concedere senza farsi condizionare dall’ambiente, dai sogni, dall’importanza della partita e dagli errori che sono stati commessi nell’incontro di andata.
Se poi il rigore non c’è…..questo è tutto un altro discorso.

  •   
  •  
  •  
  •