La Roma cade a Barcellona tra errori individuali e arbitrali

Pubblicato il autore: Federico Roberti Segui
ROME, ITALY - DECEMBER 05: Diego Perotti #8 with teammates of AS Roma celebrates after scoring the opening goal during the UEFA Champions League group C match between AS Roma and Qarabag FK at Stadio Olimpico on December 5, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

La fine è quella da tutti ampiamente scongiurata ma allo stesso tempo preventivabile.
Barcellona-Roma termina 4-1 in favore degli spagnoli che ora si vedono proiettati alle semifinali di Champions League.
Che il Barcellona sia una delle squadre più forti al mondo e che abbia meritato la vittoria non c’è dubbio, eppure mai come in questo caso il detto l’apparenza inganna calza perfettamente con la partita alla quale abbiamo assistito.
Perché Barcellona-Roma non è stata la solita partita dominata dai blaugrana ai danni di una squadra arrendevole e sottomessa.
“Noi dobbiamo avere un atteggiamento positivo e propositivo”, aveva dichiarato nella conferenza pre partita mister Di Francesco. La promessa è stata mantenuta. La Roma che si è presentata al Camp Nou è stata tutt’altro che una squadra snaturata per stile di gioco, a partire dal pressing alto che fin dai primi minuti è sembrato essere la chiave per far male alla squadra allenata da Valverde. Le continue pressioni sul primo portatore di palla costringevano gli spagnoli a forzare il passaggio e consequenzialmente a perdere spesso la sfera e a favorire le azioni offensive dei giallorossi.
E’ proprio da un’incursione dopo una palla recuperata di Pellegrini che Dzeko viene prima spinto e poi sgambettato con il ginocchio da Semedo. E’ fallo, ma non per l’arbitro Makkiele. Primo rigore negato.
Il tempo passa, il Barcellona attacca, ma la Roma tiene e sembra andare tutto troppo bene. Ci si mette il fato allora a rovinare i piani di felicità dei giallorossi: una palla intercettata da De Rossi diventa un imparabile tiro in porta. Autogol del capitano, Barca in vantaggio.
Minuto 41, i capitolini reagiscono, Pellegrini viene steso da Umtiti: viene assegnata una punizione dal limite dell’area. Ma il contatto inizia dentro. Secondo rigore negato.
La Roma però non si arrende e pochi secondi dopo l’inizio del secondo tempo Perotti sciupa una rete già fatta con un colpo di testa più facile da segnare che da sbagliare.
Giunge poi il momento del secondo autogol di serata. Al 55′ Manolas dopo aver colpito un auto-palo nel tentativo di anticipare Umtiti, non riesce ad evitare che la sorte sia ancora più beffarda e costringe Alisson a raccogliere il pallone dentro la porta per la seconda volta.
4 minuti dopo è 3-0. Nulla può il portiere brasiliano sul tap-in di Piqué dopo la parata su Suarez. (Perché Piqué era in attacco?)
Tra gol subiti, parate di Alisson e azioni pericolose blaugrana, la Roma sembra ancora più vigorosa e vogliosa di prima e si butta con tutti i mezzi possibili all’attacco. Dentro El Shaarawy e Defrel per Florenzi e De Rossi.
Il neo entrato Defrel sfiora subito il gol, poi lo sfiora anche Perotti con un tiro dalla distanza neutralizzato da Ter Stegen, che però è costretto finalmente ad arrendersi sul sinistro di Edin Dzeko che come di consueto sigla una rete pesantissima. Il 3-1 terrebbe in vita la Roma per il ritorno.
A 10 minuti dalla fine sognare il 3-2 non è utopia vista la prestazione sfoggiata.
Neanche il tempo di pensarlo che ecco Suarez. Ecco il 4-1 all’87‘ che probabilmente interrompe il percorso Champions della Roma. Gonalons stoppa male in area e il “Pistolero” non fa che ciò per cui è nato: segna.
Finisce così la serata, tra i rimpianti, le recriminazioni e le quattro reti subite.
Una lezione troppo dura per una squadra che non lo meritava.
Tra 6 giorni all’Olimpico una bolgia infuocata attenderà con ansia il ritorno.
Ma servirebbe un miracolo per ribaltare tutto, e forse neanche quello…

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