Liverpool – Roma, Salah e la “gelosia” del tifoso giallorosso

Pubblicato il autore: sam ruocco Segui

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Non accadeva da ben trentaquattro anni che la Roma andasse oltre i quarti di finale del torneo più ambito d’Europa. All’epoca la squadra, capitanata dall’amatissimo Agostino “Ago” Di Bartolomei, arrivò ad un soffio dall’alzare al cielo limpido di quel giorno la Coppa dei Campioni.
Il 30 maggio 1984 la Curva Sud era bellissima, tesa ad abbracciare i suoi giocatori e rivolta allo straniero più con bandiere e colori che con striscioni e parole.
La Roma di Nils Liedholm, campione d’Italia, partecipava per la prima volta a quella competizione e, lo stesso Olimpico che l’aveva vista vincere contro gli svedesi di Goteborg, il CSKA Sofia, la Dinamo Berlino e gli scozzesi di Dundee, aspettava solo di assistere all’ultimo match, quello decisivo.
Il Liverpool di Joe Fagan, presente in Champions da nove edizioni, aveva già vinto tre volte, e quel giorno sarebbe passato alla storia come il primo team a stringere il trofeo grazie ai tiri dal dischetto. I tempi regolamentari si chiusero 1-1, e dopo dei supplementari inutili, si andò infatti ai rigori. Con il 4-2 dei Reds, l’arbitro Fredriksson, molto criticato sia in initere che ex post, fischiò la fine del sogno romanista.

Deja vu? No, perchè nel bene e nel male ieri sera non è andata proprio così. In primis, quella cui abbiamo assistito poche ore fa era una mezza semifinale (il 2 maggio c’è il ritorno), quindi 5-2, nonostante tutto, è un risultato provvisorio. Secondo poi, poteva andare meglio, e a dimostrarlo c’è l’episodio di Guigou ad Anfield Road (2001), ma anche peggio, cosa che sicuramente i tifosi nel 1984 non si sono potuti raccontare.
Non sono qui a scrivere per ipotizzare scenari apocalittici, ma intendiamoci, poteva accadere che quel Salah non uscisse a un quarto d’ora dal termine, tempo prezioso per i giallorossi. Perchè – come ha dichiarato De Rossi post partita su Canale 5 – la croce non si può buttare sempre solo sulla difesa.

E quel Salah, quel Salah che è appena stato paragonato a Messi da uno dei tanti opinionisti, si è messo la partita sulle spalle e non è bastato a rallentarlo. Certo, per paragonarlo a Messi, nonostante il recente 3-0 incassato dal Barça nella Capitale, forse “è ancora presto” – dicono in tv -, ma quel Salah ieri sera ha fatto tutta la differenza. E ricordare, ad ogni singola palla finita nella rete di Alisson, che fino a neanche un anno fa indossava la maglia giallorossa, a me personalmente ha provocato un malessere più intenso ancora che, per quanto insolito, credo proprio di poter ascrivere ad una sorta di gelosia.
“E’ un grande giocatore […]. Stasera ci è costato caro”, aggiunge De Rossi.
Eh già, è costato più caro a noi ieri, che al Liverpool quando ce lo ha comprato per 42 milioni.

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