Scudetto al fotofinish: storie di rimonte impossibili e cadute clamorose

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
NAPLES, ITALY - DECEMBER 23: Kalidou Koulibaly, Lorenzo Insigne, Jose Calleon, Dries Mertens, Pepe Reina and Marek Hamsik celebrate the victory after the serie A match betweenSSC Napoli and UC Sampdoria at Stadio San Paolo on December 23, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Il Napoli sa come si fa. Anche se la specialista in materia è proprio la Juventus. Parliamo di rimonte scudetto ovviamente, considerato che il blitz dei partenopei allo Stadium ha ridotto ad un punto il vantaggio in classifica dei bianconeri, che sembravano già lanciati verso il settimo scudetto di fila. E mentre la squadra di Allegri punterà sulla classe e sulla maggior esperienza dei suoi bucanieri negli ultimi 360 minuti di campionato, la banda di Sarri si aggrapperà al gioco e all’entusiasmo, ma anche ai corsi e ricorsi. Perché vincere o perdere il titolo sul filo di lana si può.

Sempre meglio stare davanti, d’accordo, ma il fiato sul collo di chi insegue mette ansia e pressione. E pensare che appena sei giorni fa, nel corso dell’ultimo turno infrasettimanale, i giochi sembravano fatti e la Juve si era virtualmente cucito, per l’ennesima volta, lo scudetto sulle maglie. La Signora stava vincendo 1-0 a Crotone, gli azzurri erano sotto 2-1 in casa contro l’Udinese. Tutto – forse anche il destino del campionato – è mutato in un istante. I calabresi, in lotta per la salvezza, hanno agguantato un inaspettato pari con una rovesciata di Simi e il San Paolo ha spinto il Napoli verso il 4-2 finale. Poi venne il faccia a faccia di Torino e l’inzuccata vincente di Koulibaly giusto allo scadere. Così ora Napoli sogna e la Juventus è in affanno.

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Sotto il Vesuvio sperano di assistere alla replica del film del 1990. Il duello tricolore è tra il Milan olandese di Sacchi e il Napoli di Sua Maestà Diego Armando Maradona. A 4 giornate dalla fine i rossoneri hanno un punto di vantaggio sui partenopei, la stessa distanza di oggi tra capolista e inseguitrice. Si arriva al penultimo turno in un clima avvelenato, per via della famosa monetina che aveva colpito Alemao a Bergamo, con conseguente 2-0 a tavolino per il Napoli. Milan di scena a Verona – dove, guarda caso, aveva già perso nel 1973 uno scudetto all’ultima giornata favorendo il sorpasso della Juve – e Napoli ospite del Bologna. I rossoneri perdono la testa in tutti i sensi: sconfitti 2-1 e con le espulsioni di Van Basten, Rijkaard e Costacurta, subiscono il sorpasso decisivo dei rivali, che passano 4-2 al Dall’Ara. E’ la vendetta per quanto accaduto due anni prima nel testa a testa col Milan, quando il Napoli di Dieguito perde 4 delle ultime 5 partite – compreso lo scontro diretto al San Paolo – e consegna ai rivali un tricolore che sembrava gia vinto.

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La Juventus, d’altronde, la sa lunga sul fatto di scudetti al fotofinish. Nel ‘67, ad esempio, approfitta della inopinata caduta della Grande Inter a Mantova per conquistare il titolo, battendo 2-1 la Lazio. E c’è di mezzo sempre la Lazio anche nell’altro famoso sorpasso in extremis ai danni dei nerazzurri, il 5 maggio 2002. La squadra di Cuper sembra avviata verso il trionfo, ma crolla sul più bello, nonostante 6 i punti di vantaggio sui bianconeri a 5 turni dal termine. All’ultima giornata l’Inter ha un punto sulla Juve – che gioca a Udine – e 2 sulla Roma – ospite del Torino – e si presenta all’Olimpico contro i biancocelesti sicura di farcela, con i tifosi laziali schierati con i nerazzurri per paura che lo scudetto finisca ai cugini. Non succederà. Stremata, l’Inter va due volte in vantaggio, ma viene ripresa da Poborsky, nella ripresa altri due gol della Lazio ed è la fine. La Juventus vince 2-0 a Udine e si fregia dell’ennesimo titolo.

Due anni prima, però, la Signora era caduta a Perugia consegnando lo scudetto proprio alla Lazio in un finale romanzesco. A 9 giornate dalla conclusione la Juve ha 8 punti di vantaggio sui capitolini, sembra tutto finito. Ma non è così. Un colpo di testa di Simeone consegna ai biancocelesti lo scontro diretto di Torino e il discorso si riapre: due coincidenze che faranno sorridere il Napoli… Si arriva all’ultimo turno fra le polemiche, dopo un gol annullato al Parma contro la Juventus alla penultima. Ultimo atto, domenica 14 maggio. Due i punti di vantaggio dei bianconeri, di scena a Perugia, mentre la Lazio ospita la Reggina. La squadra di Eriksson chiude la pratica nel primo tempo, ma nel frattempo si abbatte un diluvio sul Curi, dove il risultato è fermo sullo 0-0. Tutti fermi, neppure Lazio-Reggina può riprendere in un primo momento. A Perugia però Collina non rinvia la partita nonostante il campo impossibile e dopo un’ora fa rientrare le squadre. A Roma, invece, la gara è già finita, ma nessuno abbandona l’Olimpico, che esplode al gol del perugino Calori. A nulla valgono gli ultimi assalti della Juve, lo scudetto va alla Lazio. Nulla è impossibile, insomma. Juve e Napoli lo sanno.

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