Spietato e criticato: il record agrodolce di Mauro Icardi

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

 

TURIN, ITALY - DECEMBER 09: Mauro Icardi of Internazionale in action during the Serie A match between Juventus and FC Internazionale at Allianz Stadium on December 9, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

(Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images © scelta da SuperNews)

Maurito torna a riveder le stelle con l’Inter, ma non basta per scacciare critiche e criticoni. Neppure il nuovo record di gol in campionato – 25 e mancano ancora 5 giornate – aiuta Icardi ad allontanare i nuvoloni che si addensano puntualmente sulla sua testa. Neanche i due assist contro il Cagliari, sciupati in maniera maldestra da Karamoh, servono a far ricredere chi lo accusa di “giocare poco con la squadra”. È il destino ingrato di un centravanti implacabile, ma costantemente nel mirino di media e tifosi, interisti compresi. Così ha deciso di cavalcare l’onda anche il ct dell’Argentina Sampaoli, che non lo porterà al Mondiale. A meno di clamorosi ripensamenti: più di Messi che suoi dice qualcuno.

Insomma, Icardi potrà anche segnare 100 gol a campionato, ma stilettate e pregiudizi su di lui non tramonteranno mai. Giusto ieri mattina i rimproveri dalle colonne di Repubblica, preceduti da quelli di Mario Sconcerti. Tutto perché era a secco da tre partite e mezzo e l’Inter sembrava aver perso smalto nella corsa Champions. Il senso è più o meno sempre lo stesso: “Fortissimo in area, ma non aiuta i compagni, non fa sponda, non fa reparto, si isola, scompare spesso dai radar, etc etc”… Quasi a smentire tutti – e non è la prima volta, basterebbe controllare le statistiche – col Cagliari il Capitano dell’Inter ha cercato costantemente il dialogo e ha provato a mandare in gol il giovane attaccante francese, brillante e veloce, ma con le polveri bagnate. Così Mauro si è stufato, è tornato al centro dell’area e ha chiuso la partita con un movimento rapace. E la tiritera ricomincia…

L’invito di Rafinha gli ha permesso di interrompere un digiuno di 336 minuti, troppi per uno come lui, e forse di mettersi definitivamente alle spalle i fantasmi del derby, con quei due gol falliti a porta spalancata. A Torino Sirigu aveva indossato i panni di Superman per bloccare lui e i suoi compagni, a Bergamo Maurito era apparso appannato, ma in grado comunque di fornire due assist al bacio per Perisic e il brasiliano, malamente sprecati. Nelle pagelle, puntuale, è arrivata la stroncatura, ma su quei passaggi – tanto invocati da chi ne denuncia l’egoismo – meglio sorvolare… Se sei Icardi ti tirano le pietre.

Riepilogando, sono 107 i gol segnati dal bomber di Rosario in serie A, a 25 anni appena compiuti, 10 con la Sampdoria, 97 con l’Inter: il traguardo dei 100 in maglia nerazzurra si avvicina a grandi passi. 9 i gol nella prima stagione con Mazzarri – tra panchina, pubalgia e con diversi legni colpiti – 22 nella seconda, poi 16 e 24. Un periodo comunque difficile per i nerazzurri, alle prese con cambi societari e continui avvicendamenti di allenatori, senza vincere nulla e lontani dalla Champions League. Il primo colpevole? Ma naturalmente Icardi, a giudicare le feroci censure di molti tifosi e di parte della stampa. Sempre lui, finito nel tritacarne anche per essersi messo contro la curva per la storia del libro, una sciocchezza della quale si è pentito e ha chiesto scusa. E ancora: “vive troppo sui social”, “la storia con Maxi Lopez e Wanda Nara”, “i rinnovi di contratto”. Oppure: “segna solo con le piccole” (bugia colossale) o “segna gol inutili” (anche peggio).

Meglio perderlo che trovarlo, insomma. E vallo a dire a Sarri, che lo voleva fortemente a Napoli per sostituire Higuain. Fatto sta che, di riffa o di raffa, Icardi sembra sempre sul piede di partenza. Voci che si sono intensificate con l’imminente arrivo di Lautaro Martinez a Milano (ecco, lui al Mondiale dovrebbe andare). Chiaro che se l’Inter dovesse fallire ancora una volta l’obiettivo Champions sarebbe difficile trattenere Maurito, che sogna di misurarsi su un palcoscenico a lui ancora sconosciuto. Non è escluso che il club meneghino decida, anche con la Champions, di fare cassa con lui per rientrare nei parametri del Fair play finanziario e “rinforzare la squadra”. Il Real Madrid sta alla finestra.

C’è anche la possibilità, però, che Icardi possa fare coppia all’Inter con Martinez, per provare l’ebbrezza di giocare con un altro attaccante al fianco. In effetti non si capisce perché un attaccante, che non è considerato in grado di fare reparto da solo, venga puntualmente inserito in un modulo adatto ad un centravanti di movimento. Una domanda alla quale dovrebbero rispondere i tanti tecnici che in questi anni si sono seduti sulla panchina nerazzurra. E chissà perché non si sottolineano abbastanza le vere lacune dell’Inter: un centrocampo che non segna, ad esempio, la mancanza di personalità, i ricambi non all’altezza e un sostituto dello stesso Maurito, che garantisca un buon contributo di gol in caso di assenza dell’argentino. Nel frattempo Icardi insegue la rete numero 108 e sogna di riportare l’Inter nell’Europa che conta. Tra un mese si faranno i conti. I suoi, però, tornano sempre.

 

 

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