Sporting Lisbona, sospesi 19 giocatori a causa di polemiche sui social

Pubblicato il autore: Luciano Nervo Segui
ARNHEM, NETHERLANDS - DECEMBER 07: A detailed view of a ball ahead of the UEFA Europa League group K match between Vitesse and OGC Nice on December 7, 2017 in Arnhem, Netherlands. (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Giovedì scorso si sono disputati i quarti di finale di Europa League, e probabilmente la partita più attesa era proprio quella che si è giocata al Wanda Metropolitano, tra due squadre uscite dalla Champions League: l’Atletico Madrid, i favoriti non solo della gara, ma anche della vittoria finale, e lo Sporting Lisbona, comunque dotato di una buona squadra, uscita a testa alta in un girone da incubo con Barcellona, Juventus e Olympiacos.

La partita è stata vinta per 2-0 dai padroni di casa con reti di Koke al 1′ minuto e del francese Griezmann al minuto 40′, in un match combattuto, ma con i Colchoneros che hanno sempre dato l’impressione di avere in pugno la gara, nonostante le diverse occasioni che ha concesso, in ripartenza e non, ai “Leoses”. I gol però sono nati prima da un erroraccio del centrale difensivo Coates, che ha letteralmente regalato palla a Diego Costa permettendogli di servire con un assist al bacio Koke, e poi da un altro errore, questa volta dell’altro centrale, l’ex Barcellona Mathieu che passivamente si è fatto rimbalzare addosso un azzardato passaggio no-look di Saul, favorendo così l’involata de “Le petit diable” davanti a Rui Patricio.
Ma non solo: al “clean sheet” dell’Atletico hanno contribuito anche gli errori sotto porta di Gelson Martins che ingenuamente si è fatto parare da Oblak il piazzato, e da Fredy Montero che, a due passi dalla porta spalancata è riuscito nell’impresa di calciare sopra la traversa, per di più al minuto 92′.

Insomma una sconfitta prevedibile, ma che subita in questo modo lascia l’amaro in bocca. In particolare il presidente dei biancoverdi, Bruno de Carvalho, ha voluto dar sfogo al suo rammarico, attaccando in generale la squadra, attraverso Facebook ritenendo inaccettabile una prestazione del genere, data l’importanza dell’avversario e del match. I giocatori non hanno però accettato in silenzio questa polemica nei loro confronti, in particolare per il fatto che provenisse dal loro presidente. Il primo è stato il portiere Rui Patricio, che attraverso diversi dei suoi canali social ha risposto : ” Siamo Sporting Club, sudiamo, combattiamo e onoriamo sempre la maglia che vestiamo. Non siamo perfetti e non crediamo ai giocatori perfetti perché vogliamo sempre migliorare, e quando le cose non vanno come vogliamo sappiamo assumerci le nostre responsabilità. Non possiamo pensare solo al “io”, ma al “noi”, perché solo così potremo vincere. Diamo il massimo a questa squadra e combattiamo per il nostro club, sempre, e non c’è altro modo serio di essere nel calcio professionale che non sia questo”.
Rispondendo poi al numero uno: ” Per questo motivo a nome della squadra esprimiamo il nostro disappunto verso le dichiarazioni del presidente dopo la partita di ieri, è inaccettabile l’assenza del suo sostegno in questo momento, di quello che dovrebbe essere il nostro leader

Sono stati così sospesi 19 giocatori, quasi tutti fondamentali per la squadra :Rui Patricio, William Carvalho, Coates, Coentrao, Gelson, Piccini, Wendel, Ruben Ribeiro, Doumbia, Bruno Cesar, Podence, Palhinha, Leao, Acuna, Battaglia, Ruiz, Bruno Fernandes, Montero e Ristovski; con annessa un’ulteriore dichiarazione: “Ne ho abbastanza di bambini viziati che non rispettano niente e nessuno, che pensano di andare lontano, ma ho perso la pazienza per chi crede di essere più importante del club e di qualsiasi critica”.

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