Verso Inter-Juventus, 20 anni fa “il fattaccio” Ronaldo-Iuliano

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
CAGLIARI, ITALY - NOVEMBER 25: Marcelo Brozovic of inter celebrates his goal 0-2 with the team mates during the Serie A match between Cagliari Calcio and FC Internazionale at Stadio Sant'Elia on November 25, 2017 in Cagliari, Italy. (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

(Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Vent’anni dopo. InterJuventus “è e sarà sempre” Inter-Juventus, quella di sabato si annuncia particolarmente importante, ma “quella” del 26 aprile98 resterà la madre di tutti i derby d’Italia: RonaldoIulianoCeccarini, da quel triangolo non si esce e non si uscirà mai.

L’ex arbitro livornese ha giocato d’anticipo venti giorni fa, dichiarando in un’intervista che il famoso contatto nell’area bianconera “era fallo di Ronaldo, sbagliai a non fischiare punizione per la Juve”. Apriti cielo. Gli interisti – Gigi Simoni in testa – sono “rientrati” in campo per protestare, come in quel caotico pomeriggio al Delle Alpi, per urlare tutta la loro rabbia, mai sbollita. Impenetrabile la difesa juventina, guidata, oggi come allora, da Mark Iuliano, fresco vice di Igor Tudor sulla panchina dell’Udinese: “Ronaldo era troppo veloce, io ero fermo: sarebbe stato meglio fischiare fallo per noi”. La sintesi migliore è di Alessandro Birindelli, ex difensore della Juventus, anche lui in campo quel giorno: “Con Simoni, quando ci incontriamo, parliamo spesso di questo episodio: a distanza di tanti anni, in buona fede, ognuno rimane della propria opinione”.

Riavvolgiamo il nastro, tanto è inevitabile. Campionato 97-98, l’Inter si presenta ai nastri di partenza con il fiore all’occhiello: Ronaldo Nazario da Lima, il Fenomeno, il grande colpo di Moratti, che lo ha strappato al Barcellona. I nerazzurri, guidati da Gigi Simoni, partono forte, ma una flessione a gennaio consente alla Juve di Lippi di fregiarsi del titolo d’inverno. L’Inter si rialza e, insieme alla Lazio, sfida i bianconeri, fino a quando i biancocelesti calano e, l’una di fronte all’altra, restano le due antiche rivali. Un solo punto, a favore della Juventus, le separa quando è in programma il rendez vous decisivo a Torino: domenica 26 aprile 1998, ore 15. L’attesa è enorme, il big match è preceduto da veleni e polemiche per presunti favori arbitrali alla Juve: tra Ronaldo il Fenomeno e un Alex Del Piero straripante ne resterà soltanto uno.

L’avvio della Juve è più convincente, Pagliuca non viene impegnato, ma deve inchinarsi al 21° ad una pennellata di Pinturicchio. L’Inter prova a reagire, inizia il secondo tempo con un piglio più deciso e costringe i bianconeri ad arretrare. “Il fattaccio” al 26°: Ronaldo entra in area dalla sinistra e viene affrontato da Iuliano. Il brasiliano finisce a terra e tutta l’Inter reclama il rigore, ma l’arbitro Ceccarini ordina di proseguire, scatenando l’ira di Simoni, che entra in campo urlando “si vergogni”. Nel caos più totale, la Juventus riparte in contropiede e West commette fallo in area su Del Piero: questa volta il fischietto livornese indica il dischetto e, se possibile, il parapiglia, aumenta. Il Delle Alpi è una bolgia, in campo succede di tutto, Moratti lascia addirittura lo stadio. Del Piero perde la concentrazione e si fa respingere il tiro da Pagliuca. Il risultato, però, non cambierà più. Anzi l’Inter finirà in 10 per l’espulsione di Ze Elias. Juventus punti 69, Inter 65: mancano ancora tre giornate, ma lo scudetto è virtualmente assegnato.

Il dopo gara è a dir poco rovente, tra gli attacchi verbali dell’Inter e la reazione stizzita della triade bianconera. La mano del giudice sportivo sarà pesante con i nerazzurri: tre giornate di squalifica a Simoni e Ze Elias, due a Ronaldo e Zamorano. Lo stop al brasiliano verrà poi cancellato, ma la rabbia resterà. Niente toglierà dalla testa degli interisti che quello scudetto lo meritavano loro, niente toglierà dalla testa degli juventini che le lamentele erano assurde ed esagerate e che ha vinto la squadra più forte. Poi arriverà Calciopoli. “Visto? Avevamo ragione noi”, urlerà con orgoglio il mondo Inter. “Accuse montate ad arte, voi prescritti” la rabbiosa replica bianconera. Da allora nulla è più stato lo stesso: la storica rivalità si è trasformata in rancore, il duello tra nobili è una zuffa senza fine, un clima da corrida precede puntualmente la grande sfida.

E dopodomani conterà molto, moltissimo. D’altronde lo ha detto lo stesso Allegri che “è decisiva”. La Juve rischia di perdere uno scudetto che sembrava già vinto, sente il fiato sul collo del Napoli, non può permettersi altri passi falsi. I tifosi dell’Inter, che gremiranno San Siro, chiedono alla squadra di vincere ad ogni costo: per andare in Champions, certo, ma anche e soprattutto per provocare il tracollo definitivo della Signora. È Inter-Juventus, un’ordalia infinita. Perché, vuoi o non vuoi, nessuno dimentica: il 5 maggio da una parte, gli sfottò per una Champions che non arriva dall’altra. E quel 26 aprile del ‘98…

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