Astori, la famiglia lo omaggia sulla Gazzetta dello Sport a due mesi dalla scomparsa

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Astori, due mesi dopo la famiglia omaggia Davide. Sono già passati due mesi. Sessanta giorni da quel maledetto 4 marzo. Da quella maledetta domenica che ha portato via Davide Astori dalla Fiorentina, dal calcio e dalla sua famiglia. Persone che ancora oggi non riescono a capacitarsi di quello che è successo a Udinese in quella stanza d’albergo. La moglie Francesca, la figlia Vittoria e tutta la famiglia Astori hanno voluto ricordarlo omaggiandolo su una pagina della Gazzetta dello SportGRAZIE – è scritto – è una parola semplice ma unica, come era Davide. Vorremmo dire GRAZIE personalmente a tutti voi che ci siete stati vicini a partire da quell’inattesa 4 marzo, ma siete talmente tanti che non sarebbe possibile. Pertanto è così, come era solito fare Davide con un sorriso e un forte abbraccio, che diciamo a tutti voi: GRAZIE DI CUORE”. Firmato Famiglia Astori, Francesca e Vittoria. Il tutto corredato da una bella immagine di un sorridente Davide.

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Due mesi dopo il calcio è andato avanti. La Fiorentina si sta giocando un posto in Europa League, al massimo delle proprie possibilità. Stefano Pioli e i suoi ragazzi stanno rendendo onore alla memoria del capitano scomparso. La morte di Astori ha fatto da molla per tutto il gruppo viola. Simeone e compagni hanno fatto degli scalpi eccellenti e sono sono pronti a giocarsi tutto in questo finale di stagione. Così come avrebbe voluto Astori. Presente oggi sulla Gazzetta dello Sport e nel calcio ogni giorno della nostra vita.

Astori, due mesi volati in un attimo e che non ci hanno insegnato nulla

Sono volati via in un attimo questi due mesi senza Davide Astori. Forse non ce ne siamo neanche resi conto, travolti dalla frenesia della vita quotidiana e del calcio contemporaneo. Due mesi in cui sono successe tante cose. Belle e brutte. La morte di Astori ha avuto il potere di unire tutto il calcio italiano. Tutta Firenze che applaude la Juventus, l’acerrima nemica, che si reca alle esequie di Davide. Una scena commovente ed edificante. Ma dal breve effetto. Le polemiche poi hanno continuato a imperversare sui nostri campi di calcio e al di fuori di essi. Abbiamo continuare a parlare di complotti, di torti e di labiali.

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Un campionato sul filo della tensione che ha fatto elevare al massimo i toni dei protagonisti. Firenze che applaude la Juventus è una scena che purtroppo resta più unica che rara nel nostro calcio. L’Artemio Franchi che insulta i tifosi del Napoli, accolti come peggio non si può nell’impianto fiorentino, è la regola. Un calcio italiano perennemente diviso come ai tempi di Guelfi e Ghibellini. Un calcio italiano senza presidente federale da mesi. Un calcio italiano senza Mondiale. Un calcio italiano senza un trofeo internazionale da 8 anni. Un calcio italiano senza Davide Astori. Questa è la mancanza più pesante. Anche perché i suoi insegnamenti sembrano essersi già persi nella centrifuga delle polemiche quotidiane. Un vero peccato.

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