Atletico Madrid, Simeone e la forza del Cholismo

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Più lo butti giù e piu lo tiri su. Occhi spiritati e completo nero, Diego Simeone sembra una tigre in gabbia mentre segue dalla tribuna, causa squalifica, gli ultimi minuti del suo Atletico Madrid, che sta vincendo la finale di Europa League contro l’Olympique Marsiglia di Garcia. Il 2-0 non lo fa stare ancora tranquillo, allora ci pensa capitan Gabi a rasserenarlo, siglando il 3-0. La gioia del Cholo può finalmente esplodere, il ciclo di questo Atletico non affatto terminato, la stagione finisce in gloria. Il trionfo di Lione è l’ennesimo momento da ricordare per il progetto nato 7 anni fa, l’incipit dell’età dell’Oro per i Colchoneros. L’inizio del Cholismo, che vi piaccia o no.

Costretto a convivere con il mito del Real sulle sponde del Manzanarre, l’Atletico fa da sempre di necessità virtù. Sa che il suo vicino di casa è il più scomodo possibile, il più forte, il più vincente, il più arrogante, il più tutto. Un paragone che schiaccerebbe chiunque, ma che ha il potere di tenere sempre vivo l’orgoglio dei biancorossi. Simeone ha saputo dare nuova linfa all’Atletico, gli ha dato una carica inesauribile, lo ha reso vincente. E pazienza se dall’altra parte continuano ad alzare, con una facilità impressionante, una Champions dopo l’altra, due – e fanno male – proprio contro i Colchoneros. Roba da abbattere un toro in questa corrida tutta madrilena, ma non Simeone, che non molla nulla e riparte sempre. E il palmares parla chiaro: dal 2011 l’Atletico ha portato a casa una Liga, due Europa League, una Supercoppa Europea, una Coppa del Re e una Supercoppa Spagnola, oltre alle due finali di Champions perse contro il Real.

Cuore, attaccamento alla maglia, garra, ma anche un gioco efficace, che non farà impazzire gli esteti del calcio, ma terribilmente concreto e redditizio: provate a sostenere il contrario. Simeone è riuscito a trasmettere ai suoi ragazzi quelle qualità che lo avevano reso un vincente sul campo, a qualsiasi latitudine. È il tempo del Cholismo, uno stile fondato sul risultato, che ha permesso all’Atletico di battersi con tutte e battere, spesso, le corazzate di Spagna e d’Europa. Il 3-0 all’Olympique Marsiglia è una risposta chiara ai detrattori di Simeone, a chi lo vedeva già sul viale del tramonto dopo l’uscita dalla Champions nel girone vinto dalla Roma, a chi ne ha sempre criticato il gioco senza mezzi termini. E forse anche al Napoli di Sarri, che dopo l’eliminazione in Champions non ha saputo rigenerarsi in Europa League con le giuste motivazioni.

Eppure non era facile. La delusione era stata forte, nonostante la partenza forte in casa della Roma, uno 0-0 bugiardo per le tante occasioni create dai Colchoneros, che da quel momento sono andati in corto circuito, racimolando solo due pareggi con il Qarabag fanalino di coda. Invece di deprimersi, Simeone e la sua truppa hanno trasformato la rabbia in rivincita, correndo con forza ed entusiasmo sulle praterie dell’Europa League. Sulla strada per Lione l’Atletico si è sbarazzato di Copenaghen, Lokomotiv Mosca, Sporting Lisbona e Arsenal. L’ultimo atto con l’Olympique Marsiglia ha certificato che l’era Simeone non è agli sgoccioli, anzi. E che le sirene che gli arrivano da mezza Europa non lo distraggono: il Wanda Metropolitano è la sua casa e lo sarà ancora a lungo. Il Cholismo, insomma, c’è e si vede.

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