Finale di Coppa Italia, Gattuso scuote il Milan:”Per noi è una Coppa del Mondo”

Pubblicato il autore: Alessandro Pallotta Segui
MILAN, ITALY - JANUARY 06: AC Milan coach Gennaro Gattuso issues instructions to his players during the serie A match between AC Milan and FC Crotone at Stadio Giuseppe Meazza on January 6, 2018 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images scelta da Supernews)

Tutto pronto per la finale di Coppa Italia che si giocherà Mercoledì alle 21.00 allo Stadio Olimpico e che vedrà contendersi il titolo la Juventus, ormai virtualmente campione d’Italia, ed il Milan ancora in piena lotta per un posto privilegiato all’Europa League (che potrebbe già ottenere vincendo la finale).

Una finale molto importante per entrambe le squadre: da un lato c’è la Juventus che, come da tradizione, non snobba alcun titolo e mette nel mirino un altro “double” tutto italiano (Scudetto + Coppa Italia); dall’altro vi è il Milan che vuole portare a casa il primo trofeo dell’era cinese ma anche il primo trionfo da allenatore per Gennaro Gattuso. Proprio l’ex tecnico del Palermo, nella consueta conferenza della vigilia, ha cercato di caricare ulteriormente la squadra spronandola a dare il 100% in questa finale.

Le parole di Gattuso

Il tecnico rossonero ha voluto subito sottolineare l’importanza di questo trofeo:”Per noi è una finale di Coppa del Mondo. In questo momento per noi è così. L’ultimo trofeo a Doha? Ho festeggiato, ero contento. Questo trofeo è così importante per tanti motivi, per l’entusiasmo dei nostri tifosi, per la squadra che abbiamo, basta poco per accendere di nuovo il fuoco nel pubblico. Non li ho caricati questi giorni i ragazzi, queste partite si caricano da sole. Portare a casa il trofeo significherebbe anche dare un’impronta alla prossima stagione, vale l’Europa senza preliminari(…) Quanto vale questo trofeo? Per noi non è la Coppa Italia, è la Coppa del Mondo”.

Gattuso ha anche evidenziato l’importanza della testa in questo tipo di partite: “Tante volte la testa fa fare robe impensabili, per noi domani è qualcosa di importante. Non basta prepararsi solo a livello tecnico-tattico, dobbiamo fare qualcosa in più per riuscire a fare la differenza. Da giocatore ero un pazzo scatenato, avevo tutto un modo mio per preparare le partite. Oggi da allenatore ho una pressione pazzesca addosso, sento i milioni di tifosi sulle spalle e non è facile. Sono due cose totalmente diverse. Pirlo ha detto che ho mangiato una lumaca viva per una scommessa? In quel momento c’era da sdrammatizzare, era il giorno prima della semifinale di Milan-Manchester. Ma ho fatto anche di peggio”.

Per quanto riguarda gli 11 titolari che scenderanno in campo contro la Juventus, potrebbe esserci dal primo minuto Biglia, che ha bruciato le tappe, recuperando da un brutto infortunio: “L’ho visto fare delle cose disumane, nessuno si aspettava una cosa del genere. Ha messo in difficoltà il nostro staff lavorando dalla mattina alla sera. Il Milan deve cercare atleti così, domani lo valuteremo. C’è il rischio che se prende una botta può farsi male, ma bisogna ringraziarlo. Locatelli? L’ho visto molto bene. Suso? Mi aspetto che ci aiuti in entrambe le fasi, so che gli stiamo chiedendo qualcosa in più ma non possiamo farne a meno. Quando saremo una squadra che può permettersi di non far lavorare gli attaccanti, sarà un’altra storia”.

Il tecnico rossonero analizza anche gli avversari con gli occhi da avversario:”Ho sempre invidiato ai bianconeri la mentalità, la disciplina e il senso di appartenenza. Sono avvelenati quando scendono in campo (…) quando una squadra fa quattro finali di Coppa Italia consecutive, vuol dire che non gli fa nè caldo nè freddo. Loro si allenano giocando, tante volte ho la sensazione che i loro giocatori non siano nemmeno sudati”.

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