Il calcio negli anni ’80, personaggi e ricordi di un’epoca indimenticabile

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Foto originale Getty Images © selezionata da SuperNews

Per la maggioranza degli appassionati (perlomeno di una certa età) il calcio più bello è stato quello degli anni ’80 perchè evoca nella memoria dei ricordi e delle sensazioni indelebili e soprattutto non era considerato un business come in questi anni con tutti i soldi vi che girano intorno.
Principalmente nel cuore della gente quello era un calcio pulito dove anche un Verona poteva vincere lo scudetto o uno Steaua Bucarest poteva vincere la coppa dei campioni a discapito delle grandi corazzate piene di milioni, al giorni d’oggi queste sorprese sono praticamente impossibili.

Come dimenticare quando tutte le partite si giocavano in contemporanea dalla prima all’ultima giornata con la mitica trasmissione radiofonica “tutto il calcio minuto per minuto” che ci accompagnava con le inconfondibili voci dei radiocronisti dell’epoca, capitanati dal grande e compianto Sandro Ciotti; poi alle 18 in televisione il mitico Paolo Valenti ci faceva emozionare con la bellissima trasmissione “90 minuto” con tutti i suoi splendidi inviati che ci raccontavano con passione tutte le azioni salienti delle partite.

In quegli anni la nostra serie A era una vera e propria miniera d’oro di calciatori fantastici, d’altronde dopo la vittoria azzurra nel mondiale spagnolo nel 1982, molti “big” del calcio europeo e sudamericano decidevano di trasferirsi nel “campionato più bello del mondo”(come veniva soprannominata all’epoca la serie A), basti pensare a Maradona, Van Basten, Platini, Zico, Careca, Falcao, Laudrup, Gullit, Boniek e tanti altri.
Ma anche i calciatori nostrani non scherzavano in quanto a bravura: Tacconi, Zenga, Scirea, Bergomi, Baresi, Maldini, Antognoni, Donadoni, Vialli, Mancini, tanto per citarne alcuni
C’erano le coppe internazionali con la Mitropa Cup, la Coppa Anglo-Italiana, la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa Uefa, queste ultime tre ad eliminazione diretta fin dal primo turno.

Gli anni 80 saranno ricordati anche per i presidenti vulcanici come Rozzi e Anconetani, macchiette solo in parte, ma in realtà molto competenti e capaci con pochi soldi di creare squadre altamente competitive e rimaste nel cuore degli appassionati a distanza di tanti anni.

Purtroppo c’è anche da ricordare che in quegli anni ci furono due avvenimenti drammatici che nessuno può dimenticare: la prima in ordine di tempo fu la strage dell’Heysel, dove il 29 maggio 1985 si consumò una tragedia incredibile e purtroppo ne fecero le spese 39 persone (di cui 36 italiani), che per andare a vedere una finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool ci lasciarono la vita, calpestate per i gravi incidenti che si vennero a creare; mentre la seconda avvenne quattro anni più tardi, precisamente il 15 aprile 1989, quando allo stadio Hillsborough di Sheffield, prima della semifinale di FA CUP tra Liverpool e Notthingam Forest 96 persone morirono schiacciate dalla calca a causa di una cattiva gestione delle entrate all’interno dello stadio.

Certo mettersi a pensare che nel calcio di oggi ci sono una valanga di sponsor, di orari, di calciatori in rosa, che spesso vengono assorbiti in un calderone multimediatico, un pò di nostalgia viene: ma è più la nostalgia dei nostri anni adolescenziali a farci prediligere per quel calcio di Maradona e Platini, o più l’insostenibile pesantezza dello spezzatino mediatico al quale da anni ci stiamo abituando?

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