Il Vicenza si salva a Santarcangelo. Applausi solo per Zanini e Sterchele

Pubblicato il autore: Francesco Passarelli Segui


Dopo la gara del “Menti” conclusasi 2-1 in favore del Vicenza, si gioca a Santarcangelo l’atto conclusivo del campionato di Serie C. Quello che deciderà l’ultima retrocessa in Serie D. La squadra che fu di Paolo Rossi o che in un passato molto più recente vinse la Coppa Italia e arrivò in semifinale di Coppa delle Coppe arrendendosi solo al Chelsea che poi la vinse, quest’oggi si ritrova davanti al bivio più spaventoso della sua vita sportiva, quello che inforcando la strada sbagliata potrebbe portare nell’inferno della Serie D.

Non meno paradossale la situazione del Santarcangelo che solo una settimana fa era matematicamente salvo e che dopo la penalizzazione della Corte Federale per il ritardato pagamento delle quote Irpef ai suoi tesserati, s’è ritrovato amaramente a fare i conti con la realtà dei playoff.

La partita sul terreno di gioco del “Valentino Mazzola”, al cospetto di 2.024 spettatori di cui un migliaio giunti dal Veneto, ha però connotati tutt’altro che drammatici. Il Santarcangelo parte in realtà con il giusto piglio per vincere e capovolgere gli esiti dell’andata. Non ci sono altri calcoli da fare, al Vicenza vanno bene due risultati su tre, mentre i romagnoli sono condannati a vincere e al decimo, nonostante la temperatura quasi estiva, un brivido freddo percorre la schiena degli ospiti: l’attaccante gialloblù Cappellini supera il portiere del Vicenza, ma l’arbitro strozza l’urlo in gola ai suoi tifosi annullando la rete per fuorigioco.

Sarà il caldo, sarà la tensione per l’altissima posta in palio, ma il primo tempo si trascina davvero molto noiosamente, con pochi spunti degni di nota, in cui i due estremi difensori non sono mai chiamati a interventi particolarmente rischiosi.

Nel secondo tempo, dopo il goal annullato all’ottavo a Giacomelli del Vicenza sempre per fuorigioco, poco dopo è il Santarcangelo a rendersi pericoloso in due occasioni, entrambe con lo zampino di Bussaglia: la prima in cui impatta male un bel cross basso e lo spedisce di poco a lato, mentre nella seconda fa gridare al rigore, costringendo la retroguardia ospite ad un duro fallo che però l’arbitro, il sig. Valiante di Salerno, giudica fuori area. Il successivo tiro di Piccioni si spegne abbondantemente e deludentemente alto.

Da qui in poi il copione segue lo stesso adagio della prima frazione, con il Santarcangelo che non riesce più a trovare spiragli giusti per scardinare la tattica vicentina, sostanzialmente volta ad addormentare il ritmo, accontentandosi così del pareggio e sperando di capitalizzare con il minimo sforzo.

Quando le lancette si avviano inesorabili verso gli ultimi giri del match, al 37’ il Santarcangelo realizza il suicidio perfetto, con il portiere Bastianoni che prende alla leggera un retropassaggio, ne approfitta Giacomelli che lo beffa con un tocco semplice, ma sufficiente a far esplodere i mille cuori biancorossi al seguito.

La squadra di casa sembra davvero psicologicamente morta e un paio di minuti dopo, cede la sua area ad un contrattacco rabbioso del Vicenza. Nel batti e ribatti, il tiro a botta sicura del neo entrato Giorno viene platealmente parato da un difensore romagnolo. Il giudice di gara non può far altro che concedere il rigore, ma il Vicenza di questa stagione non devono proprio piacere le cose semplici, così Ferrari che s’era incaricato di battere il penalty, lo calcia deludentemente sul palo.

Quando non resta che centellinare le energie in attesa del fischio finale, posticipato da sei minuti di recupero, a conferma della sua indole complicata, i veneti si addormentano anche loro nell’applicazione del fuorigioco e permettono al Santarcangelo di pareggiare i conti con Piccioni, ma non c’è tempo per mettere la testa bassa e lanciarsi all’arrembaggio perché di lì a poco arrivano i fatidici tre fischi che sanciscono la salvezza del Vicenza e il ritorno nel dilettantismo dei gialloblù di Romagna.

Festa grande sugli spalti e anche in campo, ma i tifosi vicentini non accettano di condividere la loro gioia con i calciatori, giudicati corresponsabili di questa stagione maledetta in virtù delle prestazioni ben al di sotto delle loro reali potenzialità. L’unico nome che viene invocato a gran voce è quello di mister Nicola Zanini, vicentino doc come il preparatore dei portieri Gino Sterchele, che si vanno a prendere scroscianti applausi dalla loro gente.

Santarcangelo (4-3-3): Bastianoni, Toninelli (42′ Maloku), Maini, Briganti, Sirignano, Di Santantonio (64′ Obeng), Dalla Bona, Dhamo (78′ J. Spoliaric), Capellini, Piccioni, Bussaglia (64′ Strkali).
A disposizione: Moscatelli, Addario, Bondioli, Gaiola, Sohumahin, Tommasone, L. Sploljaric, Broli.
Allenatore: Zeman.
Vicenza (4-3-2-1): Valentini, Bianchi, Malomo, Crescenzi, Giraudo, Tassi (69′ Salifu), Romizi (77′ Milesi), Alimi, Giacomelli, De Giorgio (29′ Giorno); Ferrari.
A disposizione: Fortunato, Magri, Ferchichi, Bangu, Turi, Paiolo, Comi, Giusti.
Allenatore: Zanini.
Arbitro: sig. Vincenzo Valiante della sezione di Salerno.
Assistenti: sig. Lorenzo Abagnaradella sezione di Nocera Inferiore, sig. Pierluigi Della Vecchia della sezione di Avellino.
Quarto Ufficiale: sig. Alessandro Melelo della sezione di Casarano.
Reti: 81′ Giacomelli (V), 95′ Piccioni (S).
Note: Ammonizioni: Giraudo (V), Tassi (V), Bianchi (V) Di Santantonio (S), Maini (S), Strkali (S). Recupero: 2′ p.t., 6′ s.t..

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