Juventus, l’avvocato Angelo Pisani chiede la diffida per l’esposizione dei 36 scudetti

Pubblicato il autore: Lorenzo Carrega Segui
TURIN, ITALY - OCTOBER 25: Federico Bernardeschi of Juventus celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between Juventus and Spal on October 25, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images, scelta da SuperNews

La Juventus, oltre ad essere sulla bocca di tutti per i suoi trofei, non si smentisce neanche fuori dal campo. Infatti fanno discutere le dichiarazioni dei suoi dirigenti, sempre pronti a respingere ogni accusa, veleno che si muove sempre per i bianconeri.

La Juventus è una squadra che vince, ha nel suo dna la volontà di conquistare tutti i trofei in palio. Non vuole lasciarne uno a qualunque rivale. Le competizioni la stimolano, la rendono più impegnata e carismatica che mai.
Pretende anche rispetto dalle sue avversarie, con il fatto che il dominio sul campo non può essere contestato. Tutte le accuse rivolte dalle altre tifoserie non possono essere che frutto d’invidia, un’erosione interiore per non esser riusciti a scalzare la Juventus dal suo indiscusso dominio in Italia.
Ma ora ci sono altre questioni extracalcistiche e un po’ più pesanti. Perché c’entra la giustizia sportiva, riguarda precisamente l’esibizione di 36 scudetti della Juventus, di fronte al proprio stadio.
Un problema che già aveva suscitato non poche polemiche da parte del presidente del Torino Cairo, che nel corso di un’intervista passata aveva affermato come la situazione non sia giusta. Anche lui avrebbe da recriminare uno scudetto tolto al Torino diversi anni fa, ma non ha mai sottolineato il problema.

Questi due scudetti assegnati in più dalla stessa dirigenza bianconera, ma non confermati dalla Lega calcio, devono essere rimossi. Così, un avvocato di nome Angelo Pisani, presidente dell’Associazione Noi Consumatori ha contestato per via legale questa appropiazione indebita del club bianconero, sfoggiata sia sul proprio sito internet che all’ingresso dell’Allianz Stadium. E’ arrivato a chiedere un «atto di invito, diffida e significazione con riserva di ogni diritto-azione a tutela dei principi e norme di legge». Il tutto accompagnato da un documento rivolto, per conoscenza, al CONI, al Ministero dello Sport, alla Consob, così come alla Uefa e alla FIFA.
La sua richiesta è così formulata, partendo dall’accusa rivolta al club bianconero di illecito associativo per i fatti risalenti al Giugno 2006. Era la famosa epoca di calciopoli, in cui il club bianconero venne retrocesso d’ufficio nella seconda categoria nazionale, la Serie B a partire dalla stagione 2006-2007, con l’aggravio di nove punti di penalizzazione in classifica.
Alla Juventus vennero revocati gli scudetti delle stagioni 2004-20052005-2006. Ma questo pare non abbia in qualche modo preoccupato la dirigenza, che continua a sfoggiare il numero 36, includendo quelle due stagioni cancellate dall’albo d’oro.

Si vuole denunciare una mancata trasparenza, comunicazioni omissive, pubblicità ingannevole, nel voler mostrare al pubblico il numero 36, palesemente falso.
Un primo vero atto legale emanato contro questa ingiustizia, da troppo tempo tenuta sotto traccia. La Juventus non ha ancora risposto a questa azione, ma sicuramente dovremo attenderci una risposta dagli esponenti bianconeri.
In gioco c’è la credibilità dello sport e del calcio in particolare. Non può essere sottovalutato, anche perché sarebbe irrispettoso nei confronti dei miglioni di tifosi che seguono il calcio. L’immagine verrebbe offuscata e provocherebbe un certo risentimento da parte di coloro che guardano allo sport come luogo di sfide leali ed oneste, che ti aiutano a crescere.

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