La Germania “ammazzagiganti”: ai Mondiali contro i favoriti ha sempre vinto

Pubblicato il autore: Luciano Nervo Segui
attends the Preliminary Draw of the 2018 FIFA World Cup in Russia at The Konstantin Palace on July 25, 2015 in Saint Petersburg, Russia.

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Nella storia dei mondiali, i tedeschi si sono laureati campioni tante volte quante noi, 4, ma la particolarità su cui voglio soffermarmi è il fatto che due delle edizioni che hanno vinto siano state caratterizzate dal fatto che la squadra a passare alla storia sia stata la perdente in finale proprio per mano dei tedeschi. A quell’epoca si chiamava Germania dell’Ovest, ma era a tutti gli effetti la vera Germania.

Partiamo dal loro primo mondiale vinto: quello del 1954. Si gioca in Svizzera e praticamente l’intera popolazione mondiale che segue un minimo il calcio da per favorita una e una sola formazione: la “squadra d’oro”, L’Ungheria del “colonnello” Ferenc Puskas. Ai mondiali del 50′ non riesce a partecipare per problemi economici, ma disputa comunque qualche amichevole contro alcune partecipanti, in cui dimostra la sua forza, e la prima di queste è contro la Polonia, in cui vincono 5-2, inaugurando una striscia di imbattibilità incredibile. Due anni dopo continuano questa striscia all’olimpiade, dove vincono senza problemi la medaglia d’oro, con una media di 4 gol a partita. Ma ora ritorniamo al ’54. I gironi li passa tranquillamente battendo prima per 9-0 la Corea del Sud, poi per 8-3 proprio la Germania dell’Ovest. Ma proprio in quest’ultima partita il tedesco Liebrich entra molto duramente sulla caviglia di Puskas che è costretto a lasciare il campo. Forse la peggiore sciagura per i magiari. Nonostante l’assenza però sia ai quarti contro il Brasile, che alle semifinali contro l’Uruguay vincono per 4-2, accedendo alla finale dove incontrano la stessa squadra che hanno battuto per 8-3. La partita si gioca a Berna, dove avevano battuto qualche giorno prima il Brasile in quella che è passata alla storia come “Battaglia di Berna” a causa delle svariate risse, e degli svariati tackle da wrestler. Ah, e oltre a questi aspetti a favore, ne hanno un ulteriore: Puskas giocherà, anche se non in condizioni ottimali.

La partita inizia e dopo appena 8 minuti l’Ungheria è già in vantaggio per 2-0, e una rete viene segnata proprio dal colonnello. Ma il collasso è appena dietro l’angolo: al minuto 10 la Germania accorcia le distanze, e al 18′ addirittura pareggia. Ma la vera beffa arriva sul finale, al 84′ quando avviene il definitivo sorpasso è 3-2, e la coppa approda a Berlino. Berna rimarrà famosa per il “Miracolo di Berna”, ovvero la sconfitta dell’Ungheria che si ferma a 32 partite di imbattibilità proprio sul più bello. Si è speculato molto nel periodo successivo riguardo ad un ipotetico caso doping per i tedeschi, a causa dell’infezione di epatite subita da parecchi giocatori tedeschi, ma nulla è stato mai certificato.

Passano 20 anni, è il 74′ e siamo in Germania. Di quell’anno si ricorda principalmente una squadra, “L’Arancia Meccanica” di Cruijff, capace di mettere in scena un gioco mai visto prima, all’interno del quale nessuno ha un ruolo preciso, tutti sono bravi tecnicamente, e soprattutto è un gioco che quasi sempre vince: l’Ajax di Cruijff aveva appena vinto 3 Champions League di fila ma all’inizio di quella stagione, dopo non essere stato nominato capitano, il numero 14 decide di andare al Barcellona, incrinando conseguentemente l’ambiente dello spogliatoio olandese. Nella prima fase a gironi battono Uruguay e Bulgaria, ma pareggiano con la Svezia. Nella seconda fase a gironi battono invece Brasile, Germania Est e Argentina, e il tutto con un’estetica di gioco sublime: tutti sono dalla loro parte, tranne i padroni di casa.I tedeschi riescono infatti non solo a raggiungere la finale, ma anche a vincerla incredibilmente. Dopo 2 minuti sono già sotto per 1-0, ma ancora in rimonta annientano un altro gigante, finisce 2-1.

Lo disse Lineker:” Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince“. E come dargli torto, nella loro storia hanno affondato tutte le più grandi corazzate di sempre. Tutte tranne una, contro la quale perdono praticamente sempre. Non è proprio una corazzata impressionante, è semplicemente una squadra che pur di perdere contro i tedeschi, dà la vita. Vi do un indizio: quella squadra veste d’azzurro.

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