L’Amburgo e l’orologio della longevità, una storia infinita giunta (forse) al capolinea

Pubblicato il autore: Alessio Liburdi Segui

In Germania esiste un orologio particolare. Come tutti gli altri è stato creato per misurare il tempo, ma esiste sopratutto per dare valore al tempo trascorso. E’ un orologio digitale, piuttosto moderno, composto da 5 voci: Jahren (anni), Tagen (giorni), Stunden (ore), Minuten (minuti), Sekunden (secondi). Queste voci sono precedute da 3 parole: In Bundesliga seit… (In Bundesliga da…). L’orologio di cui parliamo è situato in Amburgo, precisamente nel Volksparkstadion di Amburgo, stadio in cui gioca la maggior squadra della città. Quell’orologio digitale segna il tempo passato dalla prima partita giocata dall’Amburgo nella Bundesliga, il più importante campionato di calcio tedesco. Sono passati ben 54 anni da quella partita ma ora quell’orologio, installato nel 2001 come motivo di vanto, rischia di interrompere il suo conteggio. Nessun’altra squadra vanta infatti tante partecipazioni in Bundesliga: il Werder Brema segue a 53 partecipazioni (complice l’unica sciagurata retrocessione della stagione 1979-80), mentre il pluridecorato Bayern Monaco ne ha “solo”52. Ma mai come in questi 54 anni la permanenza in Bundesliga della più antica squadra tedesca è seriamente in pericolo. Non un fulmine a ciel sereno per una squadra che negli ultimi anni è stata spesso sull’orlo del baratro ed è stata protagonista di salvezze miracolose. Ma stavolta per gli “irretrocedibili” sembra davvero arrivato il momento di azzerare quell’orologio.

-LA PIU’ ANTICA DI GERMANIA- L’Hamburger Sport-Verein viene fondato nel 1887 dalla fusione di due club dell’epoca. Inizialmente si dedica all’atletica iniziando poi a praticare calcio dal 1891. Come già detto, è la più antica società tedesca e l’unica ad aver partecipato a tutte le edizioni della Bundesliga. Ma tornando agli albori, è addirittura uno dei membri fondatori della Federazione calcistica tedesca. I suoi successi iniziano ben prima della nascita della Bundesliga, portando a casa decine dei molteplici campionati regionali che hanno caratterizzato il calcio tedesco nei travagliati anni dalla I° alla II°Guerra Mondiale. Uno di questi campionati regionali, l’Oberliga Nord, è in parte artefice del record di presenze dell’Amburgo. Infatti alla fine del secondo conflitto bellico mondiale, in Germania nascono 5 massime divisioni del campionato tedesco: una di queste comprendeva gli stati Federali della Bassa Sassonia, del Schleswig-Holstein, di Brema e di Amburgo. Tra il 1947 e il 1963 se ne disputano 16 edizioni e l’Amburgo se ne aggiudica ben 14. Così quando la federazione tedesca decide di creare un girone unico nazionale, non “invitare” l’Amburgo è impossibile. E da lì ha inizio l’incredibile longevità della società del nord della Germania. Record mai (per ora) messo in discussione nemmeno dal grande Bayern Monaco: i bavaresi la colpa la devono… ai cugini del Monaco 1860! Infatti nella stagione 1962-63 (l’ultime delle “Oberliga”), il Monaco 1860 vince il proprio campionato regionale e questo vale l’invito nella nascente Bundesliga: lo scopo della Federazione era quello di avere, almeno alla prima edizione 16 squadre di 16 città diverse. Il Bayern dovrà aspettare la stagione 1965-66 (la terza edizione) per debuttare in Bundesliga.

-GLI ANNI D’ORO E IL DECLINO- Il campionato unico non è certo come quello regionale e l’Amburgo fatica ad imporsi. Nei primi anni della Bundesliga si succedono diversi campioni ma saranno sopratutto Bayern Monaco e Borussia Monchengladbach a fare la voce grossa. Per l’Amburgo la musica cambia alla metà degli anni ’70: grazie agli arrivi di Magath e Keegan, la squadra allestita è finalmente di buon livello. Nella stagione 1972-73 arriva la vittoria della prima Coppa di Lega tedesca, poi la squadra si scatena: tra il 1975-76 e il 1982-83 arrivano addirittura 6 titoli, precisamente 3 Campionati, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa delle Coppe e, dulcis in fundo, 1 Coppa dei Campioni. Negli anni successivi si registrano altri buoni piazzamenti ma un solo trofeo, la Coppa di Germania del 1986-87. Inizierà poi una fase calante con il club in difficoltà economiche che ,a parte qualche raro caso, collezionerà piazzamenti di metà classifica. Negli ultimi anni la crisi di risultati è anche peggiorata arrivando al quart’ultimo posto della stagione 2011-12 (ultima posizione utile per la salvezza). Quando sembrava aver toccato il fondo, l’Amburgo è riuscito a fare anche peggio, tanto da scatenare sul web accese discussioni e proposte su come smontare l’orologio e cosa farne. Ma anche quando sembrava spacciata, il “dinosauro” del calcio tedesco è riuscito a salvarsi la pelle vincendo lo spareggio promozione-salvezza per due anni consecutivi contro la terza classificata della Zweite Bundesliga (la serie B tedesca).

-TIC TAC TIC TAC- E’ il rumore delle lancette dell’orologio del Volksparkstadion di Amburgo. Qualcuno da quelle parti è arrivato a insinuare che l’orologio è un’àncora che non permette al club di “staccarsi” dal passato e spiccare il volo verso un nuovo futuro, che sarebbe meglio smontarlo. Ma le ire dei tifosi hanno avuto la meglio, tanto che una versione mini di quell’orologio ha trovato spazio anche sul pullman ufficiale della squadra. Ora le speranze di quell’orologio e del record di longevità sono ancora aggrappate allo spareggio-salvezza ma già per raggiungerlo c’è bisogno di un miracolo: alla vigilia dell’ultima gara di campionato infatti, l’Amburgo è penultimo a 28 punti mentre il Wolfsburg terz’ultimo ne ha 30. I bianco-verdi ospitano il Colonia, ultimo e già retrocesso, mentre l’Amburgo riceverà un Borussia Monchengladbach senza obiettivi ma che veleggia a metà classifica. La situazione è semplice e drammatica al tempo stesso per l’Amburgo: sperare in una clamorosa sconfitta del Wolfsburg e vincere, vincere sotto il ticchettio assordante di un orologio che scricchiola sempre di più e si sgretola all’ombra dell’unica squadra sempre presente in Bundesliga, almeno fino a sabato 12 Maggio 2018.

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