Lazio, nelle stagioni post-mondiale i numeri ti sorridono

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Felipe Anderson – Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

La Lazio nelle stagioni post-mondiale ha una cabala ampiamente positiva come andremo a vedere, chissà se i tifosi laziali si saranno mai accorti di un dato statistico molto particolare ma che succede ormai da parecchi anni, ed è quello che in queste stagioni, spesso particolari, la squadra biancoceleste è sempre andata bene.

In ordine di tempo, la tradizione positiva è cominciata nella stagione 1994-95, quando il presidente della Lazio Sergio Cragnotti ebbe un’intuizione magnifica ingaggiando sulla panchina della Lazio il boemo Zeman, che con il suo 4-3-3 e la  “zona totale” fece divertire i tifosi con un gioco offensivo e spumeggiante, tanto è vero che i capitolini chiusero quel campionato al secondo posto in coabitazione con il Parma di Scala, dietro solo la Juventus di Marcello Lippi.
Otre alla piazza d’onore quella squadra finì il campionato con il migliore attacco del campionato segnando 69 gol, ed anche nelle coppe fece un buon percorso, venendo sconfitta in coppa Italia solo in semifinale dai bianconeri di Lippi (dopo due match sfortunati) e in coppa Uefa dal Borussia Dortmund dell’ex Riedle (che condannò i romani proprio al 90 minuto).

Quattro anni dopo, per Lazio, la stagione 1998-1999 con Eriksson in panchina, stava per diventare un’annata incredibile, perchè dopo aver vinto la Supercoppa italiana il 29 agosto 1998 allo stadio “Delle Alpi” di Torino contro i bianconeri per 2-1 e la Coppa delle Coppe a Birmingham contro il Maiorca sempre per 2-1, i romani andarono ad una passo dal loro secondo scudetto, nonostante un girone di andata giocato senza Vieri e  Nesta infortunati, ma quando sembrava che il tricolore fosse cosa fatta (con sette punti di vantaggio a sette partite dalla fine) il Milan di Alberto Zaccheroni grazie ad una formidabile rimonta e anche un calo biancoceleste ( ma va ricordato anche di arbitraggi discutibili), riuscì a superare i capitolini alla penultima giornata, confermando il primo posto nell’ultima partita vincendo a Perugia. Comunque nonostante questa beffa, la Lazio riusci a portare a casa oltre al secondo posto, anche due trofei importanti.

Nella stagione 2002-2003 il campionato laziale era partito con molti dubbi e poche aspettative perchè per i problemi economici della società, nell’ultimo giorno di mercato il presidente Sergio Cragnotti fu costretto a vendere Nesta e Crespo rispettivamente a Milan ed Inter; in quell’estate l’investimento maggiore fu fatto per l’allenatore Roberto Mancini, un ex sempre amato dal popolo biancoceleste. Quell’anno il tecnico iesino riuscì nell’impresa di portare i suoi ragazzi al quarto posto con conseguente qualificazione ai preliminari di champion’s league, dopo che nessuno a settembre avrebbe scommesso un solo euro su questo fantastico risultato, ampiamente meritato, grazie ad un gioco sempre piacevole e propositivo; anche nelle coppe la stagione fu positiva, raggiungendo le semifinali sia in Coppa Uefa, eliminata dal Porto di Josè Mourinho (che poi vinse la manifestazione), sia in Coppa Italia, eliminata dopo due combattute partite contro i “cugini” giallorossi allenati da Fabio Capello.

Si arriva così nella stagione 2006-2007, con l’Italia di Marcello Lippi che aveva appena conquistato il mondiale in Germania; ma ci fu lo scandalo Calciopoli che sconvolse in quel periodo il calcio italiano dove fu implicata anche la Lazio; alla fine dei processi ai biancocelesti  furono comminati tre punti di penalizzazione (inizialmente erano undici e l’esclusione dalla partecipazione alla Coppa Uefa); il tecnico era Delio Rossi, che con i suoi uomini, dopo un avvio balbettante a causa le vicissitudine che si erano create all’inizio del campionato, riuscì, grazie anche alle otto vittorie consecutive durante il girone di ritorno, di terminare il torneo al terzo posto e conquistare la qualificazione diretta alla Champion’s League, ( per ora ultima partecipazione dei capitolini nella coppa dalla “grandi orecchie“), finendo la stagione con la seconda miglior difesa del campionato.

Probabilmente la stagione 2010-2011, di tutte queste post mondiali, è stata quella meno buona (si fa per dire), dove vide i romani allenati da Edy Reya, lottare fino all’ultima giornata con l’Udinese di Francesco Guidolin, per il tanto agognato quarto posto che dava l’accesso al preliminare della champion’s league; purtroppo la squadra biancoceleste sfiorò l’ultima posizione utile soltanto per differenza reti (+22 per i friulani, +16 per i laziali), e nonostante una buona annata si dovette “accontentare” del quinto posto con la qualificazione diretta per l’Europa League.

Per finire questo excurcus delle stagioni post-mondiale dei biancocelesti, l’annata 2014-2015 con il neo allenatore Stefano Pioli in panchina, fu veramente bella, e i capitolini riuscirono a lottare fino all’ultimo con Roma e Napoli (club che erano partiti per vincere lo scudetto), per i 2 posti champion’s league dietro la Juventus di Massimiliano Allegri che dominò il campionato, con le ultime due giornate decisive, perchè prima perdendo con la Roma, ma poi vincendo al S.Paolo di Napoli per 4-2, gli uomini del tecnico parmense giunsero terzi dietro ai giallorossi e qualificandosi ai preliminari di champion’s league (poi persi ad agosto contro il Bayer Levurkusen). La stagione fu condita dalla finale di Coppa Italia contro la corazzata juventina persa solo ai tempi supplementari per 2-1 dopo una partita sfortunata (doppio palo di Filip Djordjevic pochi minuti prima del goal decisivo di Matri per il 2-1 finale).

Ora i tifosi laziali toccheranno ferro, ma quella che inizierà ad agosto sarà una stagione post mondiale, sarà sempre ottima come quelle di quest’ultimo ventennio? solo il campo darà la risposta.

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