Milan: che fine ha fatto baby Donnarumma?

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
during the Serie A match between AC Milan and Spal at Stadio Giuseppe Meazza on September 20, 2017 in Milan, Italy.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Il buffetto consolatorio di Gigi a Gigio, chissà, potrebbe anche rompere la maledizione. “Hai vent’anni” sussurra Buffon a Donnarumma, il suo erede designato, mentre le luci dell’Olimpico si spengono, ma per il portiere del Milan è notte fonda da un pezzo: sui social impazza la parodia di Paperumma. Il poker servito – una beffa per la coreografia della curva milanista – con cui la Juventus ha disintegrato i rossoneri nella finale di Coppa Italia, è un fardello pesante sulle spalle del giovane portiere, già stordito da una stagione poco felice. E forse schiacciato da un ingaggio monstre che ha amplificato a dismisura le aspettative su un predestinato di appena 19 anni: 6 milioni all’anno.

Predestinato per tutti, specie per il suo agente, Mino Raiola, che la scorsa estate era arrivato ad un passo dalla rottura con Fassone e il “nemicoMirabelli, salvo poi trovare un accordo principesco, di cui, a conti fatti, Gigio è rimasto prigioniero. Il talento che aveva conquistato tutti e convinto il suo mentore Mihajlovic a lanciarlo in prima squadra sembra smarrito. Le due topiche di ieri sera, che hanno spianato la strada alla solita Juve famelica, arrivano al culmine di quella che sarebbe dovuta essere l’annata della definitiva consacrazione e che invece ha riservato incertezze e amarezze. Complice anche la stagione appannata del Milan, certo, ma c’è un dato di fatto: il processo di crescita di Donnarumma sembra essersi bruscamente interrotto. Dov’è finito il baby prodigio, che sembrava pronto a prendere il posto di Buffon tra i pali della Nazionale?

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Eppure da Doha a Roma sono trascorsi appena 17 mesi. Allora era l’eroe che aveva consegnato la Supercoppa al Milan, stregando Dybala dal dischetto. Ieri, invece, prima si è tuffato in maniera goffa sul tiro da fuori dell’imprendibile Douglas Costa, poi ha regalato il pallone del terzo gol a Benatia, praticamente sulla linea di porta. Errori che, visti e rivisti, denotano quasi un’impostazione tecnica sbagliata, un senso della posizione da rivedere. Scarabocchi su un quaderno già pieno di strafalcioni quest’anno, a parte qualche perla, come la paratona su Milik allo scadere di Milan-Napoli. Come se l’estenuante trattativa per il rinnovo del contratto, le voci sull’addio e la contestazione subita la scorsa estate dai tifosi, stanchi del tira e molla, avessero interrotto la magia. Niente di irreparabile, chiaro, anzi è proprio da qui che Gigio deve ripartire per recuperare il tempo perduto, anche se, questo non va dimenticato, non ha ancora 20 anni.

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Madre natura ha dotato Donnarumma di un fisico possente, con il quale copre benissimo la porta. La sensazione, però, è che manchi ancora quella cura dei particolari che può e deve fare la differenza per restare in alto e diventare un crack nel ruolo. Così come la calma e la tranquillità mostrate agli esordi, minate anche da un battage eccessivo e nocivo. Arrivare a questi livelli non è facile ma nemmeno impossibile, è ancora più dificile restarci però. Dipende tutto da Gigio, che può e deve fare di più. Nel Milan? Ecco, questo è il punto. La longa manus di Raiola potrebbe agitare di nuovo la giostra a breve e Donnarumma, come sussurra radiomercato, potrebbe anche completare il suo percorso di crescita lontano da Milanello. Una sua eventuale cessione al Paris Saint Germain rimpinguerebbe le casse societarie e gli regalerebbe il proscenio della Champions League. La pressione, però, non diminuirebbe, anzi. Il tempo è ancora dalla parte di Donnarumma, che però non deve abusarne, il calcio brucia in fretta gloria, emozioni e denaro, come dimostrano molte carriere. Se proprio deve inseguire un esempio di professionalità sul campo, ripensi al buffetto di ieri sera e a chi glielo ha dato. Ma questo Gigio lo sa. E come punto di (ri)partenza non è male.

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