Seedorf e i suoi trascorsi al Milan

Pubblicato il autore: Lorenzo Carrega Segui

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

In occasione delle celebrazioni di un grande giocatore di calcio, Andrea Pirlo, italiano, oltre che suo compagno di squadra in quel Milan giunto sul tetto d’Europa, Seedorf ha voluto parlare della sua ultima esperienza rossonera, non da calciatore.
Lo ha fatto in vesti da mister, visto che ha avuto occasione di allenare la squadra a partire dal Gennaio 2014.
Fu chiamato in seguito alla uscita di Allegri, ma non fu un periodo splendente per l’ex grande giocatore olandese.
Ha firmato un contratto con il Milan il 16 gennaio 2014, rimanendo al timone per neanche sei mesi.  I suoi risultati non sono stati eccezionali, in quel periodo, ma c’è da notare come nemmeno gli altri allenatori che lo hanno sostituito successivamente sono riusciti a fare di meglio.
Il Milan, infatti, ha ottenuto i migliori risultati del triennio 2013-2016. In queste tre stagioni non è comunque riuscita a conseguire risultati utili per il conseguimento di un posto in Europa. Però il suo rendimento è stato uno dei migliori, con un bilancio di 50% di vittorie in stagione, 11 successi, 2 pareggi e 9 sconfitte.
Il totale della media punti è stato di 1,84, la migliore del triennio, seguito ad una certa distanza da Mihajlovic con una media di 1,53.
Non che possa annoverare grandi risultati con altre squadre che ha allenato in questi ultimi quattro anni. Con il club cinese dello Shenzhen è arrivato al settimo posto nella seconda divisione cinese. Non ha permesso al gruppo di potersi qualificare alla prima divisione l’anno successivo.
In questo 2018, stessi risultati negativi. Non è riuscito a salvare il Deportivo La Coruña, pur avendo preso la squadra in una posizione di classifica ancora recuperabile.La retrocessione nella seconda divisione è avvenuta con tre giornate d’anticipo.
InzaghiMihajlovic e Brocchi non hanno fatto meglio. Ma ciò che più ha gettato ombre sul tecnico olandese è stato il trattamento ricevuto dalla squadra rossonera. Non c’è dubbio che sia stata un’esperienza molto ricca, ma certamente non gradevole. Il Milan era in una fase travagliata della propria storia, con un gruppo da ricostruire, bilanci societari da tenere d’occhio. Ma soprattutto non aveva più l’apporto del suo presidente Silvio Berlusconi, ormai lontano dalla squadra, più interessato agli affari politici.
Sono stati fatti 35 punti, con l’obiettivo di finire al meglio la stagione. Ma probabilmente sono stati cambiati gli obiettivi in corsa, così non c’è stato il tempo per preparare un progetto futuro diverso.
Tornando al presente, Seedorf è contento di come il Milan si sia ripreso nella seconda parte di stagione. Con la guida di Gennaro Gattuso  sembra stia cominciando una lenta risalita verso obiettivi più prestigiosi.
La media ottenuta dal tecnico calabrese, senza contare il precedente periodo con Montella, avrebbe portato la squadra ad un posto nella Champions League. Invece, passerà nuovamente per l’Europa League, ma senza i preliminari, con la possibilità d’iniziare la stagione nei tempi giusti.
D’altronde nel calcio si deve guardare avanti, non c’è tempo di pensare al passato. Il futuro più immediato è sempre tra i pensieri dei direttori, dello staff tecnico e della presidenza, per poter crescere sempre di più.

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