Serie C, playoff al via: per cancellare una regular season da dimenticare

Pubblicato il autore: Davide Martini Segui
LONDON, ENGLAND - JANUARY 30: A Nike Ordem winter match ball lies in the goal net before the Premier League match between West Ham United and Crystal Palace at London Stadium on January 30, 2018 in London, England. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Ventotto squadre, un solo obiettivo e un solo vincitore. Fare da damigella d’onore a Livorno, Padova e Lecce per completare un terzetto di promosse da sballo e pronte a recitare un ruolo da protagoniste nella prossima Serie B. Quella che inizierà venerdì 11 maggio con la fase interna a gironi, che prevede due turni, e si concluderà il 16 giugno con l’atto conclusivo della Final Four sarà la seconda edizione del maxi playoff di Serie C, già Lega Pro. Oltre un mese di partite per quello che è a tutti gli effetti un campionato nel campionato, come da tradizione per una post-season, ma nella fattispecie ancora di più, per la durata temporale e il numero di squadre coinvolte. Qualche novità regolamentare è stata apportata rispetto all’anno del debutto, che si concluse con la festa del Parma, nella finale di Firenze contro l’Alessandria, ma sono numericamente superiori le conferme, a partire da quella della scelta di far giocare la final four nella stessa città nella quale fu sorteggiato il calendario, in questo caso Pescara.

ADDIO (IR)REGULAR SEASON – Certo, il ripensare a quel giorno fa capire quanto tormentata sia stata la stagione regolare: come dimenticare infatti il calendario sorteggiato in due tempi, nell’attesa che si definisse il caso del Rende, poi ripescato, e quello della Vibonese, poi bocciata? Nacquero così gironi monchi, con una sola ripescata, la Triestina, anche se il peggio sarebbe venuto dopo, con la clamorosa cancellazione del Modena a torneo in corso e i fallimenti di Arezzo e Vicenza, poi protagoniste di un finale di stagione opposto. Si può quindi affermare che la stagione è stata tutt’altro che esaltante, anzi disastrosa, almeno sul piano organizzativo, perché pure vedere una squadra terminare a 0 punti a causa di “appena” 15 punti di penalizzazioni non è stata una bella immagine per la categoria, che ha vissuto come sempre tempi biblici anche nell’assegnazione delle ultime penalizzazioni (per reati amministrativi noti da mesi…) e che è risultato condizionato, se non falsato, da turni di riposo, varie ed eventuali. Una squadra, l’Akragas, peraltro ammessa al campionato ai “supplementari”, ovvero dopo essere stata bocciata in primo grado. Ma purtroppo non è stato l’unico caso. “Io mi iscrivo, poi se finisco i soldi e falso il campionato, chi se ne importa”: la speranza è che questo motto che ha scandito la scorsa estate non esista più, perché alla fine a rimetterci è stato tutto il campionato.

PLAYOFF ALLA SICILIANA? – Il valore tecnico dei tre gironi non è stato infatti esaltante: il Livorno ha vinto un raggruppamento al ribasso, potendosi permettere un ritorno al ritmo da playout, il Padova ha avuto la meglio su una concorrenza modesta e nel solo girone C si è visto qualcosa di interessante, con Lecce, Catania e Trapani capaci di concludere in volata. Per questo è lecito aspettarsi che la vincente dei playoff sia una siciliana, con le altre a partire quasi dallo stesso piano, con la sola, possibile eccezione dell’Alessandria, sulla scia della Coppa Italia vinta che permetterà ai grigi di non giocare i primi turni. Forse con Marcolini in panchina da subito, o da quasi subito, i piemontesi avrebbero dato fastidio al Livorno, di sicuro avrebbero finito nei primi posti.

VISTA SULLA A? – Si vedrà, fare pronostici è per definizione difficile, la sensazione è che, ancora di più in un’annata così magra sul piano tecnico, includere ai playoff metà di ciascun girone sia stato troppo, ma del resto al momento sembra l’unica strada per evitare risultati “di comodo” a fine stagione. Allora l’unica speranza è quella di trovarsi tra un anno a celebrare come ora almeno tre neopromosse in B su quattro ai piani altissimi della categoria. Ma soprattutto a commentare una stagione normale, sul piano sportivo ed etico.

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