Thiago Motta, a fine stagione sarà ritiro. Giocatore spesso criticato, ma sempre utile

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui
during the UEFA Champions League group B match between Paris Saint-Germain and Celtic FC at Parc des Princes on November 22, 2017 in Paris, France.

Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNews


Thiago Motta
a fine stagione smetterà di calcare il campo da gioco come calciatore, per spostarsi in panchina. Ieri l’ex della Nazionale ha annunciato che questa sarà la sua ultima stagione da giocatore del Psg, ma sempre nel club parigino, dal prossimo anno sarà il tecnico dell’Under 19. Si chiude così la carriera di un calciatore sfortunato, spesso alle prese con gli infortuni, al centro di critiche soprattutto nell’ultimo periodo, a causa (a detta di molti) della sua poca mobilità in campo, quando invece è stato un ottimo interprete del suo ruolo e soprattutto all’Inter ha vinto tutto ciò che c’era da vincere.

Partiamo dalle origini, Thiago Motta nel 1999 viene ingaggiato dal Barcellona e dopo tre stagioni nella seconda squadra (il Barcellona B) esordisce in Liga contro il Maiorca. Nella sua prima stagione con i blaugrana conquista il posto da titolare e colleziona 26 presenze e un gol. Nella stagione 2004/05 comincia il suo calvario con gli infortuni: l’11 settembre si rompe i legamenti del ginocchio destro, con il Barcellona smette di giocare con continuità e nell’estate del 2007 passa all’Atletico Madrid.

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Nei colchoneros nemmeno il tempo di cominciare ed è vittima di un nuovo brutto infortunio, questa volta a rompersi è il menisco interno del ginocchio sinistro. Con sole 6 presenze all’attivo, il club di Madrid se ne sbarazza e a puntare su di lui c’è il Genoa di Preziosi e Gasperini.

A Genova Thiago Motta rinasce, diventa uno dei migliori centrocampisti della serie A, tanto che nell’estate del 2009 è l’Inter di Mourinho ad acquistarlo, nell’operazione che porta a Milano anche Milito. In nerazzurro il centrocampista raggiunge l’apice della carriera, primo gol nel derby, vince tutto ed è assente nella finale del Bernabeu soltanto a causa della squalifica dopo il rosso al Camp Nou per la scenata di Busquets. Nella stagione 2011/12 quando alla guida dei nerazzurri c’è Ranieri, Thiago Motta fa le valige durante il mercato di riparazione per sbarcare in Francia al Psg. L’Inter perde così il suo metronomo a centrocampo, un giocatore capace di dettare i tempi di gioco, di recuperare molti palloni, di inserirsi e anche di trovare il jolly dalla distanza, forse l’unico adesso che ha queste caratteristiche è il Brozovic delle ultime partite.

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In Francia vince tutto a livello nazionale, anche se il rendimento comincia a calare: con Ancelotti trova poco spazio, con Blanc ritrova il posto da titolare, ma spostiamoci ad analizzare il suo percorso con la Nazionale azzurra: avendo la doppia cittadinanza e dal momento che con la Nazionale brasiliana ha giocato solo fino all’Under 23, viene convocato in azzurro e gioca da protagonista gli Europei del 2012 e del 2016 e il Mondiale del 2014. Con la convocazione all’ultimo Europeo e la scelta della maglia numero 10 scoppiò l’ironia soprattutto sui social, dove il centrocampista viene preso di mira per la sua lentezza in campo. È vero che non è mai stato un fulmine di guerra, però non capiamo il perché di tante critiche verso un giocatore che anche in azzurro ha sempre dato tutto e quando non ha reso al massimo è stato perché è stato frenato dagli infortuni. Dall’anno prossimo siederà in panchina, almeno lì ci sarà da correre meno.

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