Alessandria: il nuovo corso rinvierà ancora i sogni di gloria? E’ un vero peccato

Pubblicato il autore: stefano beccacece Segui

LONDON, ENGLAND - JANUARY 30: A Nike Ordem winter match ball lies in the goal net before the Premier League match between West Ham United and Crystal Palace at London Stadium on January 30, 2018 in London, England. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Nei giorni scorsi – ed anche nelle scorse ore – l‘Alessandria ha reso pubblico quello che sarà il suo cambio di rotta. Per la prossima stagione è previsto l’avvio di un nuovo corso. La  rosa dei piemontesi  dalla stagione 2018-2019 sarà composta da meno giocatori esperti e da u maggior numero di elementi giovani.

E’ un vero peccato che si debba far partire una nuova strategia, opo l’ottimo lavoro svolto  da mister Michele Marcolini, ma è evidente che società e tecnico avevano programmi diversi. L’e centrocampista del Chievo ha portato i Grigi dal rischio retrocessione a dei play-off insperati a novembre e divenuti un rimpianto dopo la sconfitta contro la FeralpiSalò. Ma del resto, dopo una cavalcata come quella fatta dall’insediamento del tecnico ex Santarcangelo – con tanto di Coppa Italia di Serie C – non può escludere un inciampo o una partita giocata male come quella contro i bresciani.

E’ un peccato, perché è probabile che quel dannato obbiettivo chiamato Serie B che Alessandria attende da più di quarant’anni probabilmente dovrà attendere ancora qualche tempo visto che l’anno prossimo ci sarà chi vorrà rifarsi come l’Entella, chi cercherà i salire dopo una stagione fallimentare come il Pisa – sempre che anche i nerazzurri non si ridimensionino – e poi c’è l’incognita legata alle squadre B.

Uscendo dall’ottica del tifoso, forse il cambio di rotta del presidente di Masi può essere comprensibile dopo gli sforzi profusi a livello economico i questi anni, ma i 10 giorni prospettati dall’ottimo D.S. Cerri per la scelta del tecnico – mentre chi non è impegnato si sta già muovendo – potrebbero essere un ulteriore ostacolo nella costruzione di un gruppo che – ovviamente – avrà bisogno di crescere, di sbagliare e non potrà garantire risultai nell’immediato.

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