Anconitana: mister Lelli è il solito pigliatutto. Lori e Mastronunzio sono le colonne del futuro

Pubblicato il autore: stefano beccacece Segui

A distanza di 7 anni mister Marco Lelli si conferma pigliatutto. Nel 2011 fu triplete con l’Ancona 1905 di Marinelli. Ieri sera – con l’Anconitana di Stefano Marconi – ha completato l’opera, e dopo il Girone B di 1^ Categoria si prende pure il titolo regionale ai rigori contro la Civitanovese di mister Nocera, altro pezzo della storia biancorossa.

Qualsiasi sia la categoria nella quale i biancorossi militeranno, al momento la Promozione, ieri è emersa la necessità da parte del duo Santinelli-Sfrappa, di effettuare le dovute valutazioni dato che per la prima e unica volta durante l’anno,  i dorici hanno avuto a che fare con una squadra capace per almeno metà gara di mantenere –  per altro al Del Conero -il pallino del gioco. Tutti gli allenatori che hanno affrontato l’Anconitana, hanno detto che questa squadra potrebbe vincere anche l’Eccellenza. Alla dirigenza tocca l’ardua sentenza. Di certo sarà costruito un gruppo che – almeno sulla carta – non avrà rivali.

Le due colonne da cui ripartire sono Gianclaudio Lori – classe 1995 –  e Salvatore Mastronunzio, che ha solo 16 anni in più. Il primo avrebbe potuto aspettare una squadra di Serie C o D eppure ha scelto a novembre di scendere nell’infimo dilettantismo regionale e ha terminato l’annata da quel gran para rigori che è; il secondo è stato encomiabile a scendere in 1^ Categoria. Ieri ha sbagliato un gol fatto, cosa  non da lui, ma al termine del match lo si è visto ripiegare in difesa. E’ strano accostare un 1979 al futuro del club, ma dopo i 31 gol stagionali ed il primato raggiunto come cannoniere biancorosso, l’obbiettivo è quota 100 gol in maglia dorica.

E chi l’avrebbe detto che si sarebbe arrivati ai mille spettatori di ieri – in notturna –  considerando che il 20 agosto scorso, Ancona era di fatto sparita dal panorama calcistico nazionale? La voglia di calcio c’è. A volte la dimostrano pochi inossidabili, ma c’è. La si registra nelle piccole cose,  in partite che mai avremmo voluto vivere. Così, nella semifinale del titolo regionale, dalla tribuna parte il boato all’84’ al gol di Apezteguia contro il Santa Veneranda.  Da parte del tifo, c’è un entusiasmo da premio simbolico, dato che mille persone si sono presentate ad una partita dal valore relativo al termine della quale una premiazione vera e propria non c’è stata.

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