Mondiali 2018, Argentina: analisi di una disfatta

Pubblicato il autore: Giacomo Aloise Segui

Lionel Messi – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

L’Argentina perde 0-3 contro la Croazia ed è quasi fuori dal mondiale. Sotto accusa tutta la compagine argentina, Messi su tutti. Lui che dovrebbe prendersi la squadra sulla spalle sembra soffrire sempre di più la pressione che un popolo intero ripone sul suo piede sinistro, e l’ombra di D10S con la maglia dell’albiceleste sembra ormai perseguitarlo. Certo, è pur vero che un giocatore non può decidere da solo le sorti della propria squadra, ma sicuramente ci si aspettava di più dalla Pulce, che è apparso impaurito già al momento degli inni nazionali.

Oltre a Leo Messi, il personaggio più criticato per questo tragico avvio di mondiale è sicuramente l’allenatore, Jorge Sampaoli, a partire dalle convocazioni poco convincenti. Per quanto riguarda le convocazioni sono molte le scelte dell’allenatore nato a Casilda che lasciano più di qualche perplessità; la scelta, tanto contestata, di non convocare Mauro Icardi, a conti fatti sembra la meno “inopportuna”: il reparto offensivo dell’Argentina è, sulla carta, tra i più forti al Mondo (se non il più forte), per questo con ogni probabilità un’eventuale convocazione di Icardi non avrebbe cambiato le carte in tavola. Inoltre, analizzando le gerarchie di Sampaoli, Icardi non avrebbe trovato spazio tra i titolari, con El Kun Aguero nettamente favorito per una maglia da titolare.
Tra i problemi evidenziati dalle partite contro Islanda e Croazia c’è la mancanza di un’idea di gioco e di un centrocampista in grado di far girare la squadra. Ci sarebbe stato bisogno di un giocatore in grado di svolgere le due fasi e soprattutto di costruire gioco, non costringendo Messi ad abbassarsi sulla linea dei centrocampisti per ricevere il pallone, lasciandolo libero di variare sul fronte d’attacco e di agire più vicino alla porta. In tal senso appare estremamente insensata la mancata convocazione di Leandro Paredes, giocatore dotato di ottimi mezzi tecnici e buona fisicità, oltre ad essere un conoscitore del calcio europeo, aspetto, quest’ultimo, da non sottovalutare. Tra le altre mancate convocazioni sono meritevoli di menzione anche gli “italiani” Diego Perotti e Papu Gomez: per loro stesso discorso di Icardi, ma preferire i vari Meza, Acuna e Salvo sembra un’eresia.

Il pareggio contro l’Islanda aveva già sottolineato l’importanza di avere un regista di ruolo per evitare di creare una gabbia attorno a Messi e avere contemporaneamente una fonte di gioco alternativa al capitano, tuttavia Sampaoli è rimasto ancorato alle sue idee, confermando contro la Croazia un centrocampo tutto dinamismo e fisicità. Mascherano e Enzo Perez, però, sono stati letteralmente sovrastati dal punto di vista tecnico dai palleggiatori croati che non hanno avuto troppe difficoltà ad imporre il loro gioco.
Ma è il reparto difensivo quello che ha mostrato più carenze. La scelta di Sampaoli di giocare con una difesa a 3 non ha certamente pagato, e se a questo si aggiunge la decisione di lasciare in panchina il miglior difensore a disposizione, Federico Fazio, si ha una visione ancora più ampia delle dimensioni del fallimento di Sampaoli. Otamendi ha mostrato chiaramente i suoi limiti tattici, e in tal senso i 45 milioni di euro sborsati nel 2015 dal Manchester City per assicurarsi le sue prestazioni fanno riflettere sulla preparazione difensiva anche di alcuni top campionati europei e sulle valutazioni esagerate che si sono venute a creare in certe parti d’Europa; Tagliafico ha certamente margini di miglioramento, ma ad ora non è un giocatore su cui una squadra che vuole arrivare in fondo ad un mondiale può fare affidamento; Rojo, dopo l’exploit nel mondiale 2014 sta vivendo una perenne parabola discendente, e le sole 12 presenze con la maglia del Manchester United in questa stagione lo dimostrano chiaramente.

Il discorso portiere, invece, è abbastanza particolare: il titolare designato sarebbe dovuto essere l’ex sampdoriano Romero, che però non ha preso parte alla spedizione mondiale a causa di un infortunio al ginocchio.
Di conseguenza è nato il ballottaggio interno tra Caballero e Franco Armani, quest’ultimo in cima alle preferenze dei tifosi argentini ma non del CT, che ha optato per l’estremo difensore di proprietà del Chelsea; il 36enne Caballero è stato sicuramente il protagonista (in negativo) della partita di questa sera, artefice di una papera che ha aperto la goleada croata.

L’Argentina non è ancora fuori dal mondiale, anche se le possibilità del passaggio del turno si sono ridotte drasticamente, e ci sarà bisogno di una serie di risultati a favore degli argentini affinché il passaggio del turno si realizzi. Domani si giocherà Nigeria-Islanda, partita decisiva per le sorti dell’Argentina nel mondiale russo. Ora l’Argentina può solo vincere l’ultima partita del girone contro la Nigeria e sperare in un passo falso dell’Islanda contro la Croazia. Il popolo argentino continua a sperare, ma anche se un eventuale passaggio del turno dovesse concretizzarsi, senza un cambio di rotta dal punto di vista dell’atteggiamento in campo il percorso dell’Argentina è destinato a fermarsi subito.

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