Astori, novità dopo la perizia legale: “Soffriva di una patologia cardiaca”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

FLORENCE, ITALY - JANUARY 05: Davide Astori of ACF Fiorentina in action during the serie A match between ACF Fiorentina and FC Internazionale at Stadio Artemio Franchi on January 5, 2018 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Astori, altre novità sul caso. Sono passati 100 giorni da quel maledetto 4 marzo. Da quella maledetta domenica che si è portata via Davide Astori. Il capitano della Fiorentina venuto a mancare a Udine, in una stanza d’albergo la notte prima che si giocasse il match tra friulani e viola. Dopo tre mesi ecco arriverà la verità sulla causa della sua improvvisa morte.  a interrompere la vita del difensore viola fu una tachiaritmia, un’improvvisa accelerazione del cuore. Tutto il contrario del rallentamento del battito cardiaco (bradiaritmia) che era emerso dopo la prima autopsia. Lo rivela il Corriere della Sera. Secondo i medici Carlo Moreschi e Gaetano Thiene, che si sono occupati del caso su incarico del pm Barbara Loffedo, il cuore di Astori sarebbe andato a cento all’ora senza alcuna possibilità di preavviso. In più secondo quanto appreso dall’Ansa infatti, il difensore soffriva di una patologia cardiaca mai scoperta: news emersa nella perizia medico legale disposta dalla Procura di Udine, poi trasferita a Firenze. Gli inquirenti fiorentini sono ora al lavoro per stabilire se la patologia poteva essere diagnosticata in anticipo, e se, una volta effettuata la diagnosi, sarebbe stato possibile intervenire per evitare la morte del calciatore.

Il vero dramma, però, è che il giocatore si sarebbe potuto salvare se in camera con lui ci fosse stato qualcun altro, che, accortosi della situazione, avrebbe potuto dare l’allarme. Astori invece quella notte dormiva solo, come era solito fare, dopo aver giocato alla playstation fino a tarda sera con il compagno Sportiello. Una verità che che fa ancora più male. Sono tanti i calciatori che preferiscono dormire da soli in camera. Una necessità lecita, ma che nel caso di Astori si è rivelata fatale. Non è detto che Davide si sarebbe salvato. Ma la presenza di un’alta persona nella stanza avrebbe potuto far andare le cose diversamente. Ormai però è troppo tardi. Purtroppo.

Astori, un vuoto che si sente tutti i giorni

Il calcio italiano non dimenticherà Davide Astori. I tanti ex compagni non smettono di ricordarlo ad ogni occasione buona. Mario Balotelli gli ha dedicato il gol segnato in Nazionale contro l’Arabia Saudita. Prima di Milan-Fiorentina, ultima giornata di campionato, i 60 mila di San Siro lo hanno omaggiato con un lungo e commosso applauso. I viola hanno fallito l’assalto all’Europa League, ma il finale di stagione dei ragazzi di Pioli è stato lodevole. Gli insegnamenti di Astori verranno portati nel cuore e nella mente da tutti i compagni della Fiorentina.

Morire a 31 anni in una stanza d’albergo prima di giocare una partita di calcio è qualcosa che si fa molta fatica ad accettare. Ma la morte fa parte della vita. Non possiamo farci nulla. Possiamo ricordare chi ci ha lasciato, conservandone il lascito. Astori era un bravo ragazzo, un bravo calciatore, un giovane marito e padre. Il suo sorriso non si è spento quella maledetta notte del 4 marzo a Udine. Davvero no. Perché la morte sorride a tutti e un uomo non può far altro che sorriderle di rimando. Anche Astori l’avrà fatto, con la fascia al braccio e un pallone tra i piedi. Davide, uno come noi che se n’è andato presto. Davvero troppo presto.

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