Nicola Legrottaglie si racconta ai microfoni di SpazioJ: “Ibrahimovic il più forte, Dio mi ha aiutato”

Pubblicato il autore: Mattia Dallaturca Segui

Foto originale Getty Images © selezionata da SuperNews

Nicola Legrottaglie si è raccontato durante un’intervista redatta da Francesco Rossi per il sito web SpazioJ, affrontando svariati temi sia calcistici che non.
Dopo aver giocato per ben undici differenti squadre, tra cui Juventus e Milan, l’ex difensore ha chiuso la propria carriera al Catania nel 2014, prima di intraprendere la strada di allenatore, anche se non ha ancora avuto l’opportunità di esordire se non nelle vesti di vice, a Cagliari, la scorsa stagione.

Legrottaglie ha parlato di cosa sia necessario per arrivare a giocare in Serie A: “Servono sacrificio, talento, determinazione. Una volta raggiunte le basi è più difficile rimanerci. Puoi arrivare in A velocemente, ma poi è difficile mantenersi nella massima serie.” Nicola non ha avuto dubbi neanche alla domanda di chi fosse stato l’attaccante più difficile da marcare: “Ibrahimovic. Zlatan ha una prestanza fisica paurosa, è stato difficile marcarlo da avversario. E’ imprevedibile.

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Dopo le prime domande più generali, sono arrivate quelle più personali, da chi si è ispirato nel corso della sua carriera, ai valori che gli ha trasmesso il calcio e a che cosa si provava ad allenarsi con campioni dal calibro di Nedved, Buffon, Del Piero e Trezeguet. Riguardo alla prima domanda l’ex calciatore ha risposto Fernando Redondo, centrocampista ex Real Madrid e Milan, mentre alle altre due ha dichiarato: “ Il calcio insegna tutto, è vita. Incontri tantissime persone e ti relazioni con loro. L’importante è non essere egoisti, ma aiutare gli altri. Ogni gruppo ha dei valori che sono importantissimi. ”
Quando arrivai alla Juventus avevo un po’ di senso di inferiorità rispetto a loro, mi chiedevo se fossi all’altezza di questi campioni. Poi, anche grazie all’ambiente Juve, ho acquisito consapevolezza di ciò che ero, non ho più trovato differenze tra me e loro. I grandi campioni, prima di essere tali, sono persone uguali alle altre.”- ha affermato il difensore pugliese.

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Le ultime domande riguardano un aspetto sicuramente molto noto di Legrottaglie, ovvero la sua grande fede in Dio: “La fede nella vita è importantissima. Io la intendo come fiducia, certezza che esista qualcuno sopra di noi, che ci aiuta e pensa al nostro bene. La fede per me è un valore aggiunto, un insegnamento, un modello da seguire. Dio mi ha aiutato anche nelle scelte da prendere nel mondo del calcio. Le ho fatte grazie a lui. Quest’ultimo è il mio compagno di viaggio quotidiano.”

L’ex calciatore, alla fine dell’intervista, ha dato una personale opinione sul ruolo dell’allenatore: “Per fare l’allenatore alla base ci vuole la testa. Per portare avanti un gruppo è fondamentale avere carattere. Un allenatore deve essere un leader. Un mister deve accudire i propri atleti, deve farli crescere di livello. Per me l’allenatore ha il 40% di importanza all’interno di una squadra.”

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