Mondiali 2018, ecco tutti gli allenatori delle Nazionali partecipanti

Pubblicato il autore: chris4910 Segui

I campionati mondiali di Russia 2018 stanno per incominciare. Le Nazionali partecipanti sono al lavoro da alcune settimane, dopo la conclusione dei rispettivi campionati. Ma vediamo ora chi sono gli allenatori protagonisti, da quelli più celebri a quelli, invece, che si affacciano alla ribalta per la prima volta nella loro carriera.

Russia: Stanislav Čerčesov. Ex portiere, tra le altre, di Spartak e Lokomotiv Mosca, l’attuale selezionatore russo è ha difeso i pali della nazionale russa dal 1990, quando ancora era URSS, fino al 2000, collezionando, in totale, 49 presenze. Da allenatore ha guidato squadre in varie nazioni, come Austria, Russia e, nella sua ultima esperienza da tecnico di club, in Polonia, al Legia Varsavia.

Germania: Jaochim Loew. Buon attaccante, soprattutto di Friburgo ed Eintracht Francoforte, Loew appende gli scarpini al chiodo nel 1995, ed inizia subito la propria carriera da allenatore, nello Stoccarda, di cui prima è vice allenatore e poi primo allenatore. Passa poi in Turchia, al Fenerbahçe, ed in Austria, al Tirol Innsbruck (dove vince il campionato) ed all’Austria Vienna. Dal 2004 al 2006 è il vice di Jurgen Klinsmann sulla panchina della nazionale tedesca, e dopo l’addio di quest’ultimo, ne diviene allenatore effettivo, vincendo un mondiale (2014) ed una Confederations Cup (2017).

Brasile: Tite. Adenor Leonardo Bacchi, meglio conosciuto come Tite, ha avuto una modesta carriera da giocatore nelle serie minori brasiliane. Da tecnico ha allenato realtà minori ma anche grandi squadre come Palmeiras, Gremio, Corinthians (con cui vinse due campionati), Altetico Mineiro ed Internacional di Porto Alegre. Dal 2016 è sulla panchina della nazionale verdeoro, dopo l’esonero di Dunga.

Portogallo: Fernando Santos. Ex calciatore portoghese, inizia ad allenare nel 1987 e fino al 1994 è alla guida dell’Estoril Praia. Successivamente, dopo una parentesi breve all’Estrela Amadora, allena per tre stagioni il Porto, vincendo un campionato, due coppe nazionali e due supercoppe. Prima di tornare in Portogallo, allo Sporting Lisbona, allena in Grecia l’AEK Atene ed il Panathinaikos. Nel 2006 è in carica sulla panchina del Benfica, per poi fare ritorno in Grecia, dove allena prima il PAOK e poi la Nazionale. Dal 2014 è sulla panchina del Portogallo, con cui si laurea Campione d’Europa nel 2016.

Argentina: Jorge Sampaoli. La sua carriera da calciatore fu interrotta in giovane età a causa di un infortunio a tibia e perone. Inizia ad allenare giovanissimo alcune squadre minori argentine. Nel 2002 è in Perù, al Juan Aurich, allo Sport Boys, al Cor. Bolognesi ed allo Sporting Cristal. Dal 2007 al 2016 è in Cile, all’O’Higgins, all’Universidad de Chile, all’Emelec e infine alla nazionale cilena, che conduce alla vittoria della Coppa America 2015, giocata in casa. Nella stagione 2016-17 guida il Siviglia nella Liga, ma il 1° Giugno 2017 si svincola dalla società spagnola e si accorda con la Nazionale Argentina.

Belgio: Roberto Martinez. Spagnolo classe ”73, lega la sua carriera da calciatore al Regno Unito. Bandiera del Wigan, gioca poi anche nel Motherwell, nel Walsall, nello Swansea e nel Chester City. Ritiratosi nel 2007, inizia ad allenare lo Swansea, per poi passare al Wigan, con cui nella stagione 2012-13 vince una FA Cup, pur retrocedendo in Championship. Passa poi all’Everton, dove compie un buon lavoro, che convince i vertici della federazione belga ad offrirgli la panchina della Nazionale maggiore, nel 2016, subentrando a Marc Wilmots dopo l’Europeo in Francia.

Polonia: Adam Nawalka. Polacco classe ’57, dopo una breve carriera nel Wisla Cracovia, inizia ad allenare in patria, legandosi prima al Jagiellonia, poi di nuovo al Wisla, e successivamente in alcuni club minori. Vice allenatore della nazionale nel 2007-08, assume la piena carica nel 2013, guidando la Polonia negli Europei del 2016 e portandoli alla qualificazione per il mondiale in Russia.

Francia: Didier Deschamps. Ex grande giocatore di Marsiglia, Bordeaux, ma anche Juventus e Chelsea, Deschamps ha vinto, da giocatore, il mondiale del 1998 e l’Europeo del 2000. Da allenatore è arrivato in finale di Champions con il Monaco nel 2004, partita poi persa per 3-0 contro il Porto di José Mourinho. Ha guidato la Juventus nella stagione post Calciopoli in serie B, passando successivamente al Marsiglia, con  cui vince molto (1 campionato, 2 supercoppe e 3 coppe di Lega). Dal 2012 guida la Nazionale francese, arrivando in finale all’Europeo 2016 giocato in casa, persa contro il Portogallo nei tempi supplementari.

Spagna: Fernando Hierro. Ribaltone dell’ultima ora in casa Spagna. All’esonerato Lopetegui (mandato via a causa del contratto firmato con il Real Madrid) subentra Fernando Hierro. Bandiera del Real Madrid da giocatore, con il quale ha vinto tutto, da allenatore ha poca esperienza. Nel 2014-15 è il vice di Carlo Ancelotti sulla panchina del Real, mentre nel 2016-17 guida per una stagione il Real Oviedo, in Segunda Division.

Perù: Ricardo Gareca. Ex calciatore argentino, ha giocato principalmente in Sud America, anche nella nazionale argentina. Da allenatore la storia non cambia, poiché guida soprattutto club sudamericani, come Talleres, Colon, Quilmes, Argentinos Juniors, Velez e Palmeiras. Nel 2015 viene nominato allenatore della nazionale peruviana, giocando le due coppe America del 2015 e del 2016.

Svizzera: Vladimir Petkovic. Bosniaco naturalizzato svizzero, da calciatore calca i campi del campionato elvetico. Appesi gli scarpini al chiodo, guida club svizzeri quali Bellinzona, Lugano, Young Boys e Sion. Nel 2012 arriva sulla panchina della Lazio, e ci rimane due anni, vincendo una coppa Italia nel 2013 nella finale contro la Roma. Esonerato dalla società biancoceleste, arriva sulla panchina della nazionale svizzera nel 2014.

Inghilterra: Gareth Southgate. Ha militato per diverse stagioni in Premier League da calciatore, con le maglie di Crystal Palace, Aston Villa e Middlesbrough. Ha giocato per 57 volte in nazionale maggiore, segnando due goal. Nel 2003 inizia la sua carriera da allenatore, e fino al 2006 guida proprio il Middlesbrough. Poi entra a far parte dello staff tecnico della federazione, allenando le selezioni dell’Under 20 e dell’Under 21. Nel 2016, dopo l’esonero di Allardyce, è chiamato a traghettare la nazionale maggiore, ma dopo poco tempo convince i vertici della federazione, che gli rinnovano il contratto. Porta la nazionale inglese al mondiale, qualificandosi al primo posto nel girone di qualificazione.

Colombia: José Pekerman. Dopo una carriera da calciatore vissuta tra Argentina e Colombia, Pekerman inizia ad allenare nel 1981 nelle giovanili di Chacarita Juniors ed Argentinos Juniors. Poi passa in Cile, al Colo-Colo. Dal 1994 al 2001 guida l’Under 21 dell’Argentina, mentre nel biennio 2004-06 siede sulla panchina della nazionale maggiore. Nel 2007 guida il Toluca, in Messico, mentre nel 2009 il Tigres. Dal 2012 siede sulla panchina della Nazionale Colombiana.

Messico: Juan Carlos Osorio. Colombiano di nascita, Osorio inizia ad allenare nel Manchester City, dove funge da assistente per Kevin Keegan. Successivamente ritorna nel suo paese d’origine, dove allena i Millionarios. Si trasferisce poi negli Stati Uniti, dove vince un campionato MLS con i New York Red Bull, e successivamente passa ai Chicago Fire. Dopo aver allenato in Messico, al Puebla, torna in Colombia all’Atletico Nacional, con cui vince due campionati Apertura. Passa poi, per un breve periodo, al San Paolo, in Brasile, prima di esser nominato C.T. del Messico nel 2015.

Uruguay: Oscar Tabarez. Uno dei veterani della competizione, Tabarez è il simbolo della nazionale uruguaiana. Dopo aver allenato squadre come Montevideo Wanderers e Penarol, Tabarez giunge in Italia, dove allena prima il Cagliari e poi il Milan (dove però viene esonerato dopo pochi mesi). Ritorna in Sud America, alla guida di Boca Juniors e Velez Sarsfield, prima di approdare, nel 2006, sulla panchina dell’Uruguay, dopo averla allenata per il biennio 1988-90. Per lui questo sarà il quarto mondiale sulla panchina della sua nazionale.

Croazia: Zlatko Dalic. Ex calciatore della massima serie croata, Dalic inizia ad allenare il Varteks Varazdin, per poi essere assistente nella nazionale croata under 21 dal 2006 al 2011. Nel contempo, allena il Rijeka, poi in Albania la Dinamo Tirana, ritorna in Croazia sulla panchina dello Slaven Belupo, per poi andare in Arabia Saudita, allenando l’Al-Faisaly e l’Al-Hilal. Nel 2017 viene chiamato dalla federazione Croata per assumere la guida della nazionale maggiore, con cui vince gli spareggi ed approda ai mondiali.

Danimarca: Age Hareide. Norvegese, classe ’53, Hareide divide la carriera da calciatore tra Norvegia (Molde) ed Inghilterra (Manchester City e Norwich), arrivando a disputare anche 50 partite in nazionale. Da tecnico, guida squadre scandinave come Molde, Rosenborg e Viking in Norvegia, Helsinborg, Brondby, Malmo e Orgryte in Svezia, oltre alla Nazionale norvegese e, appunto, quella danese.

Islanda: Heimir Hallgrimsson. Da giocatore calca i campi del campionato islandese. Dentista di professione, nel 2016, dopo aver guidato squadre locali, lascia la sua professione lavorativa per allenare a tempo pieno la Nazionale Islandese, sulla cui panchina sedeva già dal 2013. Conduce la squadra ad un ottimo quarto di finale nell’Europeo del 2016, uscendo sconfitto solamente contro la Francia.

RIO DE JANEIRO, BRAZIL - JULY 13: The World Cup trophy sits on display prior to the 2014 FIFA World Cup Brazil Final match between Germany and Argentina at Maracana on July 13, 2014 in Rio de Janeiro, Brazil. (Photo by Clive Rose/Getty Images)

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Costarica: Oscar Ramirez. Costaricano di nascita, lega la carriera alla sua nazione, giocando ed allenando sempre in patria. Nel biennio 2006-08 è assistente in nazionale, poi passa al Santos de Guapiles, ed al più famoso Alajuelense, prima di venire incaricato di guidare la nazionale nel 2015.

Svezia: Jan Andersson. Ex calciatore di squadre minori in Svezia, allena prettamente in patria, legando il suo nome soprattutto all’Halmstad, che guida in tre circostanze (1990-92, 2000-03 e 2004-09). Dal 2016 subentra ad Erik Hamren sulla panchina della nazionale svedese, conducendola al mondiale nel doppio play-off contro l’Italia.

Tunisia: Nabil Maaloul. Ex calciatore tunisino (74 presenze e 11 reti in Nazionale), appende gli scarpini al chiodo nel 1996, dopo aver giocato quasi sempre in patria. Inizia ad allenare nel 1997, e la sua carriera da tecnico è legata, come quella da calciatore, alla propria nazione. Dopo aver allenato per un breve periodo la nazionale del Kuwait, dal 2017 ottiene il ruolo di tecnico della Tunisia, portandola ai campionati del mondo dopo 12 anni (ultima partecipazione al mondiale di Germania del 2006).

Egitto: Hector Cuper. Da giocatore legò il proprio nome a quello del Ferro Carril Oeste, con cui giocò per 12 stagioni e vinse due titoli nazionali. Da allenatore ha guidato club argentini come Lanus e Huracan, per poi passare in Spagna, prima al Maiorca e poi al Valencia, con cui arriva per due volte consecutive a giocare la finale di Champions League, entrambe perse contro Real Madrid e Bayern Monaco. In Italia è famoso per aver guidato l’Inter (scudetto sfiorato nella stagione 2001-02) ed il Parma. Ha allenato anche in Grecia, negli Emirati Arabi ed in Turchia, prima di arrivare sulla panchina egiziana, nel 2015.

Senegal: Aliou Cissé. Ex calciatore tra le altre di PSG, Montpellier, Crystal Palace e Portsmouth, oltre che della nazionale senegalese, comincia la sua carriera da allenatore nella federazione del Senegal, occupando dapprima il ruolo da assistente e poi, dal 2015, da allenatore della Nazionale maggiore.

Iran: Carlos Queiroz. Nasce in Mozambico, ed è qui che inizia a giocare, seppur per poco tempo. Nel 1990 inizia ad allenare le giovanili del Portogallo, e nel 1991 è nominato commissario tecnico della Nazionale maggiore, con cui, però, fallisce sia la qualificazione agli europei del 1992 che quella ai mondiali del 1994. Successivamente gira il mondo, prima in Giappone, poi negli Stati Uniti, infine come allenatore del Kuwait. Nel 2002 è il vice di Alex Ferguson sulla panchina del Manchester United, mentre l’anno successivo guida il Real Madrid, venendo esonerato alla fine della stagione. Dal 2004 al 2008 torna al Manchester United in qualità di vice, mentre nel biennio successivo allena ancora il Portogallo. Dal 2011 è sulla panchina dell’Iran.

Serbia: Mladen Krstaijc. Dopo aver avuto una carriera da calciatore divisa tra Serbia e Germania (Schalke 04 e Werder Brema), Krstaijc inizia la sua carriera da allenatore nel 2016, come assistente sulla panchina della Nazionale Serba. Nel 2017 viene incaricato di guidare la Nazionale, conducendola alla qualificazione al mondiale in Russia.

Nigeria: Gernot Rohr. Tedesco, ex calciatore di Bayern Monaco (con cui vince una Coppa dei Campioni nel 1974), Mannheim, Kickers Offenbach ma soprattutto ex bandiera del Bordeaux, Rohr inizia ad allenare lo stesso Bordeaux dal 1990 al 1992, per poi ritornare nel 1995-96. Successivamente è alla guida di diverse squadre, tra cui Nantes, Nizza, Young Boys, Ajaccio, per poi passare alle nazionali: Gabon, Niger, Burkina Faso, prima di essere nominato allenatore della Nigeria nel 2016.

Australia: Bert van Marwijk. Olandese, classe ’52, van Marwijk ha giocato soprattutto in Olanda (il club più importante della sua carriera da giocatore è stato l’AZ Alkmaar). Da allenatore, dopo gli inizi nelle serie inferiori olandesi, ha allenato il Feyenoord (in due circostanze), il Borussia Dortumd, la Nazionale Olandese, con cui è arrivato in finale contro la Spagna nel mondiale del 2010 in Sudafrica; ha allenato l’Amburgo in Bundesliga, poi l’Arabia Saudita, con cui si è qualificato per il mondiale in Russia ma è stato sollevato dall’incarico poiché non risiedeva in Arabia, ed ora è stato chiamato a guidare i “Kangaroos”, i canguri australiani.

Giappone: Akira Nishino. Ha legato la sua carriera da calciatore all’Hitachi, club della massima serie giapponese. Appesi gli scarpini al chiodo nel 1990, ha allenato club giapponesi come il Kashiwa Reisol, il Gamba Osaka, il Vissel Kobe ed il Nagoya Grampus, prima di approdare, qualche mese fa, sulla panchina della nazionale nipponica, in vista del campionato del mondo.

Marocco: Hervè Renard. Dopo una modesta carriera da calciatore, Renard ha iniziato ad allenare in Francia, ma è in Africa che si è costruito una fama importante. Ha vinto per due volte la coppa d’Africa, con lo Zambia nel 2012 e con la Costa d’Avorio nel 2015. Prima di condurre il Marocco a qualificarsi per i mondiali, è tornato in Francia, dove nella stagione 2015-16 ha guidato il Lille, venendo esonerato a novembre dopo un inizio di campionato deludente.

Panama: Hernan Dario Gomez. Colombiano, classe ’56, Gomez gioca per una decina di anni nella massima serie del suo paese. Da allenatore guida l’Atletico Nacional, per poi passare alle nazionali, guidando la Colombia, l’Ecuador, il Guatemala e, attualmente, Panama. Questo per lui sarà il terzo mondiale, dopo quello con la Colombia nel 1998 e con l’Ecuador nel 2002.

Corea del Sud: Shin Tae-yong. Ex calciatore sudcoreano, giocò in patria ed ottenne anche 23 presenze in Nazionale. Da allenatore ha guidato il Seongnam, e dal 2014 è tra i tecnici della federazione, allenando dapprima l’under 23 e l’under 20, e dopo, dal 2017, la Nazionale maggiore, subentrando all’esonerato Uli Stielike.

Arabia Saudita: Juan Antonio Pizzi. Argentino naturalizzato spagnolo, Pizzi ha legato la sua carriera da calciatore alla Liga: è stato bomber formidabile di Tenerife, Valencia e Barcellona, per poi tornare in Argentina al River Plate ed al Rosario Central, prima di chiudere la carriera nuovamente in Spagna, al Villarreal. Da tecnico ha guidato diverse formazioni argentine, tra cui San Lorenzo e Rosario Central, prima di arrivare sulla panchina del Cile, con cui vince la Coppa America del 2016 ai danni dell’Argentina e arriva in finale nella successiva Confederations Cup in Russia, battuta dalla Germania. E’ stato chiamato a condurre la nazionale saudita ai mondiali dopo l’esonero di Bert van Marwijk.

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