Mondiali 2018, la presentazione del girone D

Pubblicato il autore: Alessio Liburdi Segui

Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Ai nastri di partenza il girone D si presenta come uno dei più interessanti di questo Mondiale: troviamo infatti una delle nazionali favorite alla vittoria finale, lo Stato più piccolo del pianeta a qualificarsi alla coppa del Mondo, la nazionale ad aver fatto meglio da debuttante e la squadra africana ad aver raggiunto la più alta posizione nel ranking FIFA. Argentina, Islanda, Croazia e Nigeria sono pronte a dare vita ad una grande spettacolo!

IL CALENDARIO DEL GIRONE D
16/06/18 Argentina – Islanda
16/06/18 Croazia – Nigeria

21/06/18 Argentina – Croazia
22/06/18 Nigeria – Islanda

26/06/18 Nigeria – Argentina
26/06/18 Islanda – Croazia

LE SQUADRE DEL GIRONE D

-ARGENTINA-
Tutto o niente, questo può essere l’Argentina dell’eccentrico c.t. Jorge Sampaoli. La nazionale argentina è piena di talento (specialmente in attacco) ma è una grande incognita di questo Mondiale: impossibile non inserirla tra le favorite visto il calibro di calciatori come Leo Messi e Higuain ma gli ultimi risultati non sono stati dei migliori. Dopo la finale del Mondiale 2014 persa contro la Germania (1 a 0 con gol di Gotze), la Seleccion ha imboccato una spirale negativa fatta di risultati altalenanti e tante delusioni: due sconfitte consecutive in finale di Copa America, entrambe contro il Cile ed entrambe ai rigori (nel 2015 il Cile era allenato proprio dal c.t. Sampaoli), poi un balbettante girone di qualificazione chiuso solo al terzo posto, a 13 punti di distacco dal Brasile e soltanto 2 punti in più sul Cile sesto e fuori dal Mondiale. La partita decisiva per la qualificazione ai mondiali è stata vissuta con ansia da tutto il popolo argentino, con la squadra sotto di un gol dopo pochi secondi contro l’Ecuador ribaltata poi da una tripletta di Leo Messi. In più, nelle amichevoli di avvicinamento la sonora sconfitta per 6 a 1 contro la Spagna. Riuscirà lo stellare attacco argentino a coprire le lacune difensive?
-GIOCATORI DA SEGUIRE- Messi, Higuain, Aguero, Di Maria, Dybala: il potenziale d’attacco della squadra argentina fa paura ma Sampaoli dovrà trovare la giusta quadratura. L’Argentina ha l’età media più alta di tutte le partecipanti e questo testimonia che molti della spedizione russa avranno l’ultima occasione per portare il trofeo in patria. Ma tra i tanti e blasonati big indichiamo due calciatori meno conosciuti che partiranno nelle retrovie ma potranno ritagliarsi il giusto spazio: il classe ’96 Giovani Lo Celso che ha già mostrato alcune interessanti cose con la maglia del PSG ma al Mondiale potrebbe definitivamente esplodere, ricoprendo una posizione più congeniale (il trequartista) rispetto a quella che gli ha ritagliato Emery nel club (mezzala); il secondo nome risponde a quello di Cristian Pavon, anche lui classe ’96, attaccante esterno del Boca Juniors dove ha messo in mostra velocità, tecnica sopra la media e personalità. Tutte caratteristiche che gli garantiranno un futuro luminoso.

-ISLANDA-
Dopo aver brillantemente esordito agli Europei del 2016 (eliminata ai quarti dai padroni di casa della Francia dopo aver battuto l’Inghilterra agli ottavi), l’Islanda ha vinto il premio di più piccolo stato al mondo a qualificarsi ad una edizione della Coppa del Mondo. Soltanto 330mila abitanti per una nazionale che potrà contare però sull’apporto di tanti tifosi neutrali (come noi italiani, purtroppo…) che ha fatto entusiasmare, cantare e saltare con la Geyser Sound. Ma come si spiega l’exploit di questo piccolo paese che in patria può contare solo su leghe semi-professioniste? Programmazione, investimenti su strutture al coperto (l’inverno in Islanda è lungo e freddo!) e una strategia chiara per la crescita dei giovani, che vengono spediti all’estero fin da giovanissimi per farli crescere e maturare. La campagna di qualificazioni a Brasile 2014, l’Islanda l’ha iniziata appaiando nel ranking nazioni come Andorra e San Marino: 3 anni dopo ha vinto il proprio girone, mettendosi alle spalle squadre come Croazia, Turchia e Ucraina. Chapeau!
-GIOCATORI DA SEGUIRE- Non mancano le qualità in questa terribile matricola: il calciatore più rappresentativo è il capitano Gunnarsson, centrocampista del Cardiff City col quale ha appena raggiunto la promozione nel massimo campionato inglese. A lui va l’onore di guidare la trascinante Geyser Sound. Sigurdsson è invece il leader tecnico: già da qualche anno in Premier League, nell’ultimo campionato con la maglia dell’Everton ha faticato un po’ ma resta il faro della Nazionale, dotato di tecnica e fiuto del gol. Menzione doverosa per il portiere Halldorsson, che milita nel massimo campionato danese: il suo datore di lavoro (il presidente della Saga Film) gli ha concesso un permesso extra per “meriti sportivi” con la maglia della Nazionale. Quando vorrà appendere gli scarpini al chiodo, potrà tornare al suo lavoro!

-CROAZIA-
Un esordio folgorante nella Coppa del Mondo del ’98 (il migliore in assoluto, insieme al Portogallo del ’66) con la semifinale raggiunta e persa solo contro la Francia che diventerà campione, poi una piccola maledizione che non ha più permesso ai biancorossi di passare i gironi. E’ questa la storia mondiale della Croazia che si presenta all’edizione russa dopo un girone di qualificazione dai due volti: percorso convincente fino alla penultima giornata quando un pareggio beffardo contro la Finlandia è coinciso con il sorpasso dell‘Islanda, che ha costretto la squadra del c.t. Dalic allo spareggio vinto nettamente contro la Grecia. La Croazia si presenta al mondiale di Russia con una squadra solida, con tanta esperienza in difesa e classe cristallina tra centrocampo e attacco. La partita di esordio contro la Nigeria dirà molto sulle ambizioni di questa nazionale, decisa a prendersi almeno la seconda piazza del girone per tornare a disputare un ottavo di finale mondiale. Per molti dei protagonisti sarà probabilmente l’ultimo mondiale della carriera e siamo certi che non vorranno farsi sfuggire l’occasione di togliersi di dosso quella etichetta di “vorrei ma non posso”.
-GIOCATORI DA SEGUIRE- Tanti sono i calciatori di qualità, specialmente dalla cintola in su: Rakitic, Kovacic, Perisic, Brozovic, Mandzukic e la stellina (in cerca di riscatto) Pjaca. Ma il vero leader di questa squadra è senza dubbio Luka Modric: il centrocampista del Real Madrid meno di un mese fa ha alzato al cielo la sua 4° Champions League ed ora è pronto a trascinare la sua nazionale (almeno) agli ottavi di finale della Coppa del Mondo, a venti anni dall’esordio e dai fasti di Suker e compagni. In seconda battuta inseriamo anche Ante Rebic, visto (poco e male) anche in Italia con la maglia della Fiorentina: classe ’93 viene da una stagione tormentata (come il suo carattere) con l’Eintracht Francoforte, trovando però il modo di realizzare una doppietta decisiva nel 3 a 1 con cui i rossoneri hanno battuto il Bayern Monaco nella finale di Coppa di Germania. Per Rebic, ala veloce e forte fisicamente, è arrivato il momento giusto per affermarsi.

-NIGERIA-
Nelle precedenti 5 partecipazioni alla Coppa del Mondo, la Nigeria hanno raggiunto per ben 3 volte gli ottavi di finale. Mai sottovalutare le Super Eagles del c.t. tedesco Gernot Rohr, come hanno potuto ben constatare Pjanic e compagni in Brasile quando la Nigeria si piazzò seconda alle spalle dell’Argentina e davanti a Bosnia ed Iran. Proprio la sfida contro l’Argentina è quasi un classico dei mondiali, visto che le due nazionali fanno parte dello stesso girone per la quarta volta su 5 partecipazioni per gli africani: curiosità, i sudamericani hanno sempre vinto con un gol di scarto, segno di quanto sia tenace la resistenza dei nigeriani. Nella qualificazioni la Nigeria ha dominato il “Girone della morte” composto da Zambia, Camerun, e Algeria: 4 vittorie e 2 pareggi per un totale di 14 punti su 18 disponibili. Nell’ultimo mondiale fu la Francia a porre fine al cammino della Nigeria, con una vittoria maturata negli ultimi della partita. Ma in questa edizione la Nigeria si presenta con una squadra ancor più matura con tanti calciatori che militano in campionati importanti. L’urna non è stata benevola, ma l’equilibrio che regna nel girone potrebbe volgere anche a favore delle Super Eagles, pronte a spiccare il volo.
-GIOCATORI DA SEGUIRE- Iwobi e Moses sono stati i trascinatori della squadra nelle qualificazioni ed entrambi militano in importanti squadre della Premier League (rispettivamente Arsenal e Chelsea), a testimonianza della crescita del movimento calcistico nigeriano. Ma il vero leader della nazionale è il centrocampista John Obi-Mikel che milita nel campionato cinese ma dalla sua ha 249 presenze nel Chelsea e 11 trofei alzati al cielo. Altro nome da tenere a mente è Kelechi Promise Iheanacho: cresciuto nelle academy del Manchester City, quest’anno è stato ceduto al Leicester City con cui ha messo a segno 8 gol in campionato. La consacrazione ancora non è arrivata ma dalla sua ha il tempo (è un classe ’96) e le qualità!

  •   
  •  
  •  
  •