Mondiali, Messi all’affannoso inseguimento di Ronaldo

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

Lionel Messi – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Ricomincio da meno tre. Il Mondiale di Leo Messi parte in salita, tra gli affanni un’Argentina che stenta a decollare e la condizione smagliante del suo rivale storico. Se infatti Cristiano Ronaldo ha lasciato subito il segno con una tripletta alla Spagna, festeggiata dall’asso portoghese con tanto di esultanza “caprina”, la Pulce è ferma al palo. Il rigore sbagliato contro l’Islanda è la spia di un momento poco felice per il capitano dell’Albiceleste, che ora non può fallire contro la temibilissima Croazia. O Leo risponde presente all’appello o il Mondiale diventa un incubo, con serie possibilità di una clamorosa eliminazione al primo turno.

Maledetto Mondiale, finora un’ossessione per Messi. Hai voglia a fare paragoni con Maradona, hai voglia a dire che è lui il più bravo di tutti, hai voglia ad esibire un palmares con pochi eguali nella storia del calcio: c’è poco da fare, serve l’ultimo step per la definitiva consacrazione di una carriera fantastica. Intendiamoci, Leo è già nell’empireo degli eletti del football, la sua stella brilla e brillerà sempre, ma lui vuole la Coppa con la C maiuscola, sfuggita per un soffio quattro anni fa in Brasile, quando Goetze mandò la Germania in Paradiso e l’Argentina all’inferno. Per non parlare delle delusioni a catena in Coppa America. Insomma, ora o mai più.

L’impressione degli esperti è che mentre CR7 – forte dell’ennesima Champions – sembra essere scattato dai blocchi con la voglia matta di vincere il Mondiale col Portogallo, condotto sul tetto d’Europa due anni fa, Messi abbia invece paura di perderlo. È qui che si gioca l’ultimo appassionante capitolo dell’eterna sfida che vede uno di fronte all’altro, come due pistoleri, il totem del Real e quello del Barca, dalla Spagna alla Russia, senza esclusione di colpi. Padroni assoluti dello spogliatoio, icone venerate da compagni e tifosi, spareranno fino all’ultima cartuccia per raggiungere il titolo.

Sampaoli ha cucito il vestito intorno a Messi, le convocazioni parlano chiaro: fuori gli indesiderati  – che Icardi non fosse nelle grazie di Leo e del gruppo, oltre che di Maradona, si era capito da un pezzo – dentro gli scudieri del Re: anche Higuain e Dybala in panchina sono un segnale. La Rosa però ha lacune evidenti in difesa e a centrocampo alcune scelte non convincono: Mascherano non è più quello di un tempo e Biglia arriva da una stagione negativa. Santos ha avuto meno difficoltà ad assemblare il Portogallo, con un vantaggio psicologico enorme: appena due anni fa ha vinto la Coppa Europa, nessuno gli chiede di vincere il Mondiale e può muovere le pedine più sciolto. Se poi Cristiano inizia con questo passo…

Il prossimo step dirà già molto e il grado di difficoltà è nettamente diverso. CR7 proverà a ripetersi contro il Marocco per ipotecare il passaggio del turno. Messi dovrà essere quello originale contro la Croazia, una delle mine vaganti del torneo, per qualità e quantità, con l’incostanza come fedele compagna di viaggio. Sbagliare significherebbe trovarsi sull’orlo del precipizio. E rivedere Ronaldo che si accarezza quel mento come una capra per Messi avrebbe il sapore della resa.

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