Nazionale, Mancini si “arrende” :”Niente stage, mi adeguerò alle esigenze dei club”

Pubblicato il autore: Alessandro Pallotta Segui
FLORENCE, ITALY - MAY 15: Head coach Italy Roberto Mancini poses for a photo after the press conference at Centro Tecnico Federale di Coverciano on May 15, 2018 in Florence, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Roberto Mancini – Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Mentre i tifosi italiani, pur non partecipando ai Mondiali in Russia, esultano per l’eliminazione della Germania nella prima fase della massima competizione calcistica mondiale, il nuovo Ct della Nazionale azzurra, Roberto Mancini, ha l’arduo compito di assemblare una squadra che sia in grado di essere competitiva ai prossimi europei.
I problemi che hanno causato il tracollo della Nazionale quattro volte campione del mondo e la relativa eliminazione prematura dai Mondiali sono molti e difficili da gestire ma, secondo quanto detto dall’ex allenatore dell’Inter, tra questi non rientrano la mancanza degli Stage tanto richiesti dai Ct precedenti (Conte e Ventura).

L’annuncio di Roberto Mancini arriva ai margini di un’intervista concessa al ‘Il Secolo XIX’ in cui dichiara:”Il problema del CT è sempre stato quello di rispettare le esigenze di un club. Io non farò stage, mi adeguerò alle necessità delle varie società, voglio che i calciatori arrivino in Nazionale rilassati e riposati”.
Insomma l’ex calciatore della Lazio sembra che voglia sfruttare al meglio i vari allenamenti, i test in amichevole o partite di qualificazione con squadre meno blasonate,  per conoscere al meglio i propri giocatori e comprendere la migliore fisionomia tecnico-tattica da adottare nella propria Nazionale.

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Molto spesso la stampa ha sottolineato che a questa Nazionale mancano giocatori affermati e di qualità che possano cambiare una partita da un momento all’altro. In merito a questa questione Roberto Mancini ha dichiarato: “Fuoriclasse assoluti al mondo quanti ce ne sono? Due o tre, quattro al massimo. Ci sono squadre con tanti buoni giocatori e con questi riescono a vincere. Noi non possiamo sapere come cresceranno Insigne, Romagnoli, Chiesa, Caldara.E poi magari esplode qualcuno che adesso non si vede ancora. È successo ad altri, nella Francia, per esempio; fino a poco fa non sapevamo niente di Mbappé o Dembélé“.

Lo stesso commissario tecnico della Nazionale, giusto una settimana fa, alla trasmissione Tiki Taka ha parlato del Mondiale in Russia e alle possibilità che avrebbe avuto l’Italia in caso si fosse qualificata: “Spagna favorita per la vittoria finale? Io credo che la favorita sia il Brasile, poi chiaramente la Spagna ha la forza per poter arrivare in fondo. Ma ora è difficile giudicare perché le nazionali più piccole quando affrontano le grandi si chiudono molto. Non a caso la partita più bella è stata Portogallo-Spagna. Se avessimo partecipato avremmo potuto dire la nostra in Russia? Il Mondiale è sempre aperto, soprattutto per l’Italia che ha un background importante. Poi quando sei lì può succedere di tutto, le ultime due volte che abbiamo vinto, nel 1982 e nel 2006, non partivamo da favoriti. In questo momento abbiamo bisogno di un po’ di tempo ma allo stesso tempo dobbiamo qualificarci per l’Europeo 2020.”

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Il tecnico ex City inoltre ha voluto un’altra volta affermare la propria emozione e felicità di essere il Ct della Nazionale del proprio Paese: “C’è grande emozione perché rappresenti il tuo Paese. Penso che allenare al Nazionale sia la massima aspirazione per ogni allenatore (…) L’emozione è tanta e continuerà a esserlo in ogni partita (…) Aver la possibilità di allenare la Nazionale non capita a tutti e non capita tutti i giorni.”

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