Renè Higuita: la leggenda del Re Scorpione

Pubblicato il autore: Giuseppe Folchini Segui

Wembley 6 Settembre 1995, durante l’amichevole Inghilterra-Colombia, il tempio del calcio assiste a quella che è stata definita da molti ,la più grande parata della storia. Il calciatore inglese Jamie Redknapp, lancia un pallone in area avversaria che potrebbe essere facile preda del portiere colombiano. Ma tra i pali dei Los Cafeteros, non c’è uno qualsiasi,  René Higuita invece di alzare i guantoni, si tuffa in avanti, lancia i talloni in alto dietro la testa e respinge il pallone con la suola degli scarpini: la mossa de l‘Escorpion (lo Scorpione), l’eredità che Higuita, soprannominato el Loco ( matto, folle, ecc) ha lasciato alla storia del calcio

-Nel 1990 ai mondiali italiani Higuita tra prodezze e follie

Ai Mondiali 1990 in Italia, il mondo conosce Higuita come titolare della Selecion colombiana. Il portiere ha già vinto una Coppa Libertadores, con l’Atletico Nacional di Medellin. L’esordio è con il botto, el Loco è protagonista della qualificazione storica della Colombia agli ottavi di finale  parando un rigore nel pareggio tra la Colombia e la Jugoslavia, risultando tra i migliori in campo nel 1-1 tra la Colombia e  Germania Ovest poi vincitrice dell’edizione. Si capisce subito che non è un portiere come gli altri, sia fisicamente ( è alto solo 172 cm, con un fisico mingherlino ed una lunga chioma di capelli ricci ) che tecnicamente. Se un portiere “normale” quando esce dall’area piccola blocca con le mani, il colombiano anticipa di petto o con un colpo di testa l’avversario, magari scartandolo e palla al piede lancia l’azione. Renè Higuita è anche il protagonista della “papera” che costa l’eliminazione dei Los Cafeteros agli ottavi di finale, ad opera del Camerun di Roger Milla : a pochi minuti dal termine del tempo supplementare, il portiere si avventura palla al piede fino a centrocampo dove è lo stesso Milla a rubargli la sfera ed a segnare comodamente il goal qualificazione

-Higuita cresce povero tra pelota e narcos

Tutto ha inizio a Medellin in Colombia nel 1966, quando Maria Doselina Higuita partorisce il piccolo Renè, che non conosce il  padre. Dopo qualche anno perde anche la madre e cresce con la nonna, in quella città per un bambino povero ci sono solo due modi per riscattarsi, diventare narcos o un calciatore perché dare calci alla “pelota” per strada è l’unico gioco che Renè Higuita può permettersi.

-Higuita l’attaccante che esordisce tra i pali

Ecco arrivare l’occasione, quando durante un torneo scolastico, il portiere della sua squadra si infortuna ma il portiere di riserva non c’è. Higuita è in panchina come attaccante, allora lo sostituisce lui. L’ esordio è straordinario, davanti agli osservatori dell’ Independiente  Medellin da allora El Loco indosserà solo i guantoni

-Higuita idolo dei tifosi

Il modo rischioso di giocare di Renè Higuita viene valorizzato da Francisco Maturana, tecnico dell’ Atletico Nacional e successivamente della Selecion colombiana. Maturana è un precursore dei tempi: usa un sistema di gioco con la linea di difesa a zona molto alta, ed avere un portiere tecnicamente bravo con i piedi dà sicurezza anche ai compagni di reparto. Ben presto el Loco diventa il leader indiscusso dell’Atletico e della nazionale, facendo sognare i tifosi.

-La carriera di Higuita, nomade del calcio

Esordisce nel calcio professionistico nel 1987 con l’Atletico Nacional di Medellin dove rimane fino al 1992, vincendo una Coppa Libertadores ed una Coppa Interamericana, gioca anche una finale della Coppa Intercontinentale persa contro il Milan di Arrigo Sacchi. Nel 1993 si trasferisce in Spagna al Valladolid, con scarsa fortuna e rientra nel club che lo ha fatto esordire l’anno successivo, vincendo un altra Coppa Interamericana. Dal 1998 gioca per dieci società diverse in ogni angolo del Sud America, per terminare la carriera a 43 anni nel 2009 con i colombiani del Deportivo Pereira.  In nazionale matura 68 presenze dal 1987 al 1999 e  conquista due medaglie di bronzo , 1987 e 1995, nella Coppa America. Attualmente è il preparatore dei portieri della squadra saudita del Al-Nassr. Un dato significativo: in carriera ha realizzato 45 reti.

-Renè Higuita “el Loco” anche fuori dal campo
Della sua “follia” sui campi di calcio ne abbiamo parlato, ma Higuita ha avuto un atteggiamento sopra le righe anche nella vita privata. Molto chiaccherata la sua amicizia con il re dei narcos Pablo Escobar, nel 1994 saltò i Mondiali negli Usa per una condanna di 7 mesi di carcere per avere svolto il ruolo di mediatore in un sequestro, senza informare la polizia. Grande amico anche di Diego Maradona, lo accomuna una squalifica per doping ( cocaina ) nel 2004 mentre disputava il campionato ecuadoriano. Nel 2005 partecipa ad uno show televisivo colombiano  La isla de los famosos, format simile all’Isola dei Famosi.

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